CAPITOLO 14

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COLE'S POV

«Comunque ogni volta che vengo da voi posso mangiare quello che voglio e come mi pare»

dice Alexander, pulendosi le labbra con il tovagliolo.

«Perché a casa tua non ti è permesso?»

«Micky, per mantenere questo fisico per il college devo mangiare sano e sfortunatamente mia madre ci tiene quanto me a mantenermi in forma»

lo dice con un fare superbo, indicandosi.

«E poi tu vieni qui e sprechi i tuoi sforzi divorando mezza tavola»

Alexander le fa l'occhiolino con fare scherzoso, ma ciò provoca un evidente rossore in mia sorella, che tossisce nervosa.

Fortunatamente nostro padre non è riuscito ad arrivare per cena a causa di alcuni affari incompleti, mentre nostra madre, approfittando della sua assenza, è uscita a fare serata con le amiche. Così ho avuto l'opportunità di invitare Alexander per alleggerire la serata. Il suono di un messaggio ci distrae dalla cena; Alex dà un'occhiata veloce al telefono per vedere chi è, poi riporta l'attenzione al pasto.

«Chi è? Tua madre che si vuole assicurare che tu stia mangiando sano?»

gli chiede divertita Micòl, portandosi un pezzo di pollo alla bocca.

«Ah ah, in realtà è Dafne»

risponde sincero, con un'alzata di spalle.

«Adesso punti a lei?»

chiedo, dopo essere stato in silenzio per quasi tutto il tempo. Alexander mi lancia uno sguardo truce, come se volesse incenerirmi per quell'affermazione apparentemente innocente.

«Cole, lascialo stare. Se ha qualche interesse per Dafne lo verrò a sapere proprio da lei»

afferma mia sorella, cercando di nascondere il fastidio che traspare dalla sua voce.

«Non è niente di che, stiamo solo approfondendo la nostra amicizia, tutto qua»

risponde lui, posando la forchetta sul tavolo e scostando leggermente il piatto.

«Approfondendo la vostra amicizia, capisco»

replica infastidita Micòl. Mi pento di aver fatto quella domanda, ma in questo modo avrò l'opportunità di separarli ancora di più.

«Che c'è? Ora ti dà fastidio?»

domanda lui, contrariato.

«No, assolutamente. È la tua vita, tue le scelte.»

«Sai che non hai il diritto di essere gelosa.»

«Gelosa? Quando mai. Tra noi non c'è mai stato niente, visto che mi hai sempre vista come la sorella del tuo migliore amico»

risponde con tono acido, alzandosi da tavola.

«Buonanotte, Cole»

aggiunge fredda, senza degnare Alex di uno sguardo prima di abbandonare la sala.

«Cazzo, Cole, cazzo. È colpa tua se non posso andarmela a prendere.»

«Te l'ho detto Alex, lo faccio per voi due.»

«Voi due un cazzo. Lo sai quanto mi piace e ogni volta mi metti i bastoni tra le ruote.»

«Se veramente tieni a lei, lasciala andare e trovatene un'altra.»

«'Fanculo, Cole»

dice alzandosi e lasciandomi solo nella stanza.

Sbuffo infastidito, iniziando a sentire il peso delle mie scelte, come il macigno che mi porto da quella notte.

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