COLE'S POV
Questa è la mia occasione.
Il destino, per una volta, non mi impone di restare a guardare da lontano.
Mi offe una possibilità concreta, di rimediare ai miei problemi e agire in prima persona.
Stavolta non intendo sprecarla.
<<Cole>>
La voce di Micòl mi raggiunge, tremante, spezzata da un'ansia che mi colpisce in pieno petto.
Mi volto verso di lei, i suoi occhi sono gonfi e arrossati. Sta cercando di apparire forte, ma la sua maschera di fermezza si incrina sotto il peso della paura. Le mani le tremano appena, strette una sull'altra come se potessero impedirle di crollare.
<<Ti prego, non fare cavolate. Non rischiare troppo la tua vita. Porta in salvo Mirage, ma torna vivo. Ti prego>>
La sua voce si spezza sull'ultima parola.
<<Tranquilla Micòl>>
Nel frattempo una guardia si avvicina e mi applica il microchip dietro l'orecchio. Lo fa con una freddezza tecnica che mi gela il sangue.
<<Ho finito, quando è pronto può scendere>>
Mi avverte, allontanandosi da me per osservarmi con attenzione in modo tale da assicurarsi che non trapeli niente.
<<Grazie>>
Torno da Micòl. Le prendo il viso tra le mani, le dita che tremano contro la sua pelle calda.
<<Tornerò>>
Lei chiude gli occhi e annuisce, un singhiozzo che le sfugge nonostante cerchi di trattenerlo.
<<Io ti aspetto>>, sussurra.
Le poso un bacio sulla fronte. Il suo profumo familiare mi resta addosso mentre mi allontano, come un'ancora che non voglio lasciare.
Scendo le scale. Al piano inferiore mio padre mi aspetta, la solita postura rigida, il volto di pietra.
<<Cole, non fare stupidaggini. Aspetta il segnale prima di agire. Attieniti al piano, nessuna improvvisazione >>
Annuisco, impaziente di raggiungerla.
Dopo l' ennesima raccomandazione esco di casa, salendo all'interno della mia macchina.
Mentre sfreccio nella notte, mi ripeto il piano comemun mantra. Ogni curva, ogni secondo, ogni respiro è solo per portare le in salvo.
Mirage è l'unica ragione per cui sto rischiando tutto.
Appena arrivo davanti allo Stato Giardino, trovo una macchina nera con i vetri oscurati ad aspettarmi.
Accosto. La strada è deserta, immersa in un silenzio innaturale.
Dal lato del passeggero scende un uomo massiccio, la faccia coperta nell'ombra della notte.
<<Entra dentro la macchina, ma prima dammi le chiavi della tua>>
Lo guardo esterrefatto, mentre il mio primo istinto sarebbe quello di ridergli in faccia, ma poi mi ricordo del mio obiettivo e, senza oppormi, gli lancio le chiavi ed entro dentro il veicolo.
Dentro mi aspetta un uomo con la stessa aria minacciosa e la stessa postura rigida, non si volta neanche a guardarmi.
Subito dopo essermi allacciato la cintura di sicurezza, l'uomo avvia il motore e con una velocità moderata inizia il suo viaggio verso la destinazione a me ignota.
Dopo un tempo indefinito, deviamo su una strada sterrata. Il buio ci inghiotte, solo i fari fendono appena l'oscurità di questa notte senza stelle.
Dopo diversi chilometri, ci fermiamo davanti un modesto edificio moderno con un'aria abbandonata.
<<Se provi a fare scherzi, uccidiamo la ragazza>>
Mi avverte l'uomo con un accento polacco. Annuisco semplicemente, senza mostrare alcuna traccia di emozione mentre seguo l'uomo verso l'interno.
Alla fine della sala, immersa in una penombra tagliata solo dal tremolio di due torce fioche, ci sono Mirage e Thierra.
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FATE
RomansDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
