CAPITOLO 60

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COLE'S POV

Quando apro la porta della mia stanza, i miei occhi cadono su una grande scatola bianca, adagiata con cura sul letto. È elegante e sembra persino pesante; sui lati, due cardinali settentrionali in volo sono tracciati con la tecnica fine line. Sopra la scatola riposa una busta color avorio, sulla quale è riposta una frase scritta con una calligrafia che riconoscerei ovunque.

Per i miei due gemelli preferiti

Margaret.

Mi si forma un nodo in gola.
Afferro la scatola e attraverso il corridoio senza pensarci, bussando alla porta di Micòl.

<<Che ti serve?>> mi chiede, chiudendo il computer che ha sulle gambe. Sollevo la scatola e lei mi guarda sorpresa.

<<Hai preparato un regalo per il mio compleanno?>>
<<No, sai che odio fare e ricevere regali>>

Rotea gli occhi, ma sorride divertita, prima di invitarmi a sedermi accanto a lei. Appoggio la scatola tra noi e, dopo un breve scambio di sguardi, lei scioglie il fiocco trasparente. All'interno ci sono varie fotografie, ordinate lungo i lati del contenitore, che ritraggono noi da piccoli: appena nati nella stessa culla, senza denti e con le guance sporche di gelato; stretti in abbracci goffi. Una in particolare cattura la mia attenzione, stiamo entrambi ridendo, ignari di ciò che ci circonda.

Vederci così felici e spensierati mi provoca una stretta al cuore e una nostalgia per tempi che sembrano appartenere a un'altra vita. Micòl sembra aver percepito i miei pensieri, perché quando mi volto verso di lei, delle lacrime le solcano il volto e un sorriso nostalgico le incurva le labbra verso l'alto.

Le afferro la mano, curata e delicata, per infonderle un senso di conforto e lei, con voce tremante, mi invita a leggere la lettera.

Afferro la busta bianca che riporta i nostri nomi e inizio a leggerla.

<<È da parte di Margaret>>
Premetto, prima di iniziare la lettura:

Miei cari Cole e Micòl,

Avete ormai raggiunto i diciott'anni, un'età che vi avvicina sempre più al mondo degli adulti. Mi dispiace non poter essere con voi per festeggiare Natale e il vostro compleanno, ma vi porto sempre nel cuore, ovunque io vada.

Mi sento onorata di avervi visti crescere, litigare, sorridere anche quando la vita chiedeva troppo. Cole, tu hai sempre cercato di proteggere tutti, anche quando quello che aveva bisogno di essere protetto eri tu. Micòl, tu, hai quella luce che riesce a scaldare chiunque, anche nei giorni più freddi.

Sono orgogliosa di voi, di come affrontate la vita, del modo in cui vi sostenete a vicenda. Ricordatevi che solo restando uniti potrete superare tutto. Non siete soli, io sarò sempre con voi, perché vi voglio bene come se foste figli miei.

Fatevi forza e buon compleanno a entrambi. Vi meritate tutto il bene di questo mondo e spero che crescendo sappiate donarlo anche agli altri. Non lasciate che il risentimento rubi ciò che siete.

Le parole si confondono per un istante, mentre stringo la carta con più forza del necessario. Micòl piange piano, con il viso rivolto verso le fotografie.

Le cose sarebbero andate in modo diverso se Margaret fosse stata nostra madre.

Lei ci avrebbe amati davvero, penso, ricacciando indietro le lacrime.

Mi volto verso Micòl e la stringo forte contro di me.
Resta lì, immobile, poi sussurra contro il mio petto:

<<Ci pensi mai se avessimo avuto Margaret come madre?>>

FATEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora