MIRAGE'S POV
<<Come ti stavo dicendo, Alex ad una certa mi è sembrato freddo e distaccato>>
ripete Dafne, la voce leggermente incrinata dall'incertezza, mentre percorriamo il tragitto verso scuola. Il vento fresco del mattino solleva ciocche ribelli dei suoi capelli e il suo passo è più nervoso del solito.
<<Secondo me è solo una tua impressione>>
Lei scuote la testa con forza, stringendo le labbra.
<<Oh no no. Questo no. Leggi tu stessa>>
Afferma sicura, prima di tirare fuori il cellulare e sbloccarlo. Aperta la chat la leggo in poco tempo e, sfortunatamente, devo ammettere che ha proprio ragione.
<<Sì, è vero>> ammetto a malincuore <<ma forse il motivo non sei tu. Può darsi che gli sia successo qualcosa>>
<<Lo spero proprio.>> La sua voce si abbassa, mentre i suoi occhi si sollevano verso l'imponente edificio della scuola. Le finestre riflettono la luce pallida del mattino come occhi severi, osservandoci dall'alto.
Il cortile è quasi vuoto: la campanella ha già richiamato tutti all'interno. Una volta entrate, io e Dafne ci separiamo con un cenno veloce, dirette ognuna alla propria lezione.
L'ora passa in fretta e, mentre tutti gli studenti si apprestano a uscire, io mi avvicino all'insegnante per chiedere alcuni chiarimenti sulla lezione.
<<Quanto sono fiero di averti nella mia classe>> dice, la voce intrisa di emozione sincera. <<Ogni volta che ho la sensazione che nessuno mi abbia ascoltato, arrivi tu e mi dimostri il contrario.>>
<<La ringrazio moltissimo, ma ora devo correre alla prossima lezione>>
<<Giusto. Alla prossima Mirage>>
Con un ultimo sorriso, mi precipito fuori dall'aula. Il rumore dei miei passi si mescola a quello degli altri studenti, fino a che non raggiungo lo spogliatoio di pallavolo.
Lì dentro regna già il caos: le ragazze sono in uniforme, le voci allegre si sovrappongono mentre lasciano la stanza.
<<Mirage>>
Stacey mi corre incontro e mi stringe in un abbraccio veloce.
<<Come sempre sei in ritardo, sbrigati. Cercherò di coprirti con la coach>>
<<Grazie>> mormoro, riconoscente.
Essendo rimasta sola, nello spogliatoio regna un silenzio tombale. Nonostante il ritardo, mi prendo il mio tempo per cambiarmi. Una volta indossata la divisa, estraggo lo stick di crema anti-sfregamento e lo passo sulla coscia sinistra. È un gesto intimo, familiare, che mi dà sicurezza, ma mentre la stendo sulla pelle, la porta si apre con un cigolio improvviso.
<<Sto arrivando, finisco di applicarmi questa crema e arrivo>> dico convinta che sia Stacey.
Non ricevendo risposta, alzo lo sguardo e incrocio quello gelido di Cole.
Il cuore mi sobbalza in gola. L'aria sembra farsi più densa, come se lo spogliatoio fosse diventato improvvisamente troppo piccolo per contenerci entrambi.
<<Ma lo sai che non puoi entrare qui? È lo spogliatoio delle ragazze!>>
<<Vi ho viste tutte fuori... pensavo non ci fosse nessuno.>> La sua voce è piatta, quasi distaccata, ma c'è qualcosa nella calma con cui si muove tra gli armadietti che mi irrita.
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FATE
RomanceDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
