CAPITOLO 18

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MIRAGE'S POV

<<Buongiorno Mirage>>

<<Buongiorno mamma>>

Bofonchio, non accennando a volermi alzare dal letto.

<<Sai che ore sono?>>

<<Non è ancora suonata la sveglia, quindi non sono ancora le sette>>

Rispondo, come se fosse ovvio.

<<Ti sbagli, sono le sette e quaranta>>

Mi sollevo a sedere di scatto, togliendo le coperte dalla testa.

<<Stai scherzando?>>

<<No>>

<<Ma Dafne non mi ha chiamata>>

Spero che stia scherzando mentre mi dirigo velocemente verso il cellulare, dove scopro tre chiamate perse da Dafne e un messaggio: mi avvisa che sarebbe andata a scuola da sola, visto che non rispondevo.

<<Potevi svegliarmi prima>>

Inizio a correre in giro per la stanza alla ricerca della divisa.

<<Pensavo fossi pronta, ma non vedendoti scendere per la colazione mi sono preoccupata>>

Dice, scuotendo la testa prima di continuare:

<<La scuola è iniziata da solo una settimana e già farai ritardo>>

Detto ciò, lascia la stanza, lasciandomi sola nella frenetica ricerca della divisa, che non ricordo dove ho lasciato. Non avendo tempo, rinuncio ai capelli e scendo di fretta le scale.

Al piano di sotto, trovo mia madre appoggiata al muro d'ingresso con in mano un panino avvolto nella carta stagnola.

<<Tieni tesoro, ti ho tirato fuori la macchina dal garage>>

<<Grazie mamma, ti voglio bene>>

Prendo al volo il panino, esco di casa e salgo in macchina. Senza perdere tempo, parto. Mentre guido, anche se non dovrei, scarto con difficoltà l'involucro del toast e lo divoro voracemente.

Appena parcheggio fuori dai cancelli della scuola, mi prendo un paio di minuti per sistemare i capelli e poi corro verso l'entrata. I corridoi sono vuoti, a parte qualche insegnante intento a parlare con i colleghi, e questo mi ricorda ancora di più il mio ritardo.

Mi precipito nell'aula di grammatica inglese, busso ed entro. Tutti gli occhi si posano su di me, compreso quello dell'insegnante.

<<Buongiorno, scusi il ritardo>>

Evito di incrociare gli sguardi divertiti dei compagni.

<<Mirage, credo tu abbia sbagliato corso. Oggi hai grammatica all'ultima ora>>

Lo guardo confusa. Poi noto Dafne che mi fa cenno di aver confuso gli orari. I miei occhi si incrociano con quelli di Cole, che mi fissa con un sorriso divertito.

Imbarazzata, mi scuso e mi dileguo rapidamente.

<<Che figura>>

Esclamo una volta fuori. Sblocco il telefono e controllo velocemente il mio orario e, notando che l'insegnante aveva ragione, piombo ancor di più nell'imbarazzo.

<<Certo che mi ci è voluta solo una settimana per dimostrare quanto sono imbranata>>

Mi dirigo verso l'aula di letteratura inglese e busso leggermente prima di entrare.

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