CAPITOLO 31

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MIRAGE'S POV

Dopo essermi imbattuta in Cole, che sembrava agitato e scosso, mi domando se stesse scherzando o meno riguardo all'invito, ma non ci penso troppo, perché quando rientro nella stanza, Micòl mi accoglie con un sorriso sincero e riprendiamo subito a studiare come se nulla fosse.

Dopo un po', quando abbiamo finito, insiste per mostrarmi l'intera casa, che è più grande di quanto mi fossi immaginata. Per mia fortuna, nessuna traccia dei suoi genitori.

<<Ora ti mostro il mondo sotterraneo!>> esclama, con una luce negli occhi che non le avevo mai visto. La sua compostezza scolastica sembra sparita: al suo posto c'è una Micòl più leggera, quasi bambina.

La seguo lungo le scale mentre parla a raffica della storia dell'edificio. Una volta scese, ci ritroviamo in un corridoio pulito e ben illuminato, curato quanto i piani superiori. Ci fermiamo davanti a una porta da cui provengono dei colpi sordi.

<<E qui c'è la palestra tanto amata da mio fratello>>

Apre la porta e la scena mi paralizza. Cole è lì, a torso nudo, mentre affonda colpi rapidi e decisi contro una sacca da boxe. I suoi muscoli si contraggono a un ritmo quasi ipnotico, la sua pelle lucida di sudore non fa altro che mettere in risalto la tonicità del suo corpo. Ogni suo movimento trasuda una rabbia e una forza che mi lasciano senza fiato.

<<Vieni>>

Micòl mi prende per mano e mi conduce verso una panca appoggiata al muro di mattoni grigi.

Io, tuttavia, non riesco a distogliere lo sguardo da Cole, che continua ad allenarsi come se non ci avesse neppure notate. I pugni piovono sulla sacca con una furia quasi rituale. Due cose mi diventano subito chiare: uno, sta cercando di liberarsi di qualcosa; due, non è mai stato malato. Uno che ha avuto la febbre da poco non avrebbe tutta quest'energia.

Quando ormai pensavo che non ci avrebbe degnate di uno sguardo, si ferma, afferra un asciugamano e si gira verso di noi. Il suo sguardo si pianta sul mio diretto e sfacciato.

<<Ti è piaciuto lo spettacolo, Reyes?>>
Mi domanda con un sorriso strafottente in volto, mentre si asciuga il viso e il collo.

Il cuore mi balza in gola. Mi alzo di scatto, cercando di mascherare il rossore che mi sta salendo al viso. 

<<Sai che mi è venuta fame?>>

Dico, cercando di distogliere lo sguardo da lui.

<<Ah, scusa non ci avevo pensato. Vado ad avvertire Margaret, tu rimani qua, torno subito>>
Mi dice, scattando in piedi e uscendo senza darmi il tempo di replicare.
Mi ha lasciata qui da sola con suo fratello, quando il mio obiettivo era di allontanarmi da lui.
<<Hai fame, eh?>>

Mi provoca e intanto si sfila i pantaloncini, del tutto a suo agio.

Mi volto di scatto verso il muro.

<<Che c'è, non hai mai visto un ragazzo mezzo nudo?>>

Non rispondo, sperando che se ne vada, ma invece lo sento dietro di me, troppo vicino. L'aria si fa calda, pesante. Le sue dita scostano i miei capelli dal collo e il suo respiro mi sfiora la pelle.

<<Scommetto che quando mi hai visto quasi sbavavi>>

La sua voce è come una carezza che provoca in me una serie di brividi lungo la schiena.
Prima che possa reagire, lui si allontana e si infila in una porta che prima non avevo notato.

<<Mirage, andiamo>>

La voce di Micòl mi fa sobbalzare e lei sembra notarlo perché mi chiede: 

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