COLE'S POV
Appena finisco di ricopiare gli appunti di scienze dal quaderno di Mirage, resto un attimo a fissarlo sul tavolo. Potrei riportarglielo domani, in classe.
Sarebbe la cosa più logica da fare. Eppure mi ritrovo già in piedi, con le chiavi della macchina in mano.
Infilo la prima felpa che trovo, afferro il quaderno e mi convinco che lo faccio solo per correttezza e in caso le dovesse servire.
Non per altro. Non perché mi va di rivederla. Non perché la sua voce mi è rimasta in testa più del dovuto.
Mi ripeto tutto questo mentre apro la porta di camera mia, pronto ad uscire.
Sfortuna vuole che mia sorella sembri spiarmi, infatti, appena chiudo la porta della mia stanza, la sua si apre.
<<Esci?>>
Mi chiede, appoggiandosi allo stipite della sua porta.
<<Sì>>
Rispondo secco, sperando di troncare sul nascere ogni conversazione.
<<E dove vai?>>
Chiede, scrutando il quaderno di Mirage.
<<Dove voglio>>
Le rispondo come se la cosa fosse ovvia.
<<Hai il quaderno di Mirage in mano, vai da lei?>>
<<Anche se fosse?>>
So benissimo che mentirle sarebbe inutile, mi torchierebbe finché non otterrebbe la verità, ma, con mia sorpresa, le compare un sorriso soddisfatto sul viso.
<<Divertitevi>>
Dice semplicemente, richiudendosi in camera.
Ignoro la cosa e scendo al piano di sotto, dove non c'è nessuno. Esco e in pochi minuti raggiungo la sua abitazione, ormai familiare. Stavolta non esito e suono al citofono.
<<Chi è?>>
Riconosco subito la sua voce, ma evito comunque di rispondere.
<<Chi è?>>
Appare sulla soglia con una tuta sportiva e i capelli raccolti in una coda alta, qualche ciocca ribelle che le incornicia il viso. Sembra sorpresa di vedermi, ma non infastidita.
<<Che ci fai qui?>>
Mi chiede, scrutandomi da dietro l'inferriata.
<<Parleremo come se fossi un carcerato o hai intenzione di farmi entrare?>>
<<Aspetta un secondo>>
Scompare dentro casa e poco dopo le grate si aprono lentamente. Entro senza indugi.
<<Prego, entra>>
Mi invita, sull'uscio della porta. Come la volta in cui sono venuto qui per fare ripetizione con lei anche questa volta c'è un buon profumo che mi invade le narici.
<<Stavo per uscire, ma mi sa che dovrò rimandare>>
Mi dice conducendomi verso la cucina spaziosa, dove sui fornelli vi è un pentolino.
<<E dove dovevi andare di bello?>>
Le chiedo con disinvoltura sperando, inconsciamente, che non mi riveli che ha una relazione con qualcuno.
<<A correre>>
<<Corri?>>
Le chiedo sorpreso, perdendomi a guardare le calamite appese al frigo.
<<Sì, da un po'>>
Risponde sollevando il coperchio del pentolino prima di rivolgermi la sua totale attenzione.
<<Sono solo venuto a riportarti il quaderno di scienze>>
Dico, forse un po' deluso.
<<Hai già fatto?>>
<<Non mi dire che non hai già studiato tutto il programma>>
<<Mi dispiace deluderti, ma no>>
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FATE
RomanceDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
