La Signora Larsen si era diretta alla divisione N.U.F.V. dove aveva lavorato per la maggior parte della sua vita ed era pronta a denunciare un omicidio.
Il quartier generale della cyber polizia sembrava un enorme parallelepipedo bianco lungo trecento metri e alto venticinque dove alcuni quadrati ricolmi di piante si alternavano al cemento e al vetro delle finestre. La struttura era ecosostenibile, dotata di pannelli fotovoltaici e di una struttura per immagazzinare l'energia solare, una cisterna per la raccolta dell'acqua piovana e la sua depurazione. Vi era anche un piccolo orticello - con la superficie di cento metri quadrati - per poter provvedere ad una buona parte dell'alimentazione vegetariana dei dipendenti.
La donna conosceva a memoria ogni angolo della N.U.F.V. ma stavolta era ospite. Aveva dovuto registrarsi all'ingresso, prendere un badge per visitatori ed essere accompagnata da Johan, un ragazzo diligente arrivato da meno di un anno, che l'avrebbe scortata fino al suo vecchio ufficio per poter parlare con il capo in carica di ciò che le era successo.
Non appena mise piede nel vecchio covo, l'aria stantia le pizzicò il naso. Le luci erano soffuse mentre il blu degli schermi riempiva la stanza.
«Larsen!» esortò immediatamente Jensen.
Era un uomo alto e muscoloso, sulla cinquantina, con i capelli brizzolati e gli occhi azzurri, aveva lavorato con l'anziana per diversi anni - erano compagni di scrivania - e adesso era diventato capo ufficio di quella divisione.
«Jakob Jensen!» disse la donna di rimando. «Puoi chiamarmi anche per nome adesso, non sono più il tuo supervisore» concluse.
«Assolutamente no, continuerò a chiamarti con il cognome finché non pioveranno rane!»
«Occhio a ciò che desideri.»
«Non ti preoccupare Larsen, sono certo che non succederà nemmeno durante l'apocalisse.»
Nell'ufficio informatico della divisione cyber dei crimini senza violenza fisica era un vizio dimenticarsi dei nomi dei dipendenti a favore dell'utilizzo del cognome e quella maledetta usanza le ricordava molto i film americani che piacevano al suo defunto compagno.
«Cosa ti ha portato nella tana del lupo?» chiese Jensen.
«Harris è venuto a mancare da poco e...»
«Larsen! Non lo sapevo! Ti faccio le mie più sentite condoglianze. Come è successo?» chiese sorpreso l'ex collega rattristato.
«Dicono sia stata colpa dell'età.»
«E a quel "dicono" tu ci credi poco, immagino.»
«Una vita a sospettare di tutti e a fare ricerche illegali sul web non mi hanno resa paranoica, se te lo stai chiedendo» rispose la donna serrando la mascella e mordenddosi la lingua per non mandare a quel paese l'uomo che aveva di fronte.
«Secondo te allora cosa è successo?» la incalzò Jensen assecondandola sapendo quando fosse difficile perdere una persona amata.
«Credo sia stato avvelenato» rispose la signora Larsen estraendo il pacchetto di caffè dalla borsetta e che avevano ispezionato con molta cura all'entrata della N.U.F.V. «Annusa questo» continuò l'anziana porgendo il macinato all'uomo.
Jensen prese il sacchetto sospettoso e se lo avvicinò al naso.
«Non sento nulla» disse.
«Profuma di mandorle amare» gli spiegò la donna.
Jensen allontanò il pacchetto dal viso e lo ispezionò con gli occhi ma non vide nulla di strano.
«Davvero, per me è caffè normalissimo.»
«Anche mia nipote sente lo stesso odore che sento io. Prova a farlo sentire a qualcun altro.»
«Larsen...»
«Il mio vicino ha portato questo pacchetto di caffè ad Harris e adesso lui non c'è più» continuò la donna agitandosi.
«E credi che qualcuno gli abbia fatto una maledizione per fargli andare di traverso il caffè?» chiese sarcastico l'uomo.
«No, ma è avvelenato»
Jensen alzò le sopracciglia e la guardò dritta negli occhi, incredulo.
«L'odore di mandorle amare è dato dal cianuro!» spiegò Larsen.
«Cianuro?»
«Si!» confermò l'anziana pensando di essersi spiegata al meglio.
«Lo sai che il cianuro non viene più prodotto da almeno cinquant'anni?» la informò l'uomo.
«Beh, qualcuno deve averne certo qualche scorta ancora. Basta fare una ricerca sul Dark Web e...»
«Larsen» disse Jensen pendendo le mani della donna tra le sue. «So che è dura perdere una persona così importante in modo inaspettato, ma non possiamo di certo farne un caso di stato arrampicandoci sugli specchi. Sono certo che quelli che ti "hanno detto" che è morto per la sua età avanzata, hanno ragione.»
«Come fai a non credermi?» chiese la donna strappando le sue mani da quelle dell'ex collega. «Lavorando in questo ufficio abbiamo imparato a non fermarci alla prima impressione ma a fare indagini più accurate, e adesso mi vuoi liquidare così?»
Jensen sospirò.
«Bene» concluse Larsen riprendendosi il pacchetto di caffè sospetto. L'uomo lo aveva appoggiato sulla scrivania vicina a loro. La donna lo afferò energicamente per poi andarsene infuriata sbattendo la porta.
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FUTURE LIBRARY
Mystère / Thriller2114, Oslo. La Future Library sta per aprire le porte a tutta la popolazione mondiale: una biblioteca composta unicamente da 100 volumi, scritti a partire dal 2014 - uno all'anno - e custoditi gelosamente per non farli leggere a nessuno prima del p...
