COLE'S POV
Sono passate due settimane dall'ultima volta che i nostri sguardi si sono incrociati e ogni giorno senza di lei è come respirare a metà.
All'inizio pensavo che il tempo mi avrebbe aiutato a dimenticarla, ma il tempo non ha fatto altro che scavare più a fondo, fino a scoprire ciò che avevo paura di ammettere: sono innamorato di Mirage.
Non di un'illusione, non di un momento, ma di lei — con le sue paure, le sue ferite, la sua forza.
Da quando ho parlato con mio padre, da quando la distanza è diventata inevitabile, ho capito quanto è proibito ciò che provo. So che non possiamo appartenere allo stesso mondo, che tutto di me la mette in pericolo, ma ogni volta che provo a razionalizzare, mi ritrovo a pensare al suo profumo, al modo in cui il suo sguardo mi attraversava e allora mi arrendo.
Non voglio costringerla, non voglio trascinarla nel mio inferno, ma ho bisogno che sappia la verità.
Solo quella.
<<Cole, l'autista ci aspetta fuori>>
Micòl mi richiama, strappandomi dal mio stato di trance. Sollevo lo sguardo e incrocio i suoi occhi vivaci e il volto riposato, così diverso dal mio. Non mi ha mai detto cosa si sono dette lei e Mirage dopo l'incidente, ma immagino che l'episodio sia venuto fuori. Dopo quell'incontro, Micòl è stata taciturna per giorni, poi ha ripreso a essere, almeno all'apparenza, la ragazza allegra e socievole di sempre.
<<Arrivo>>
Lei annuisce, richiude la porta della stanza e io mi alzo dal letto per prendere lo zaino e raggiungerla al piano di sotto.
Da tempo nostro padre non si fa vedere in casa; negli ultimi giorni è rimasto chiuso nel suo studio, parlando solo con nostra madre. Io e Micòl siamo rimasti soli a cercare di tenere insieme i pezzi di questa famiglia spezzata. Lei è stata la mia ancora in questo periodo: quando la paura mi soffocava il petto, quando la rabbia mi consumava, è stata lei a ricordarmi chi ero. Spesso, quando nessuno ci vede, ci scambiamo uno sguardo d'intesa, pieno di silenziosa forza, consapevoli di doverci proteggere a vicenda.
Fuori, il sole filtra tra le nuvole. Forse la primavera sta arrivando, ma io non riesco a sentirne il calore.
In macchina, appoggio la testa al finestrino e chiudo gli occhi.
<<Stasera esco con Alex>>dice lei, accennando un sorriso.
Annuisco appena.
<<La tua gelosia è sparita, che peccato>>
<<Non era gelosia, ma istinto di protezione>>
Le rispondo atono.
<<Contro chi? Alex?>>
Rilasso le spalle e inspiro profondamente, ma senza accorgermene cado in un sonno leggero, molto meglio di quello che ho avuto nelle ultime settimane.
<<Cole, siamo arrivati>>
Sollevo le palpebre, contrariato, prima di ricompormi e scendere dal veicolo, dopo aver ringraziato l'autista.
Quando raggiungiamo gli altri, Micòl si unisce subito alle sue amiche. Come sempre, il mio sguardo cerca Mirage, che ovviamente non c'è. Non ho ancora capito perché non stia con Dafne, che però sembra non curarsi della sua assenza. Credo che dietro il crollo di Mirage, di tempo fa, ci sia proprio lei.
Come ogni giorno da più di due settimane, Mirage è a qualche metro da noi, insieme al biondino e ai suoi amici. I due ridono di una cosa a me ignota e sembrano molto affiatati.
<<Ancora non avete risolto?>>
Mi domanda Alex, seguendo il mio sguardo.
<<No>>
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FATE
RomanceDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
