COLE'S POV
Quando arriviamo davanti al gazebo, mi fermo e la guardo.
Mirage cerca di non inciampare sui tacchi, con quell'aria un po' goffa che ormai mi fa perdere la testa.
Le afferro la mano, sentendo il calore della sua pelle contro la mia, e la tiro leggermente verso di me.
Quando è abbastanza vicina, sollevo la sua mano e la sfioro con un bacio leggero.
Il suo sguardo si spalanca di sorpresa. Immagino che ai suoi occhi appaia incoerente, forse confuso, ma se solo sapesse l'effetto che ha su di me...
All'improvviso, un lampo di ricordi mi attraversa: le sue mani tra i miei capelli, il modo in cui mi cercava con i gemiti, le labbra che si univano alle mie in un bacio che bruciava. Per un istante vorrei riportarla indietro, chiuderla tra le mie braccia e finire quello che avevamo iniziato, ma non posso. È tardi e so che mio padre inizierà a cercarmi a momenti.
Abbasso lo sguardo dai suoi occhi color nocciola, sistemo distrattamente il completo e i capelli, cercando di sembrare composto. Entro nel gazebo: qualcuno balla, altri chiacchierano in piccoli gruppi. Il solito scenario, eppure oggi tutto sembra più distante, quasi irreale.
Raggiungo il mio tavolo e trovo solo Alexander con due amici, coinvolti in una conversazione. Appena mi siedo, Alexander, con il quale ho chiarito le cose precedentemente, si volta nella mia direzione e mi domanda:
<<Ma dov'eri finito?>>
Poi mi scruta meglio. Capisce qualcosa che nemmeno io riesco a nascondere.
<<Te la sei spassata con una?>>, chiede con un sorrisetto complice.
Vorrei dirgli che non è una qualunque, ma mi trattengo. Mi limito a cercare con lo sguardo mia sorella, che vedo ridere e ballare con Charlotte e Dafne. Micòl sorride, Dafne sembra più distante e assorta, mentre Charlotte si muove non seguendo il ritmo della musica.
<<Signore e signori, prego, prendete posto>>
La voce calma di mia madre interrompe la musica e il vociare generale. Gli ospiti si dirigono ordinatamente verso il loro posto, mentre mio padre sale sul palco e cinge la vita di mia madre. Lei, inizialmente, assume un'espressione di disgusto, poi la trasforma in un sorriso perfettamente studiato.
<<È giunto il momento tanto atteso. È mezzanotte e io, da genitore fiero dei propri figli, voglio augurare loro buon compleanno.>>
Alcuni mormorano sorpresi, altri applaudono allegri.
<<Mi sa che ti tocca salire sul palco>>, mi fa cenno Alexander.
Controvoglia mi alzo. Raggiungo Micòl e insieme saliamo i pochi gradini del palco. Prima mio padre, poi mia madre ci avvolgono in un abbraccio stretto, privo di qualsiasi calore. Mi domando come tutti i presenti, accecati dal loro fascino, non vedano quanto sia marcia la nostra realtà.
<<Facciamo partire un lento e poi potremo chiudere la serata>>, dice nostro padre al microfono.
<<Vorrei ballare con Alex>>
Mi bisbiglia Micòl, mentre scendiamo la breve scalinata.
<<Vai. Troveremo una scusa per papà. Anche se, con tutta questa gente, dubito se ne accorgerà.>>
Lei annuisce contenta, mentre il mio cervello è già alla ricerca di un motivo per cui mia sorella si ritroverà a ballare proprio con il ragazzo che mio padre le ha negato di averci a che fare.
Nel frattempo, noto Mirage seduta con Dafne. Non si parlano, sembrano distanti, perciò mi avvicino.
<<Sei la persona più incoerente del mondo>>
Dice, osservando la mano che le ho appena teso.
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FATE
RomansaDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
