MIRAGE'S POV
<<Mamma, Micòl e le altre sono arrivate>>
«Va bene, però mandami le foto dei vestiti, almeno sembrerà che ti abbia aiutata anch'io.»
<<Va bene mamma>>
Le sorrido, dandole un bacio veloce sulla guancia.
Dopo l'invito alla cena degli Evans, mamma ha accettato subito, entusiasta all'idea di un Natale diverso, elegante e "da film", come ha detto lei.
Io invece ho sentito un nodo stringermi lo stomaco.
Andare a casa loro significa rivedere Cole e solo a pensarci mi si ghiaccia il sangue.
Da quando mi ha respinta, non riesco neppure a guardarlo senza che mi si riapra quella ferita sottile che fingo di aver chiuso.
Per mamma sarà una cena elegante, per me solo un campo minato pieno di ricordi che non ho voglia di affrontare.
Micòl, tutta entusiasta come sempre, ha organizzato un pomeriggio per scegliere i vestiti. Dafne inizialmente non voleva venire, ma poi ha ceduto, forse solo per curiosità.
Appena esco di casa, l'aria gelida mi punge le guance e mi riempie i polmoni.
Dafne è già in macchina, occhiali da sole calati sul naso, una mano distratta sul volante e l'altra che scorre pigra sullo schermo del telefono. Ha quell'aria annoiata che usa come scudo, come se nulla riuscisse più a divertirla davvero. Charlotte è accanto a lei, silenziosa, mentre dietro Micòl mi saluta agitando la mano, i braccialetti che tintinnano allegri in contrasto con la tensione che aleggia nell'abitacolo.
<<Ciao>>
mormoro, entrando in macchina e chiudendo la portiera con un tonfo che mi sembra più forte del necessario.
Prima di partire, Dafne cala gli occhiali da sole sul naso, facendo ricadere alcuni riccioli lungo la guancia, ma la cosa non sembra disturbarla.
<<Quindi, dove andiamo?>>
«No, c'è un posto poco lontano dove vendono vestiti bellissimi. Dovremmo andare lì.»
«Va bene, mandami la posizione così vedo dov'è.»
Appena il navigatore si attiva, partiamo. La musica riempie il silenzio e Micòl, come sempre, è la prima a rompere il ghiaccio.
<<Troveremo un vestito che farà impazzire mio fratello>>
Strabuzzo gli occhi, sorpresa dalla sua schiettezza.
<<Cosa?>>
<<Non sei innamorata di lui?>>
<<Beh, sai...Che?>> balbetto, le dita che si torcono da sole per l'imbarazzo.
<<Guarda che non c'è niente di male eh. Non morde, è un bravo ragazzo, quando vuole, e->>
<<Ma tu come lo sai?>>
«Perché sono attenta. E poi, chiunque abbia occhi...»
«Ok, basta» taglio corto, più per imbarazzo che per altro.
<<Micòl, per caso sai come sta Alexander?>>
Noto il suo viso rabbuiarsi e quello di Dafne illuminarsi in un'espressione di vittoria. Vorrei fermarla e dirle di smetterla con questa stupida competizione.
«No, perché?» chiede Micòl, cercando di mantenere un'aria indifferente.
«Solo per sapere. Ha la febbre e tornerà lunedì. Come mai non lo sapevi? State già vivendo la prima crisi di coppia, nonostante stiate insieme da neanche tre settimane?»
<<Dafne, piantala>>, sbotto, sentendo crescere la rabbia.
Non capisco perché debba sempre ferire gli altri per sentirsi più forte.
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FATE
RomanceDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
