MIRAGE'S POV
Non faccio nemmeno in tempo a salutare Cole che vengo trascinata via da Dafne, sotto gli sguardi curiosi di alcuni studenti. Le sue dita afferrano le mie con troppa forza, quasi a farmi male, come se la paura che io possa sfuggirle fosse più grande di tutto il resto.
<<Ehi Dafne, che succede?>>
Le chiedo, già intuendo che Alexander c'entra qualcosa.
<<Adesso ti racconto>>
Non rallenta, non mi lascia il tempo di opporre resistenza. I tacchi delle sue scarpe fanno eco sulle scale di marmo lucido che portano all'ingresso principale, mentre attraversiamo il corridoio inondato dalla luce del mattino che filtra dalle grandi vetrate. Tutto, intorno, è ordinato e perfetto: il parquet appena lucidato, le bacheche con gli avvisi disposte con cura, i mazzi di fiori freschi sui tavolini.
Arriviamo al bagno delle ragazze: piastrelle candide, specchi immensi senza una macchia, profumo leggero di detersivo e lavanda. Dafne spinge la porta e si assicura che sia vuoto — cosa ovvia, visto che la campanella non è ancora suonata. Poi si volta verso di me.
<<Ho fatto sesso con Alex>>
Lo dice tutto d'un fiato, fissandomi con i suoi occhi color nocciola che oggi non brillano come al solito.
<<Cosa?>>
Le chiedo, confusa. Non li ho mai visti particolarmente vicini, almeno non in modo stabile. Certo, non serve per forza qualcosa di serio per farlo, ma lei sembrava presa, pensavo volesse altro.
<<Hai sentito bene>>
Una lacrima le scivola giù lenta, lasciando una traccia lucida sul suo viso truccato in fretta.
<<E come è successo?>>
«Ieri mi ha accompagnata a casa. Gli ho detto che, se voleva, poteva fermarsi per pranzo, visto che ero sola...»
La sua voce trema, eppure continua. Si asciuga le guance con il dorso della mano, ma le lacrime tornano subito.
«È entrato, abbiamo mangiato. Ho proposto di vedere un film e ne ho scelto uno d'amore, apposta. A un certo punto, mentre i protagonisti si baciavano in una scena... ho preso coraggio e l'ho guardato. Lui ha fatto lo stesso. Abbiamo iniziato a baciarci e... il resto puoi immaginarlo.»
Annuisco, invitandola a continuare.
«Ci siamo addormentati insieme. Quando ci siamo svegliati i miei erano già tornati, quindi gli ho chiesto se voleva rimanere per la notte, per non farsi beccare. Ha accettato.>>
Sorride amaramente, senza allegria. «E l' abbiamo rifatto. È stato il sesso migliore della mia vita.»
Il suo corpo inizia a tremare, come se non riuscisse più a contenere tutto.
<<Mi sono finta stanca e sono riuscita a convincere i miei a lasciarmi in pace. Gli ho portato la cena in camera, abbiamo parlato sottovoce fino a tardi e poi ci siamo addormentati abbracciati. Solo che stamattina sembrava un'altra persona. Freddo. Distante, come se si fosse... pentito.>>
Questa volta non trattiene le lacrime. Gli occhi le si arrossano, il respiro le si spezza.
<<Mi sono svegliata con lui che si rivestiva in fretta e furia e io da stupida quale sono gli ho chiesto dove stesse andando. Lui si è seduto e mi ha detto che non prova nessun sentimento per me e che pensava che con me avrebbe dimenticato Micòl e che invece così non è stato. Si è scusato mille volte, ma non è stato abbastanza. È bastato pronunciare il suo nome perché crollassi. Siamo venuti a scuola insieme solo perché credo si sentisse troppo in colpa a lasciarmi così>>
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FATE
RomansaDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
