COLE'S POV
UN ANNO E DUE MESI PRIMA
È strano.
Micòl non è ancora tornata da scuola e non aveva nessun corso extracurricolare oggi. La casa è fin troppo silenziosa senza la sua presenza, senza la musica, le chiacchiere, le risate che di solito riempiono ogni stanza.
Cerco di convincermi che sia uscita con Charlotte — non sarebbe la prima volta che lo fa senza avvertirmi — ma qualcosa dentro di me smentisce quella scusa.
Sento un fastidio allo stomaco, sottile ma insistente, come un nodo che si stringe ogni volta che guardo l'orologio.
Scendo al piano di sotto e trovo, come sempre, Margaret ad aspettarmi davanti alla porta della cucina.
<<I tuoi genitori ti aspettano in sala per cenare>>
<<Di già? Sono solo le cinque e Micòl non è ancora tornata a casa>>
<<Tuo padre ha voluto così, aspetterò io Micòl>>
Annuisco, anche se qualcosa nel tono della sua voce mi mette ancora più a disagio. L'unica presenza calda in questa casa gelida. Quando entro in salone, trovo i miei genitori già seduti nei loro soliti posti, immobili, con lo stesso sguardo distaccato e rilassato di sempre. I cristalli dei bicchieri riflettono la luce dorata del lampadario, ma la scena ha qualcosa di irreale, quasi teatrale.
<<Micòl sta per arrivare>>
<<No, non lo farà. Siediti>>
Inarco un sopracciglio, spaesato. Non capisco.
«Micòl è stata rapita dagli Sveva. È una vendetta per averli ostacolati nell'esportazione di armi all'estero.»
Sbianco di colpo, tentando di impedire alla mia mano di tremare e alle mie emozioni di trapelare.
Perché sembrano così rilassati come se niente fosse, quando sanno benissimo di che cosa sono capaci i malavitosi; eppure parlano del rapimento di mia sorella, loro figlia, come se stessero commentando il meteo.
<<E cosa avete intenzione di fare?>>
<<Aspetteremo domani mattina all'alba per intervenire.>>
<<Domani mattina? E Micòl come sta? È ferita?>>
Li guardo, cercando un minimo di umanità nei loro occhi, ma niente, c'è solo freddezza.
«È uno strumento utile per completare ciò che ho iniziato», dice mio padre. «Servirà a ridurre il numero di uomini nella banda.»
Utile.
Non "è in pericolo", non "la tireremo fuori", non "stai tranquillo".
Utile, come una fottuta pedina.
In quel momento, capisco definitivamente che a lui non importa nulla di Micòl. È solo un mezzo, una leva per un fine e io... io non posso più fingere di non vederlo.
<<Non provarci nemmeno, Cole>>, aggiunge con quella calma glaciale che mi fa venire la nausea. <<Se fai una mossa, la lascio marcire con loro.>>
<<Tuo padre sa cosa sta facendo>>, aggiunge mia madre con voce piatta.
<<Tu non osare parlare così . A me e a Micòl non hai mai mostrato un briciolo di affetto e protezione da quando nostro padre è cambiato>>
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FATE
RomanceDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
