La Signora Larsen aveva trascorso più di due settimane nella casa di famiglia al sicuro da ogni inconveniente.
Non aveva ricevuto nessuna risposta dal signor Moen mentre l'email per Jensen non era ancora partita. Voleva incutere timore al suo vicino e assassino, voleva che passasse qualche anno della sua vita con il cuore in gola, con l'ansia e la preoccupazione che potessero venire a prenderlo da un momento all'altro. Voleva che venisse punito per ciò che era successo, non poteva di certo passarla liscia. Non poteva prendersi gioco di lei solo perché era più anziana di lui, non poteva aver ucciso il suo compagno e non essere consegnato alla giustizia.
La donna era in cucina con la luce soffusa e una tazza di te. Non vi erano rimaste molte stoviglie ma per una persona potevano anche avanzare. L'anziana era seduta sull'unica sedia accanto al tavolo e controllava le email dal suo tablet, ma non vi era posta in entrata.
Pensò che fosse strano: aveva inviato il messaggio minatorio già da quindici giorni eppure il signor Moen non si era nemmeno preso la briga di risponderle.
Quello era un vero e proprio affronto per Larsen, lei aveva il coltello dalla parte del manico e lui avrebbe fatto meglio a inginocchiarsi davanti a lei. Ma a quanto pareva, non era successo.
La donna iniziò a raccattare tutte i suoi vestiti che aveva diligentemente piegato e appoggiati sul piano della cucina. In quei giorni aveva pulito l'intera casa, aveva spazzato via tutti gli insetti, spolverato, pulito il pavimento con il disinfettante e lavato a mano la sua biancheria intima.
La casa non era tornata al suo splendore originale ma poteva essere abitabile.
La Larsen prese i maglioni e i pantaloni perfettamente piegati tra le braccia e andò in salotto. Il suo borsone era ancora dove lo aveva lasciato quando era arrivata. Si accovacciò sulle ginocchia un po' malandate e cercò di infilare tutto il vestiario all'interno della borsa senza far cadere nulla per terra. Una volta aver sistemato gli abiti senza spiegazzarli, si alzò, scalciò via le pantofole, prese gli stivali e andò a sedersi sulla poltrona per poterseli infilare.
Era quasi pronta: doveva solo infilarsi il giaccone, spegnere le luci ed uscire di casa ma qualcuno bussò improvvisamente.
La donna non aspettava ospiti ed era certa che nessuno sapesse di quella casa.
Si alzò dalla poltrona e si avvicinò all'uscio. Appoggiò l'orecchio sulla porta, che non era dotata di spioncino, ma non sentì nulla e decise di aprire.
Una folata di vento gelida entro in casa facendo venire i brividi alla donna.
Davanti a sé si ritrovò il signor Moen.
La signora Larsen rimase a bocca aperta. Aveva gli occhi sbarrati, le sopracciglia alzate e aveva stretto le mani in due pugni ben saldi.
«Cosa vuole?» chiese all'uomo invitandolo ad entrare con un gesto della mano.
«Ho letto la sua email.» Moen non accettò l'invito e rimase fermo sull'uscio.
«Bene.»
«Io non ho ucciso nessuno!» rispose l'uomo rabbioso.
«Lei dice? Adesso ho le prove» continuò l'anziana.
«Che prove?» chiese Moen sospettoso.
«Ho la registrazione della vostra litigata. E mi sembra proprio un bel movente!»
«Ma quale litigata?»
«Quella che avete avuto nel nostro appartamento. Quella dove il mio compagno l'aveva scoperta a leggere i libri della Future Library!»
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FUTURE LIBRARY
Misterio / Suspenso2114, Oslo. La Future Library sta per aprire le porte a tutta la popolazione mondiale: una biblioteca composta unicamente da 100 volumi, scritti a partire dal 2014 - uno all'anno - e custoditi gelosamente per non farli leggere a nessuno prima del p...
