COLE'S POV
Suonata la sveglia, con un gesto deciso, scosto le lenzuola blu scuro. A piedi nudi raggiungo l'armadio, afferro una maglietta blu e dei pantaloncini neri, li infilo in fretta, prendo il borsone e sguscio fuori dalla stanza. Il corridoio è immerso nel silenzio, così scendo le scale senza fare rumore. Al piano di sotto sento un leggero vociare che proviene dalla cucina. Sono le cinque del mattino, ma non mi soffermo a pensare a chi sia sveglio a quest'ora.
Raggiungo la palestra al piano inferiore. Una volta dentro, mi concedo un momento per assorbire la stanza ben allestita e di dimensioni modeste. I ricordi riaffiorano subito: le ore trascorse qui dentro a spingere il mio corpo al limite per sfogarmi e per sentirmi ancora padrone di me e di ciò che mi stava attorno; ma insieme a quelle immagini tornano anche i momenti di paura e attesa frustrante, prima di poter finalmente riabbracciare mia sorella.
Quando termino la mia sessione di allenamento, ogni muscolo del corpo brucia e, per un attimo, mi sento vivo come non mai. Mi dirigo verso il bagno all'angolo della stanza per una doccia fredda che mi investe come uno schiaffo, liberandomi dal sudore e dalla tensione.
Quando risalgo, il silenzio di prima è stato sostituito da un'energia frenetica: voci, passi rapidi, ordini sussurrati. Riesco a tornare in camera senza che nessuno mi fermi, ma appena allungo la mano verso la maniglia, la porta di Micòl si spalanca di colpo. Ha una maschera verde in faccia e i capelli raccolti in una coda arruffata.
<<Smettila di fissarmi così>>, sbotta, incrociando le braccia mentre mi squadra da dietro quella maschera verdastra.
Non rispondo, in attesa che riveli cosa deve dirmi, visto che è appoggiata sullo stipite della porta con le braccia conserte.
<<Mamma ha detto che per le otto vengono le sarte per farci provare i vestiti>>
Mi informa con un accenno di sorriso a fior di labbra
<<E io cosa c'entro?>>
<<Beh, anche tu devi provare il completo che indosserai stasera>>
<<Ho già parecchi completi nell'armadio, non me ne serve un altro>>
<<Dillo alla mamma. Però ti avverto, non ha intenzione di scendere a compromessi, non oggi>>
Chiude la porta alle spalle, lasciandomi sospeso tra irritazione e rassegnazione.
Entrato in camera noto, dalla sveglia riposta sul mio comodino, che sono le sette e cinquantuno. Praticamente ho solo nove minuti per sistemare la roba della palestra e infilare qualcosa sotto ai denti.
Sbuffo,irritato, prima di sistemare velocemente le mie cose e scendere frettolosamente al piano di sotto per andare a cercare qualcosa da mangiare.
Appena metto piede sull'ultimo scalino, mi trovo bloccato da Margaret, alta, formosa, con lo sguardo autoritario.
<<Dove credi di andare?>>
<<A fare colazione>>
Le rispondo come se fosse ovvio.
<<Beh, non sai come si chiede?>>
<<Siete tutti così indaffarati>>
Distilgo lo sguardo dai suoi occhi castani.
<<Ti preparo qualcosa e te lo porto su>>
Il tono si ammorbidisce.
<<Grazie>>
Le dico semplicemente prima di ritornare sui miei passi.
Una volta in camera, mi stendo sul letto con "Origin" tra le mani.
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FATE
RomanceDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
