CAPITOLO 15

17 1 0
                                        

MIRAGE'S POV

<<Come ti stavo dicendo, Alex ad una certa mi è sembrato freddo e distaccato>>

ripete Dafne, la voce leggermente incrinata dall'incertezza, mentre percorriamo il tragitto verso scuola. Il vento fresco del mattino solleva ciocche ribelli dei suoi capelli e il suo passo è più nervoso del solito.

<<Secondo me è solo una tua impressione>>

Lei scuote la testa con forza, stringendo le labbra.

<<Oh no no. Questo no. Leggi tu stessa>>

Afferma sicura, prima di tirare fuori il cellulare e sbloccarlo. Aperta la chat la leggo in poco tempo e, sfortunatamente, devo ammettere che ha proprio ragione.

<<Sì, è vero>> ammetto a malincuore <<ma forse il motivo non sei tu. Può darsi che gli sia successo qualcosa>>

<<Lo spero proprio.>> La sua voce si abbassa, mentre i suoi occhi si sollevano verso l'imponente edificio della scuola. Le finestre riflettono la luce pallida del mattino come occhi severi, osservandoci dall'alto.

Il cortile è quasi vuoto: la campanella ha già richiamato tutti all'interno. Una volta entrate, io e Dafne ci separiamo con un cenno veloce, dirette ognuna alla propria lezione.

L'ora passa in fretta e, mentre tutti gli studenti si apprestano a uscire, io mi avvicino all'insegnante per chiedere alcuni chiarimenti sulla lezione.

<<Quanto sono fiero di averti nella mia classe>> dice, la voce intrisa di emozione sincera. <<Ogni volta che ho la sensazione che nessuno mi abbia ascoltato, arrivi tu e mi dimostri il contrario.>>

<<La ringrazio moltissimo, ma ora devo correre alla prossima lezione>>

<<Giusto. Alla prossima Mirage>>

Con un ultimo sorriso, mi precipito fuori dall'aula. Il rumore dei miei passi si mescola a quello degli altri studenti, fino a che non raggiungo lo spogliatoio di pallavolo.

Lì dentro regna già il caos: le ragazze sono in uniforme, le voci allegre si sovrappongono mentre lasciano la stanza.

<<Mirage>>

Stacey mi corre incontro e mi stringe in un abbraccio veloce.

<<Come sempre sei in ritardo, sbrigati. Cercherò di coprirti con la coach>>

<<Grazie>> mormoro, riconoscente.

Essendo rimasta sola, nello spogliatoio regna un silenzio tombale. Nonostante il ritardo, mi prendo il mio tempo per cambiarmi. Una volta indossata la divisa, estraggo lo stick di crema anti-sfregamento e lo passo sulla coscia sinistra. È un gesto intimo, familiare, che mi dà sicurezza, ma mentre la stendo sulla pelle, la porta si apre con un cigolio improvviso.

<<Sto arrivando, finisco di applicarmi questa crema e arrivo>> dico convinta che sia Stacey.

Non ricevendo risposta, alzo lo sguardo e incrocio quello gelido di Cole.

Il cuore mi sobbalza in gola. L'aria sembra farsi più densa, come se lo spogliatoio fosse diventato improvvisamente troppo piccolo per contenerci entrambi.

<<Ma lo sai che non puoi entrare qui? È lo spogliatoio delle ragazze!>>

<<Vi ho viste tutte fuori... pensavo non ci fosse nessuno.>> La sua voce è piatta, quasi distaccata, ma c'è qualcosa nella calma con cui si muove tra gli armadietti che mi irrita.

FATEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora