MIRAGE'S POV
<<Grazie mille del passaggio>>
biascica Dafne, slacciandosi con un po' di fatica la cintura di sicurezza. Appena scesa dall'auto, mi assicuro che qualcuno le apra la porta prima di ripartire.
Procedo piano per le strade tranquille della città, mentre i ricordi si accavallano senza sosta: il bacio, la sua voce, le mani di Cole sulle mie guance, il calore che mi ha incendiato la pelle. Non mi aspettavo nulla di tutto questo, eppure è successo e non è stato soltanto bello. È stato troppo. Troppo intenso, troppo reale.
E poi le sue parole. Quelle frasi che ancora mi risuonano dentro, come se non avessero smesso di vibrare nell'aria: "Forse non merito di stare qui con te, eppure non riesco a starti lontano. Con te mi sento diverso, tu mi fai desiderare di rimanere e affrontare i miei demoni..."
Non avrei mai immaginato che Cole si aprisse così, che mostrasse le sue ferite senza maschere, proprio con me. In quel momento si è messo a nudo più di quanto chiunque altro avesse mai fatto e io non so come gestire tutto questo.
Ancora adesso non riesco a credere di essere stata il suo primo bacio e quella consapevolezza mi riempie il cuore.
Sei proprio innamorata
Sicuramente è così, ma non ho intenzione di dirglielo. Ho paura che i suoi sentimenti siano stati dettati dal momento o più semplicemente da un senso di riconoscimento per averlo aiutato in un momento difficile. La sua potrebbe essere gratitudine e non ciò che io sto iniziando a sentire per lui.
Eppure lo hai baciato
Come farò a guardarlo domani? Come potrò fingere che non sia successo nulla? Non so neanche se dovrò fingere, se si sarà pentito di ciò che mi ha detto.
Finalmente arrivo a casa e, una volta parcheggiata la macchina davanti l'abitazione, scendo dalla macchina e mi dirigo verso l'entrata. Stranamente c'è una luce proveniente dalla sala, che perciò raggiungo e trovo mio padre addormentato sulle gambe di mia madre, la quale gli sta accarezzando i capelli leggermente ingrigiti mentre guarda un programma in TV.
<<Ciao>>sussurro.
<<Mirage>>
Mia madre mi saluta e fa per alzarsi, ma poi si ricorda di avere mio padre addosso. Lo adagia con cura sui cuscini e si avvicina a me, con il suo pigiama preferito addosso e lo sguardo attento.
<<Non sei ubriaca, menomale>>, sospira sollevata, poi aggiunge:
<<Com'è andata?>>
<<Una noia>>
rispondo, cercando di trattenere il sorriso che preme per uscire.
<<Immagino, infatti non riesci a non sorridere>>
Vorrei tenermelo per me, ma la pienezza che sento dentro è troppo forte per essere trattenuta, così le rivelo ciò che è successo.
<<Cole mi ha baciata>>
Lei sgrana gli occhi.
<<Cole? Il figlio di Elia e Chantèl?>>
<<Sì, proprio lui>>
<<Ah>>
<<State insieme e non me lo hai detto?>>
<<Insieme no, io...Cioè...Lui mi e io...>> balbetto, gesticolando, sperando che capisca senza troppe parole.
<<Sarà pure un bravo ragazzo, amore, ma stai attenta. Non affidargli il tuo cuore finché tra voi le cose non saranno chiare>>
<<Certo mamma, non sono così sprovveduta>>
Le rispondo, pronta ad andarmene in camera.
<<Ho sonno, notte>> taglio corto, voltandomi per salire di corsa le scale dopo essermi tolta le scarpe.
Appena chiudo la porta della mia camera, qualcosa dentro di me si spezza. Mi butto sul letto e, inaspettatamente, scoppio a piangere. Non so bene perché. Per l'emozione, per la paura, per l'incertezza, per il bisogno di capirci qualcosa e la voglia di non pensarci affatto, per la felicità di essere così importante per qualcuno. È un pianto senza nome, che mi scuote piano, senza far rumore.
Quando le lacrime si fermano, vado a farmi una doccia. L'acqua calda scivola sulla pelle, ma non porta via il bruciore lasciato da quel bacio, da quelle mani, da quello sguardo. Posso lavarmi all'infinito, ma è come se la mia pelle avesse memoria di lui.
Rientro in camera, mi infilo il pigiama lentamente e mi stendo sotto le coperte. Chiudo gli occhi, ma il sonno non arriva. Rivivo ogni istante, ogni respiro, ogni battito, ogni parola.
Alla fine, esausta, mi lascio andare e crollo in un sonno profondo, con il suo volto ancora inciso nella mia mente.
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FATE
Roman d'amourDopo un anno lontani da tutto, Micòl e Cole tornano nella loro città natale. Credevano che la fuga avrebbe messo fine alle loro paure, che il passato sarebbe rimasto indietro, ma certi fantasmi trovano sempre la strada di casa. Ricominciare non è se...
