Erik era sdraiato sul divano con il riscaldamento che diffondeva calore per tutta la casa rendendola meno cupa. L'uomo sulla trentina indossava una t-shirt a maniche lunghe ed era arrotolato in una coperta di pile blu: aveva gli occhi fissi sul televisore, i muscoli della faccia rilassati e la mandibola molle si era staccata dalla mascella superiore. La testa ciondolava verso la spalla destra e il collo gli formicolava.
Nell'appartamento vigeva il silenzio più assoluto ad esclusione del volume della tv dove davano l'ennesima replica di un vecchio film fantascientifico, Ritorno al Futuro, un remake girato nel 2099. L'abitazione era costellata di poster di film Gialli Bugiardi che avevano fatto la storia del cinema americano, creando una corrente artistica tra il 2078 e il 2091.
Il film era quasi finito ed Erik sembrava avere le braccia e le gambe come budini ma solo quando qualcuno suonò al campanello ne ebbe la conferma.
L'uomo non si mosse e continuò a guardare la tv ma la persona dietro la porta aveva deciso di non arrendersi.
Le gambe di Erik non reagivano agli input che il cervello gli inviava.
Lo sconosciuto sul pianerottolo suonò una terza volta e l'uomo si vide costretto a far obbedire i suoi arti inferiori.
Erik si avvicinò alla porta d'entrata e sbirciò attraverso lo spioncino prima di aprire: dall'altra parte vi era Rune.
Alzò gli occhi al cielo ma gli aprì senza dire una parola.
«Mi stavi ignorando?» l'uomo brizzolato aveva il volto cadaverico ed entrò a passi lunghi nel salotto della piccola abitazione.
La casa era adibita a bilocale, l'arredamento era di scarsa fattura, sembrava cartone e ad sembrava Erik andasse bene così: una grande libreria con sette ripiani color ebano occupava tutto il muro del salotto, quasi toccava il soffitto ed era ricolmo di libri con la copertina nera.
Erik avrebbe voluto rispondergli in maniera affermativa, ma la sua educazione non glielo permise.
«Stavo solo dormendo» rispose con voce piatta. «Posso offriti qualcosa di caldo?» Erik guardò l'uomo con la camicia a quadri camminare avanti e indietro davanti all'uscio mentre si massacrava le dita facendo scoppiare la cartilagine.
Il parquet sotto di lui scricchiolava ad ogni cambiamento di peso e il padrone di casa piegava la testa e stringeva i denti ad ogni cigolio.
«No grazie, oggi non fa freddo» ripose Rune.
«Il termometro segna -2 gradi»
«È quasi primavera, allora!» L'uomo agitò i pugni per aria fingendo di esultare.
Erik non capì se fosse una battuta sarcastica o se l'ospite lo pensasse davvero e si diresse verso uno sportello per cercare una tazza pulita.
Non la trovò e rinunciò a bere.
La cucina era dotata degli elettrodomestici essenziali per sopravvivere, frigorifero e forno a microonde, nel lavello i piatti sporchi straboccavano mentre sull'isola vi erano sparpagliate diverse macchie unte e il cartellino del lavoro di Erik. Era grande come un biglietto da visita plastificato, riportava i suoi dati anagrafici e la dicitura di bibliotecario specializzato.
Rune continuava a lisciarsi la barba rossastra con la mano destra e teneva lo sguardo fisso sul pavimento come a voler controllare l'andamento dei propri piedi.
«È successa una cosa» confessò l'ospite arrestandosi di colpo e girando le spalle alla porta d'entrata.
Erik, con le mani appoggiate al bancone dell'isola in mezzo al salotto, alzò le spalle e scosse la testa. Sollevò le sopracciglia e spinse il mento in avanti porgendo un orecchio al suo interlocutore.
«Hai perso un libro!» esplose Rune.
«Io?» sogghignò Erik. «Quale libro avrei perso?» Il ragazzo si avvicinò alla sua libreria cercando di non ridere. Rune aveva ripreso a camminare avanti e indietro riempiendo l'ambiente di scricchiolii.
Erik diede un'occhiata veloce ai suoi libri, conosceva a memoria il loro ordine e, nonostante avessero quasi tutti la copertina nera, era certo che non ne mancasse nemmeno uno. Provò a contarli ed ebbe la conferma: nessun libro era andato perso.
«Non uno dei tuoi.» Rune agitò le mani in modo sconnesso.
«Perché sei così preoccupato se il libro non è nemmeno il mio?» gli chiese Erik guardandolo con un sopracciglio alzato e la bocca contratta in una smorfia.
«Hai perso un libro della Future Library!» concluse Rune mettendosi le mani nei capelli e fermando il suo passo drammatico e inquieto.
Erik vide nero per un momento e pensò che stesse persvenire, ma poi la pressione sembrò schizzare alle stelle. Il cuore iniziò abattergli all'impazzata come se volesse uscirgli dal petto e scappare.
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FUTURE LIBRARY
Mistério / Suspense2114, Oslo. La Future Library sta per aprire le porte a tutta la popolazione mondiale: una biblioteca composta unicamente da 100 volumi, scritti a partire dal 2014 - uno all'anno - e custoditi gelosamente per non farli leggere a nessuno prima del p...
