MIRAGE'S POV
Appena i raggi del sole iniziano a filtrare con insistenza nella mia stanza, mi alzo dal letto e appoggio stancamente i piedi sul pavimento. Mi stropiccio gli occhi, poi mi decido ad aprire le tende e spalancare la portafinestra. Dopo aver infilato le infradito, mi avvicino allo specchio per controllare le condizioni in cui verso: come ogni mattina, i miei capelli sembrano reduci da una guerra civile.
<<Buono a sapersi che vi divertite a farvi guerra>>, susssuro con voce impastata dal sonno, rivolta alla chioma ribelle.
Sono consapevole che parlare con i capelli non è proprio normale, ma ogni tanto mi concedo un po' di follia. Con il mio pigiama a righe bianche e lilla scendo lentamente al piano di sotto. In cucina, i miei genitori stanno chiacchierando allegramente mentre sorseggiano il caffè
<<Buongiorno>>, bofonchio, camminando come uno zombie.
<<Buongiorno tesoro>> mi saluta mia madre, già vestita di tutto punto e con i capelli perfettamente piastrati.
<<Buongiorno Mirage>>, aggiunge mio padre lanciandomi un'occhiata divertita, continuando a bere il suo caffè.
<<Il latte è sul fornello e nella cesta vicino al lavello ci sono i biscotti che ho preparato>>
<<Grazie mamma>>
Raccolgo le cose per la colazione con movimenti lenti e automatici, poi mi siedo accanto a mio padre, ancora in pigiama.
<<A proposito, ieri voi due siete scomparsi del tutto durante la cerimonia e vi ho trovati solo a fine serata>>, brontolo, cercando di assumere un espressione seria
<<Avevi detto che volevi aspettare Dafne e quindi pensavamo che saresti stata con lei e poi quando ci hai raggiunti, non mi pare che fossi sola. Ormai sei grande tesoro>>, commenta mia madre, scoprendo la sua dentatura perfetta mentre porta via le due tazze vuote.
<<Beh...sì, ma potevate almeno farvi sentire>>
Mio padre liquida la conversazione con una scrollata di spalle e, dopo avermi dato un bacio leggero tra i capelli arruffati, lascia la cucina.
<<Io, tesoro, lavoro tutto il giorno. Potrei tornare verso le undici. Papà ha diversi progetti da finire in ufficio, quindi anche lui starà fuori tutto il giorno>>
Mi lancia un'occhiata veloce per accertarsi che stia ascoltando.
<<Quindi, se vuoi spostarti, prendi la macchina che ti abbiamo comprato per il tuo sedicesimo>>
<<Non mi va di guidare>>, mi lamento, sistemandomi meglio sullo sgabello.
<<Allora resta a casa>>
Detto questo, se ne va a prepararsi per la lunga giornata che l'aspetta. Con il lavoro che fanno i miei genitori, mi ritrovo spesso da sola, e così passo il tempo correndo, disegnando (o meglio, cercando di imparare a farlo), leggendo e improvvisando concerti con un pubblico immaginario nella mia stanza.
Finito l'ultimo biscotto, salgo in camera e afferro il telefono dal comodino. Trovo un messaggio di Dafne:
Dafne[10:21]: Ti passo a prendere per le undici così andiamo a prendere le nuove divise della scuola. Ci saranno anche Charlotte e Micòl, non fare tardi :)
Controllo subito l'ora. Mancano solo venti minuti! Sbuffo sonoramente, scendo dal letto sfatto e afferro i vestiti per la giornata. Faccio una doccia veloce e cerco di domare i capelli.
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FATE
Storie d'amoreDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
