MIRAGE'S POV
Controllo per l'ultima volta il mio riflesso, sistemo il mio semplice abito in raso azzurro e mi infilo gli orecchini d'argento che, solitamente, non indosso. Poi indosso i sandali col tacco alto, che allaccio intorno ai polpacci, e infine mi spruzzo un po' di profumo sui polsi e dietro al collo. Quando tutto è a posto, scendo al piano di sotto.
Mia madre è intenta a sistemare i gemelli ai polsini della camicia bianca di mio padre.
«Ecco fatto.»
Gli sorride e lui, in segno di ringraziamento, le scosta i capelli scuri, arricciati dalla piastra, per poi baciarle dolcemente le labbra sottili.
«Ehm ehm. Non voglio interrompervi, ma questa scena mi disgusta.»
Commento con ironia, raggiungendoli. Ridono entrambi, divertiti.
«Gelosa?» mi punzecchia mio padre, mentre si infila la giacca blu scuro dello smoking.
«Assolutamente no,» rispondo, incrociando le braccia con un sorriso.
«Sei bellissima, tesoro,» si complimenta mia madre, sollevando leggermente il corpetto a pieghe del mio abito.
«Così è perfetto.»
Poi si dedica al suo completo: un tailleur giallo opaco che liscia con cura.
«Bene, caro, siamo pronte per andare.»
«Perfetto. Prima arriviamo, più chance abbiamo di trovare parcheggio.»
Lui le offre il braccio e insieme si dirigono verso l'uscita. Intanto ricevo un messaggio da parte di Dafne, la mia migliore amica: mi chiede di incontrarci davanti al cancello della villa. Le rispondo di sì e infilo il cellulare nella piccola borsa argentata che porto con me.
Pochi minuti dopo arriviamo davanti all'abitazione, affollata da auto e persone in abiti eleganti. Dopo che mio padre trova un posto dove parcheggiare, ci incamminiamo verso la villa mastodontica, cinta da un grande cancello nero. Due uomini in completo scuro sorvegliano l'ingresso.
Una volta arrivato il nostro turno, i due signori ci chiedono i nominativi.
«Vincent Reyes, mia moglie Hannah e mia figlia Mirage,» dice pacato mio padre.
Uno dei due controlla la lista e, trovati i nostri nomi, fa cenno al collega di lasciarci entrare.
«Buona serata,» ci augura freddamente.
Attraversiamo lo spiazzo in ghiaia, un vero incubo per chi indossa i tacchi. Mio padre ci porge il braccio per aiutarci.
«Venite, che vi aiuto.»
«No, grazie. Devo aspettare Dafne, voi intanto andate.»
«Va bene, tesoro.»
Mia madre si allontana con lui verso la scalinata di pietra. Io resto lì, approfittando dell'attesa per osservare la villa: ci sono già stata per eventi importanti come quello di stasera, ma ogni volta mi colpisce. Moderna, con ampie vetrate e una grande porta d'ingresso, è elegante e curata. L'interno, per quanto ricordi, è ancora più bello.
«Mirage!»
Mi giro. La voce squillante è di Dafne.
«Dafne, sei stupenda.»
Mi complimento con lei.
«Vero? Mio padre mi ha aiutata a cucire questo vestito.»
È fiera, e ne ha motivo: l'abito blu a principessa è cosparso di strass argentati sul busto. Le sta d'incanto. È stato disegnato da suo padre, che è una delle figure più importanti nel mondo della moda.
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FATE
RomantikDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
