Capitolo 12

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{ALESSANDRO POV'S}

Arriviamo a casa e mio fratello mette Elizabeth delicatamente nel mio letto.

«Stai tu con lei, io vado a cercare quel bastardo che l'ha drogata» faccio per uscire ma mio fratello mi ferma mettendomi una mano sul petto.

«Ah si e come pensi di trovarlo? Leggendo nel pensiero? Bada a lei per una volta» senza ribattere mi stendo affianco a lei.

«Buonanotte» dice Antonio per poi uscire di camera spegnendo le luci.

All'improvviso la ragazza accanto a me fa un gesto alquanto inaspettato.

Si gira verso di me e mi abbraccia. Mette la sua faccia nel mio petto e la sua gamba nelle mie.

La guardo e solo ora vedo tutta la sua bellezza interiore che prima non vedevo.
Ma è solo nelle fragilità che esce la vera bellezza delle persone.

Rimango a fissarla per un po' di tempo, almeno fino a quando non mi si chiudono gli occhi da soli.

{ELIZABETH POV'S}

Mi sveglio la mattina successiva in una stanza già vista ma non mia.

E la cosa peggiore è che non mi ricordavo nulla di ieri sera, nulla di nulla.

Sono abbracciata a qualcuno e capisco subito di chi si tratti dall'odore. È Alessandro.

Mi alzo e confermo la mia certezza, era lui.

Vado in cucina e vedo sua mamma che stava facendo colazione guardando la televisione.

«Oh ciao Elizabeth non mi aspettavo di vederti qua, è tutto okey?» mi sorride sorseggiando il suo the per poi spegnere la tv.

«Si, uhm ho un forte mal di testa» le dico massaggiandomi la testa.

«Tieni. Questo te lo farà passare» si alza e prende da un cassetto una Tachipirina.

«Però prima mangia, non si prende a stomaco vuoto» faccio per alzarmi ma mi interrompe.

«Te lo preparo io. Tu sta tranquilla» le sorrido e lei fa lo stesso andando a prendere i biscotti in un cassetto del mobile.

È molto carina, proprio come Antonio.
Alessandro da chi hai preso per essere così scorbutico e stronzo?

«Tieni cara» mi porge una tazza di latte e i biscotti.

«Grazie mille» inizio a mangiare.

«Mamma!» sento la voce di un ragazzino.

Mi giro e vedo un bambino, avrà avuto sei o sette anni se non di meno, è piccolo però.

«Amore che ci fai sveglio a quest'ora? Sono le sei di mattina» gli stropiccia i capelli ricciolini.

«Non ho sonno» si tocca gli occhi.

«E tu chi sei?» mi guarda inclinando la testa.

«Oh ehm... sono un'amica di tuo fratello. Piacere» mi abbasso alla sua altezza e sorride.

«Mi chiamo Giuseppe» porge la sua mano.

«Elizabeth» gliela stringo.

«Che presa dura che hai!» si mette a ridere e lo faccio pure io.

«Dai Giuse torna a dormire...» il bimbo annuisce e si dirige nuovamente in camera.

«Sai Alessandro ne porta tante di ragazze a casa, ma non ne ho mai vista una bella come te» divento rossa.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora