COLE'S POV
Dopo l'estenuante ora di fisica, finalmente suona la campanella che pone fine alla lezione. Il rumore delle sedie che strisciano sul pavimento interrompe il discorso dell'insegnante, mentre diversi studenti abbandonano l'aula in fretta.
<<Ragazzi, per la prossima settimana mi aspetto che veniate a recuperare il test di fisica andato male>>
prova a dire il professore, sovrastato dal brusio degli studenti già in conversazione o intenti a uscire. L'unica ancora seduta al banco è Mirage, in prima fila, che annuisce interessata, anche se non è tra quelli che devono recuperare il compito.
Non appena il professore rinuncia a farsi ascoltare, si sfila gli occhiali e si strofina gli occhi. Raccolgo in fretta le mie cose, pronto ad andare a casa e controllare gli ultimi dettagli dell'affare, ma i miei piani vanno in fumo nel momento in cui, passando davanti alla cattedra, l'insegnante mi ferma.
<<Cole>
mi richiama, spingendomi a sollevare lo sguardo. Mi fermo e mi posiziono davanti a lui, cercando di nascondere l'irritazione.
<<Che cosa ti prende?>>
mi chiede, preoccupato. Non capisco subito cosa intenda, ma continua:
<<In classe sei distratto, non intervieni, hai preso un brutto voto al test di martedì. Non ti ho mai visto così in tutti gli anni in cui hai frequentato le mie lezioni>>
Forse perché mio padre non mi aveva mai coinvolto così tanto nel suo lavoro, penso, rinchiudendomi nel mio silenzio.
<<E poi, quelle profonde occhiaie che ti porti dietro da giorni mi fanno pensare che non dormi abbastanza.>>
Poi, poggiando le mani sui fianchi, prosegue:
<<Se hai bisogno di una mano per rimetterti in carreggiata, sono sicuro che Mirage ti potrà essere d'aiuto>>
Sollevo di scatto lo sguardo su di lui prima di voltarmi dietro di me seguendo il suo sguardo. Mirage, a dispetto di tutti gli altri, è ancora in classe e sembra aver origliato tutta la conversazine perché sembra sconvolta dall'affermazione del professore. Mi volto pochi istanti dopo verso l'insegnante e deciso gli dico:
<<Grazie, professore, ma non ne ho bisogno. È solo un periodo un po' pesante, ma dalla prossima settimana sarò di nuovo in forma.>>
Per convincerlo ancora di più, accenno un sorriso, il più credibile che riesco a produrre. Lui mi osserva ancora per qualche istante, poi annuisce, rassegnato.
<<Va bene Cole. Ti aspetto la prossima settimana per recuperare il test>>
<<Certo>>
rispondo cordiale, avviandomi verso l'uscita dell'aula.
Il corridoio è ormai quasi deserto quando vengo raggiunto dalla figura alta e slanciata di Mirage.
<<Scusa, non volevo ascoltare la conversazione tra te e il professore. Comunque l'ho notato anch'io che in questi giorni sei stato molto assente a lezione e non c'era nessuno che mi dava filo da torcere nel rispondere alle domande dei professori>>
Dice tutto d'un fiato, tenendo stretti al petto un paio di quaderni.
<<Non ti hanno insegnato le buone
maniere?>>
Le domando scocciato, senza nemmeno guardarla.
<<E a te non hanno mai insegnato che è buona educazione preoccuparsi per gli altri?>>
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FATE
RomantikDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
