MIRAGE'S POV
Il giorno del diploma era ormai alle spalle. La scuola finita, le vacanze estive appena iniziate e davanti a me la promessa dell'università. Dovrei sentirmi leggera, orgogliosa, felice. Invece, un peso sordo mi stringe il petto, come se l'aria non bastasse mai.
<<Mirage, tutto bene? È da ieri sera che ti vedo strana>>
La voce di mia madre mi raggiunge mentre si siede accanto a me sul divano. Mi guarda come solo una madre sa fare, come se potesse vedere oltre la mia corazza.
<<Se hai paura di fare la scelta sbagliata riguardo all'università, tranquilla. Io e tuo padre saremo qui ad aiutarti>>
Scuoto la testa. <<Ti sei mai ritrovata a dover prendere una decisione difficile e dolorosa?>>
Lei sorride appena, con una tristezza negli occhi che non mi era mai capitato di notare. <<Certo. Nella vita, ce ne sono tante.>>
<<E come le hai affrontate?>>
<<Con la speranza di un futuro migliore. Ogni scelta sofferta comporta un prezzo, ma a volte, quel prezzo ti porta verso qualcosa di più grande.>>
Abbasso lo sguardo. <<E il dolore della scelta?>>
<<È il prezzo da pagare per la propria libertà>>
Le lacrime mi salgono agli occhi, ma le respingo con forza.
Annuisco, accennando un sorriso. <<Grazie, mamma. Vado a prepararmi, esco un po'.>>
<<Torni per cena?>>
<<No, mangio fuori. Sto con Cole>>
<<Va bene>>
Mi alzo dal divano e mi dirigo nella mia stanza. La sistemo, come se attraverso l'ordine esterno potessi placare il caos che regna nella mia mente, ma non è così. Dopo averla sistemata, tiro fuori uno dei vestiti più belli che ho nell'armadio e lo indosso, mi arriccio i capelli e poi chiamo mia madre per occuparsi del trucco. Quando ho finito prenoto un tavolo in un posto che ho visto alcuni giorni fa online, nella speranza che sia buono come dicono le recensioni.
<<È una serata importante, immagino>>
Si appoggia allo stipite della porta, scrutandomi.
<<Già>>
Rispondo tristemente.
<<È con lui che devi fare una scelta difficile, vero?>>
<<Già>>
Poi aggiungo:
<<Però non ne voglio parlare o rovinerò il trucco>>
<<Bambina mia, se ritieni che sia la cosa giusta da fare allora falla>>
Annuisco prima di lasciarmi avvolgere dall'abbraccio confortevole di mia madre.
Quando accendo la macchina, l'ansia mi stringe le costole. Continuo a ripetermi che è giusto così. Che è per il suo bene. Che è per il nostro bene.
Una volta parcheggiato davanti casa sua, scendo dal veicolo e vado a suonare, poco dopo i cancelli si aprono e ad aspettarmi alla porta c'è Margaret.
<<Quando sei bella Mirage>>
Mi saluta regalandomi un sorriso raggiante, proprio in quel momento passa Micòl che vedendomi si ferma per alcuni istanti rimanendo a bocca aperta.
<<Mirage?>>
«Sono così irriconoscibile?» tento di scherzare.
<<No, ma non ti ho mai vista in questo modo. Sei bellissima, anzi, più che bellissima>>
Sorrido, ma dentro mi sento già a pezzi.
<<Grazie>>
<<Tuo fratello?>>
<<Ah giusto. Di sopra, starà leggendo>>
La ringrazio prima di percorrere la scalinata che porta alla sua stanza. Appena busso, Cole mi dà il permesso di entrare e solo poco dopo mi rivolge la sua attenzione, staccando il suo sguardo dal libro.
<<Ehi>>
Lo saluto timidamente guardandolo, mentre si avvicina.
<<Non mi avevi detto che avevamo un appuntamento>>
<<No, perché era una sorpresa. Vestiti che andiamo>>
<<Va bene>>
In pochi minuti è pronto. Indossa uno dei completi più belli che li abbia mai visto addosso. Lo guardo, cercando di imprimere ogni dettaglio nella memoria.
