MIRAGE'S POV
Questa volta, come l'altra, mi dirigo verso il gazebo nel vasto giardino degli Evans.
La differenza è che, stavolta, qualcuno mi sta aspettando.
Charlotte e Dafne sono già lì, sedute su una panchina in ferro battuto, illuminate dalla luce calda delle lanterne che oscillano lievemente nella brezza invernale.
<<Mamma, papà, raggiungo Dafne e Charlotte.>>
<<Va bene, tesoro. Ci vediamo a fine serata.>>
Annuisco, sollevando con cura l'orlo dell'abito, evitando che tocchi il terreno umido. L'aria è più fredda del solito, tanto da pizzicarmi le guance.
Alzo lo sguardo verso il cielo: limpido, ma d'un azzurro spento, come se la neve o la pioggia fossero in agguato dietro le nuvole.
<<Ciao ragazze>>
Le saluto, accomodandomi accanto a Charlotte.
<<Ciao Mirage>>
Mi salutano in coro le ragazze.
<<Finalmente! Andiamo dentro, qui fuori si muore di freddo!>>
dice Charlotte, battendo le mani per scaldarsi mentre si alza dalla panchina.
<<Va bene>>, rispondo, accennando un sorriso.
Appena varco la soglia, vengo subito avvolta da un'atmosfera calda e accogliente, resa ancora più intensa dai toni dorati delle luci e dai colori che scaldano l'ambiente.
<<Sono sempre pieni di risorse>> commenta Charlotte, scrutando la sala gremita di ospiti.
Tra la folla intravedo un profilo familiare, quello di Thierra, ma mi sfugge. Forse me la sono solo immaginata.
<<Guardate, hanno persino chiamato una piccola orchestra!>>
esclama Dafne, indicando un gruppo di musicisti sul palco.
Le loro note morbide si fondono al mormorio delle voci, avvolgendoci in una coltre sonora che sa di calore e festa.
Poco dopo vediamo Micòl, seduta con altre ragazze. Ci uniamo a loro, scambiandoci sorrisi e complimenti, ma io non riesco a stare ferma. Il mio sguardo vaga, cercando una persona che non c'è.
<<È fuori a parlare con Alex, tranquilla>>,mi bisbiglia Micòl all'orecchio, con uno sguardo d'intesa.
Un sollievo improvviso mi attraversa, dolce e quasi liberatorio: c'è ed è qui e per un istante sento la tensione dei giorni passati sciogliersi, come neve che si fonde al sole. Subito dopo, però, come un'ombra che non vuole andarsene, ritorna il ricordo del suo rifiuto recente: brucia ancora sotto la pelle, lasciandomi con un peso strano nel petto.
Lo voglio vedere, vorrei sentire il suo sguardo su di me, vorrei corrergli tra le braccia e allo stesso tempo tremo all'idea di doverlo affrontare, di sedermi nello stesso tavolo con lui, di dover nascondere la delusione e la ferita che porto ancora dentro.
Per un po' riesco a distrarmi. Rido, parlo, lasciandomi trascinare dalla serenità che aleggia nella sala. Persino Dafne sembra un'altra, più docile e presente.
Poi, la voce profonda di Elia interrompe il brusio generale.
Anche questa volta, lui e Chantèl sembrano usciti da una rivista di alta moda: brillano entrambi di un carisma magnetico che cattura l'attenzione e l'ammirazione collettiva. Non è difficile capire da chi abbiano preso fascino e bellezza i gemelli.
<<Grazie a tutti di essere venuti. Spero che la cena sia stata di vostro gradimento, ma è arrivato il momento di ascoltare il brano che mio figlio Cole ha preparato per tutti noi>>
STAI LEGGENDO
FATE
RomantizmDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
