MIRAGE'S POV
L'idea di rivederlo dopo il bacio mi mette ansia. Non so come si comporterà d'ora in avanti, né come dovrei comportarmi io. Non avrei dovuto permettergli di baciarmi, eppure in quel momento mi era parso giusto; le sue labbra sulle mie erano perfette. Almeno non mi pento che sia stato lui il mio primo bacio.
Per anni ho immaginato come sarebbe stato, con chi e in quale circostanza, ma la vita ama stravolgere i piani. Per una volta, ho avuto il coraggio di seguire l'onda.
Eppure, ieri non l'ho gestita bene. Ho parlato a malapena con i miei genitori, nonostante fosse la prima volta che li avevo tutti per me per un giorno intero. Ho passato la domenica a riempirmi di dubbi e a cercare di districarli. Alla fine, sono solo più confusa.
Perché mi ha baciata?
Perché gliel'ho lasciato fare?
Perché mi è piaciuto?
Io gli piaccio sul serio?
Lui mi piace?
Normalmente quando qualcuno iniziava a piacermi me ne accorgevo subito, ma stavolta no. Ammettere che forse a una parte di me lui piace sembra più difficile del solito e non so spiegarmelo.
<<Quindi è questo che ho fatto per tutta la serata, quando sei scomparsa>>
La voce di Dafne mi riporta alla realtà, ricordandomi dove sono e soprattutto che non sono sola al momento e anche del fatto che non l'ho ascoltata per niente, ma per non farglielo capire rispondo:
<<L'importante è che tu ti sia divertita>>
<<Sì, sono riuscita a non pensare ad Alexander quindi per me questo è sufficiente>>
Dice, sospirando tristemente.
<<E tu invece? Ti ho lasciata con Arthur e sei scomparsa, non è che avete combinato qualcosa?>>
Valuto per qualche istante se rivelarle tutto o se tacere quel che è successo, ma alla fine, stanca del peso dei miei pensieri, decido di raccontarle tutto nei minimi dettagli-tralascio, però, ciò che mi ha detto-. Quando finisco Dafne si blocca di scatto e apre la bocca in modo teatrale e, sorpresa, mi chiede:
<<Tu e Cole vi siete baciati? Lui il tuo primo bacio?>>
<<Già>>
<<Cazzo Mirage, con tutti i ragazzi carini che abbiamo nella scuola ti sei scelta quello più complicato>>
<<Può darsi che all'apparenza sembri complicato, ma nella realtà è facile da capire>>
Dico, cercando di giustificarlo.
<<Oh no Mirage, è complicato e basta. Ti dico solo che, come prima relazione, lui non è la persona giusta. Poi sicuramente non sa neanche come si tratta una fidanzata. Non mi pare che sia mai stato fidanzato e poi come è successo tra voi, cioè da quando siete così vicini da...>>
Interrompe il suo sproloquio e mi guarda negli occhi per poi dire:
<<Ti piace, non è vero?>>
<<Può darsi, come può darsi di no.>>
<<Sì, ma non lo conosci neanche>>
<<Non conoscevo neanche Gabriele, ma mi sono comunque perdutamente innamorata di lui>>
rispondo, pensando alla cotta infantile delle elementari - anche se, ripensandoci ora, forse era più seria di quanto volessi ammettere allora.
<<È un grosso problema. Evita di innamorarti di lui prima che sia troppo tardi>>
<<Starò attenta>> prometto e per la prima volta, mi rendo conto davvero di quanto tutto questo potrebbe farmi male.
Quando arriviamo a scuola riesco ad evitare di raggiungere il solito gruppo e mi dirigo invece verso la panchina dove è seduta Thierra con in mano il suo telefono da cui sembra assorta.
<<Ciao>>
Le dico sedendomi a pochi centimetri di distanza.
<<Ciao>> risponde, spegnendo il cellulare e voltandosi verso di me.
<<Non ti ho vista alla festa>>, cerco di intavolare una conversazione e lei sembra compiaciuta della cosa.
<<Io c'ero, non ti ho trovata per tutta la serata, ma poi ti ho vista andare via con Cole>>
<<Se avessi saputo che c'eri ti avrei aspettata>>
Le dico, fingendo di non aver sentito l'ultima parte.
<<Dai non fare la finta tonta. Mi avevi detto che tra te e lui non c'era niente>>
L'ho detto?
mi domando, mentre cerco una via di fuga da questa conversazione.
<<Infatti>>
<<E una persona che ti porta via nel mezzo di una festa cos'è?>> chiede piegando appena la testa.
<<Volevamo solo allontanarci dalla festa tutto qui>>
Poi per cercare di pilotare da un'altra parte la conversazione le chiedo:
<<Che lezione hai ora?>>
<<Nessuna, vado in biblioteca e poi dopo entro per la lezione della seconda ora>>
<<D'accordo, io ora ho matematica quindi ti saluto>>
<<Va bene>>
Ci salutiamo con un cenno della mano e poi mi dirigo verso l'ingresso della scuola dai grandi portoni. Mi fiondo velocemente nell'aula di matematica, prendendo posto vicino alla finestra. In classe ci sono pochi studenti che chiacchierano tra di loro e, mentre aspetto che la lezione inizi, ricevo un messaggio da parte di Dafne che mi avverte che salterà la prima ora perché non ne ha voglia. Sospiro divertita dal modo in cui, senza preoccupazione, la mia amica salti le lezioni e, mentre cerco una risposta da darle, sento la sedia al mio fianco che si sposta. Non ho bisogno di guardare chi sia, perché lo riconosco dall'acqua di colonia che ha addosso, so che è lui e tutto il mio corpo entra in tensione.
Perché si sta sedendo proprio qui?
Fisso lo schermo del telefono, fingendo concentrazione.
<<Tranquilla, non mordo>> dice con tono carezzevole e subito, come un flash, mi tornano in mente le sue mani su di me e le sue labbra fameliche sulle mie.
<<Nessun problema>>, mormoro, cercando di sembrare calma.
<<Sei tutta tesa>
Mi dice, rivolgendo i suoi occhi blu con delle scriature più chiare verso l'interno su di me.
<<Adesso ti immagini le cose?>>
Gli chiedo brusca, mettendomi sulla difensiva, ma ciò non sembra disturbarlo minimamente perché sorride divertito. Vorrei affrontare ciò che è successo tra di noi, ma non voglio leggere il pentimento di ciò che abbiamo fatto, ma soprattutto non voglio scorgere rimorso nelle sue parole, non voglio percepire che per lui tutto ciò sia stato un errore, un momento passeggero o un capriccio.
Fortunatamente in mio soccorso entra l'insegnante che annuncia di aver riportato le verifiche e un senso di agitazione mi smuove lo stomaco, ma cerco di ignorarlo e attendo che ci consegni le verifiche.
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FATE
RomansDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
