COLE'S POV
<<Quindi che ne dici?>>
Sollevo lo sguardo verso mia sorella, che mi osserva in attesa di una risposta.
<<Cosa?>>
Le chiedo, non avendo minimamente seguito il filo del suo discorso.
<<Cole distratto, questa mi è nuova. Ti pensavo persino capace di captare il battito d'ali di un uccello, per quanto sei attento>>
Un piccolo sorriso mi increspa le labbra, ma svanisce subito dopo la sua osservazione successiva.
<<E sorridi persino a una mia battuta, che devo riconoscere non essere una delle mie migliori>>
Poi si volta completamente, ritrovandosi faccia a faccia con me.
<<Che ti sta succedendo?>>
<<Niente>>
Rispondo semplicemente, voltandomi verso il finestrino.
<<Non chiuderai la conversazione così facilmente. Chi cercavi a mensa?>>
La domanda, arrivata dal nulla, mi coglie alla sprovvista, ma non lascio trasparire nulla.
<<Nessuno>>
<<Non è vero, mentre Alex ti parlava tu eri distratto a cercare qualcuno>>
<<Non è vero>>
Insisto, incrociando le braccia per farle capire che non ho intenzione di proseguire.
<<Non puoi mentirmi, nascondere le cose sì, perché in quello sei bravo,ma mentirmi no>>
Non le rispondo. Prendo il telefono dallo zaino per leggere il messaggio appena arrivato. Vedo che Micòl allunga il collo per sbirciare, ma dal momento che è Alexander a scrivermi — mi ricorda che domani abbiamo allenamento — la lascio fare.
<<Per caso cercavi Mirage?>>
Mi irrigidisco per un istante, ma subito dopo la fisso con calma.
<<Micòl, smettila>>
<<Ci ho azzeccato>>
Esclama battendo le mani, soddisfatta.
Non capisco come ci sia arrivata, ma non intendo darle conferme.
<<Ti interessa?>>
Domanda, con un sorrisetto divertito.
Roteo gli occhi infastidito, poi guardo fuori dal finestrino per cercare di capire quanto manca all'arrivo. Per fortuna il mio tormento ha fine quando una sua amica la chiama.
Il mio pensiero torna a lei.
A Mirage.
Al suo volto, sempre più teso man mano che gli interventi dei nostri compagni si susseguivano. Non so cosa le passasse per la testa, ma in quel momento mi è sembrato naturale — forse anche giusto — posarle la mano sulla coscia. Un gesto istintivo, nato dal nulla. Ripensandoci, però, non so davvero cosa mi sia passato per la mente. Non siamo amici, non abbiamo confidenza, a mala pena ci tolleriamo. Eppure, a mensa, non riuscivo a staccare gli occhi dall'ingresso, aspettando che arrivasse.
Non so cosa mi stia succedendo, ma devo stare attento. Non posso permettere a nessuno di avvicinarsi così. Tanto meno a lei.
Distolgo lo sguardo dal finestrino quando la macchina si ferma. Micòl, ancora al telefono, scende senza degnarmi di uno sguardo e si dirige spedita verso l'ingresso. Non do tempo all'autista di aprirmi la porta: afferro lo zaino ed esco, incamminandomi verso casa. Margaret ci aspetta come sempre all'ingresso, ma Micòl è già sparita.
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FATE
RomanceDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
