MIRAGE'S POV
<<Ciao Arthur>>
Lo saluto, sedendomi accanto a lui.
<<Ciao Mirage. Alla fine mi sto sentendo con la ragazza di cui ti ho parlato settimana scorsa>>
<<Davvero?>>
Sorrido, sinceramente felice che si sia fatto coraggio. Me ne aveva parlato così tante volte, con quell'incertezza negli occhi che ora sembra svanita.
<<Sì, le ho chiesto di uscire e ha accettato. Questo venerdì>>
<<Perfetto, vedrai che andrà bene. Quando capirà che ragazzo d'oro che sei, si innamorerà di te>>
«Grazie, Mirage. Peccato non averti conosciuta prima, mi avresti risparmiato un bel po' di traumi.»
«Non dirlo a me», , rispondo con un tono più leggero di quanto mi senta davvero.
Sorrido, ma dentro sento ancora il peso della discussione con Dafne, come un sapore amaro che non va via del tutto. Cerco di scacciarlo, di restare presente a quella conversazione normale, semplice, che in realtà mi serve più di quanto voglia ammettere.
«E tu invece? Con Cole?»
Un sorriso mi nasce spontaneo sulle labbra, ma lo soffoco subito. Non abbastanza in fretta, però, dallo sguardo furbo di Arthur capisco che mi ha beccata.
<<Immagino bene. Non ha la fama di mantenere relazioni stabili, ma ha capito il tuo valore e gli conviene non fare casini o lo prendo a botte>>
Mi fa l'occhiolino e la sua risata calda mi strappa un sorriso autentico. In pochi minuti è riuscito a sciogliermi la tensione che avevo addosso, come se avesse aperto una finestra nella mia testa e fatto entrare aria nuova.
Allo scoccare dell'intervallo, mi alzo e mi dirigo verso il mio armadietto. I corridoi sono pieni di voci e risate, l'eco dei passi che si confonde con il rumore metallico degli sportelli che sbattono. Sto chiudendo il mio quando sento una voce alle spalle.
«Mirage, ho bisogno del tuo aiuto»
Voltandomi, capisco che è Thierra, con i capelli raccolti in uno chignon basso, perfetto come sempre, ma lo sguardo è diverso, meno distante, ma più teso.
<<Cosa?>>
Le chiedo, chiudendomi l'armadietto alle spalle.
«Rischio la bocciatura. Ho bisogno di ripetizioni. Oggi pomeriggio subito dopo scuola. Mi aiuteresti?»
Per un attimo resto in silenzio. È strano vederla così: lei, che di solito sembra immune da qualsiasi emozione umana, ora ha le mani che le tremano appena.
<<Certo, abiti qui vicino?>>
<<Tranquilla per quello, mi viene a prendere l'autista. Tu avverti i tuoi che torni tardi, con me avrai parecchio da fare>>
E senza aspettare risposta, si volta e se ne va, lasciando dietro di sé una scia del suo profumo dolciastro.
Nonostante non sia dell'umore per dare ripetizioni, non riesco a voltare le spalle a chi mi chiede aiuto.
«Mirage»
La sua voce mi arriva da dietro, calda e familiare. Mi volto d'istinto e quando lo vedo, qualcosa dentro di me si allenta, come se all'improvviso riuscissi a respirare meglio. Cole si avvicina con quel sorriso appena accennato, che però è capace di rimettere in ordine la mia giornata.
<<Ti va di visitare un museo per staccare un po'?>>
La sua voce è morbida, quasi incerta, come se temesse di spingere troppo.
<<Non posso>> rispondo, abbassando lo sguardo. <<Devo aiutare Thierra con lo studio.>>
Annuisce piano, ma non distoglie gli occhi dai miei.
<<Va bene... però dimmi la verità: stai un po' meglio?>>
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FATE
RomansaDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