<<Che succede?>>
<<Niente, siamo già in ritardo. Quanto ti ci vuole a prepararti?>>
Scuote la testa divertito, mentre tiro un sospiro di sollievo felice che non si sia accorto del mio nervosismo.
<<Sei stupenda>>
Dice poco dopo dandomi un bacio sulla tempia, gesto che mi dà un senso di contentezza e amore.
<<Ti amo>>
Gli dico con un impeto che sembra stranirlo, ma non gli do il tempo di fare domande che mi volto e inizio a scendere velocemente le scale. Fortunatamente trovo Micòl ad attenderci e appena la vedo l'abbraccio.
<<Ti voglio tanto bene >>
<<Anch'io>>
Risponde con una nota di sorpresa nel tono della voce.
<<Mirage?>>
Mi guarda negli occhi e in quel frangente sembra capire tutto e la sua espressione cambia.
<<Mi dispiace, ma ti prego di capirmi>>
Faccio in tempo a dire solo questo prima che Cole ci raggiunga.
<<Finalmente sei sceso, forza andiamo >>
Saluto Margaret e Micòl prima di afferrargli la mano e guidarlo verso l'esterno.
<<Dove andiamo?>>
<<In un posto che ti piacerà sicuramente >>
Gli dico tutta contenta. Dopo un'ora di viaggio in cui chiacchieriamo del più e del meno raggiungiamo la località completamente immersa nella natura. Mi ricorda il posto in cui mi aveva portata un po' di tempo fa, ma l'unica differenza è che qui non c'è alcun lago artificiale. Appena entriamo nel ristorante, veniamo accolti da un cameriere vestito in modo elegante che ci indica il nostro tavolo.
<<Completamente immersi nella natura, proprio come piace a te>>
<<È davvero bello>>
Inaspettatamente, non devo neanche sforzarmi a ridere alle sue battute e a rilassarmi durante la serata e per la maggior parte del tempo mi dimentico anche del perché di questo appuntamento.
Finita la cena però, la realtà mi piomba addosso e, dopo aver pagato, non ci dirigiamo verso la macchina ma facciamo un giro intorno al vasto spiazzo pieno di alberi e coppie.
<<Cole, io...>>
Inizio interrompendomi all'istante non sapendo come rendere più facile la cosa.
<<Tranquilla, l'ho capito dal momento in cui hai detto di amarmi prima>>
Sollevo lo sguardo per incrociare gli occhi che mi hanno catturata dal primo istante e che mi hanno fatta innamorare il momento dopo, mentre sento il mio cuore stringersi.
<<Io...Non vorrei, ma è la cosa migliore per entrambi. Non voglio sposarmi a quest'età, né essere una pedina di tuo padre. Ho scelto te quel giorno perché non sarei riuscita a starti lontano, quando sapevo che ti avrei visto tutti i giorni. Lo so, ho sbagliato, mi dispiace>>
Gli rivelo la verità, ma anche in questo caso non mi sento meglio né tanto meno più leggera.
<<Non fartene una colpa, hai scelto te stessa. Non ho alcun dirito di trascinarti nel mio inferno. Certo, il mio meglio sarebbe stare con te, ma capisco cosa intendi e non devi trovare giustificazioni, era un amore impossibile dall'inizio, ma sono felice di aver avuto la possibilità di conoscerti e amarti. Forse non è il nostro momento, ma se è destino ci rincontreremo>>
Questa volta non mi trattengo e crollo in lacrime tra le sue braccia che mi avvolgono sicure e forti. Lascio andare tutto il vuoto che mi sono tenuta dentro dall'istante in cui ci siamo baciati nel corridoio di scuola fino ad oggi e quando mi riprendo mi dice.
<<Ti amo e continuerò a farlo fino a quando sarà>>
Il ritorno a casa avviene nel silenzio più totale e quando arriviamo davanti casa sua si sporge per baciarmi e lo fa con passione, come nel tentativo di imprimere questo momento nel suo cuore. Dopo esserci staccati poggia la sua fronte sulla mia e nel silenzio più totale abbandona la macchina che ora ha il suo profumo impresso.
Non sono mai stata ricambiata in amore e per una volta che ho potuto sperimentare cosa volesse dire amare ed essere amati dalla propria persona le ho dovuto dire addio...
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FATE
RomanceDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
