Era passato solo un giorno dalla morte del signor Harris e per essere nel XXII secolo era anche troppo tempo. Non si usavano più le classiche bare con la sepoltura nei cimiteri cittadini ma si piantava un albero digitalizzato.
Ogni paese e ogni cultura aveva i propri riti. Spesso si erano evoluti con il passare degli anni e dei secoli, altre volte erano rimasti invariati: ad esempio in Cina, si vestivano di bianco - il loro colore per il lutto - e venivano esplosi fuochi d'artificio, in Indonesia i morti venivano tenuti in casa, in Africa le bare avevano le forme più disparate, in America andava per la maggiore la cremazione. Addirittura, in altri paesi, il corpo senza vita veniva messo su una sedia proprio fuori dall'abitazione con una sigaretta tra i denti. Alcuni invece lasciavano i resti fatti a pezzi in mezzo al deserto credendo che gli avvoltoi, mangiando la carne per poi prendere il volo, portassero in salvo la loro anima.
I norvegesi, uno dei popoli più all'avanguardia del mondo, si era evoluto prima di tutti gli altri esportando il nuovo modo di celebrare il defunto nel resto degli altri continenti, ma solo le persone più benestanti erano riusciti ad adoperarlo riuscendo così anche ad aiutare la terra.
Lo Skannerk - parola composta da skannet, legno, e treverk, scansionato - era un Ulmus: la pianta poteva raggiungere un massimo di trenta metri di altezza, le sue foglie erano decidue ed ovoidali con il bordo seghettato e il suo frutto era chiamato Samara. L'albero, più comunemente chiamato Olmo, era dotato di un impianto digitale composto da una semplice colonnina posizionata accanto alla pianta. Le sue radici si intrecciavano con la rete tecnologica che l'agenzia funebre aveva installato sotto di esse in modo da poter provvedere alla comparsa e all'interazione del defunto tramite ologrammi e sistemi informatici innovativi. Avrebbero riprodotto la sua voce comunicando così con amici e parenti come se fosse ancora in vita rendendolo a tutti gli effetti, grazie all'intelligenza robotica, una persona che non aveva mai lasciato la terra.
La signora Larsen non aveva scelto l'albero in cui far seppellire i resti del suo compagno, ci aveva pensato la famiglia di Harris - figli e nipoti - ma a lei stava bene così. Anche se non c'era più, sapeva che poteva andarlo a trovare a quell'olmo. Scansionando la sua impronta digitale sul touch screen della colonnina, l'ologramma del compagno sarebbe comparso per parlare con lei, ma quello avrebbe richiesto una settimana data l'elevata richiesta. Sapeva che non era la stessa cosa di quando era in vita, ma era un bel modo per poter parlare ancora con lui nonostante fosse solo un'immagine artificiale senza anima.
Il Kunstig Minnepark, parco commemorativo artificiale, aveva sostituito la maggior parte dei cimiteri usati fino al 2083 in quanto non vi era più posto per seppellire i defunti e nessuno era più disposto a lavorare come becchino e guardiano.
Il giardino era affollato e la signora Larsen conosceva la metà delle persone che si erano presentate. Il rito funebre era stato breve, molti le si erano avvicinati per farle le condoglianze; invece, con la famiglia Harris se l'erano scambiate reciprocamente.
Sua figlia non era venuta al funerale ma la nipote sì e le aveva fatto compagnia fino alla fine.
«Ti va di venire a casa per una tazza di caffè?» chiese la signora Larsen alla ragazza.
«Certo nonna» concluse la giovane.
Le due donne entrarono in casa.
Era tutto in ordine nonostante tutto quello che era successo.
La signora Larsen teneva in modo particolare al rigore e alle pulizie.
«Siediti pure cara» disse la nonna avvicinandosi al pensile della cucina per prendere il caffè, ma quando vide il pacchetto presumibilmente aromatizzato, si bloccò all'istante.
Era pazza? Sentiva odori che non esistevano? La vecchiaia le giocava brutti scherzi?
Decise così di fare la prova del nove:
«Cara, prova ad annusare questo caffè.»
La ragazza si alzò dalla sedia su cui si era seduta e si avvicinò alla nonna, prese il pacchetto e iniziò ad odorare.
«Sembra aromatizzato» disse la giovane.
«Allora lo senti anche tu! C'è scritto che è caffè classico.»
«Magari è scaduto, nonna.»
«Ho controllato, era un pacchetto nuovo, ha la scadenza l'anno prossimo. Che odore senti?»
«Sembra quasi di mandorla, secondo te cosa è?»
«Anche secondo me è di mandorle» concluse la signora Larsen mentre i suoi sospetti sembravano diventare realtà.
«Buttalo e apriamone uno nuovo» disse la nipote facendo spallucce.
«Certo, cara» concluse l'anziana, appoggiando il pacchetto di caffè accanto all'immondizia. Avrebbe fatto delle ricerche online una volta rimasta da sola.
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FUTURE LIBRARY
Mystery / Thriller2114, Oslo. La Future Library sta per aprire le porte a tutta la popolazione mondiale: una biblioteca composta unicamente da 100 volumi, scritti a partire dal 2014 - uno all'anno - e custoditi gelosamente per non farli leggere a nessuno prima del p...
