«Ma dove ce l'hai la forza?» rido mentre vedo Alessandro che non riesce a mettere la mia valigia dietro il bagaglio della macchina.
«Ciao!» esclamo salendo nel posto anteriore una volta posate tutte le mie cose, sfortunatamente sono dovuta andare in mezzo e non al finestrino.
«Come hai convinto tua mamma a venire?» sussurra al mio orecchio il ricciolino.
«Lei non sa niente infatti... ma tanto non ritornerà prima di sabato perciò non c'è problema» alzo le sopracciglia e lo vedo scuotere la testa ridendo.
«Sei pazza» si accende una sigaretta e gli faccio l'occhiolino per poi mettere la testa sul suo petto.
«Elizabeth mi fa molto piacere che tu venga con noi.
Ti voglio avvisare che il quartiere dove staremo non è dei migliori, anzi, devi stare molto attenta» prende parola Maddalena lanciandomi qualche sguardo.
«Non uscire mai da sola e non mettere cose costose, c'è rischio che ti aggrediscano per prenderle» mi informa e annuisco sospirando.
«Capito capito» annuisco e chiudo gli occhi.
-
Dopo un po' di ore finalmente arriviamo. Questo tragitto lo ho praticamente passato tutto a dormire.
«Beth... Beth svegliati siamo arrivati» sento scuotermi delicatamente da Alessandro e non molto tempo dopo i suoi richiami mi sveglio.
«C'eri mai stata a Napoli?» domanda sua mamma mentre guarda con ammirazione la città.
«Due volte da piccola» le rispondo e aumento il passo per poi andarle vicino, iniziamo a parlare del mio ragazzo nel mentre che lui è dietro di noi.
«Ed eccoci arrivati» guarda l'altissimo palazzo di fronte a noi e prende la chiave del portone per poi aprirlo e salire in un appartamento.
Entra nel salotto una donna anziana e la saluto gentilmente.
«Ciao a nonna, chi è 'sta femmena ccà?» aggrotto la fronte quando dice ciò perché non ho la minima idea di che cosa vogliano dire quelle parole.
«Lei è Elizabeth, la mia fidanzata» risponde Ale al posto mio e mi mette una mano sul fianco.
«E pensà che quanno eri piccerè avive tiempo sulo pe spaccà 'e facce 'e ll'ate, mo hai 'na femmena e pure bella» guardo la signora e sorrido anche se non ho capito nulla di quella che ha detto.
«Piacere Rosa» mi porge la mano e gliela stringo saldamente sotto il suo sguardo esaminatore.
«Ragazzi andate di la, noi dobbiamo parlare di alcune cose, avete due camere in tutto, dividetevele» ci avviamo nelle stanze su cui abbiamo deciso stare, io sono in quella con Alessandro.
Lui butta la valigia sul letto e poi ci si mette a sedere mettendosi le mani in faccia, alche vado accanto a lui e gli accarezzo la schiena dolcemente.
«Ti posso fare una domanda?» gli domando dopo alcuni minuti di silenzio da parte di entrambi.
Dopo che lo vedo annuire: «Ma lei è la mamma di tuo padre?».
«Si, ma lei da quando è successa quella cosa lo ha diciamo "disconosciuto" come figlio e ci è sempre stata accanto» fa una pausa.
«Lei, mia zia da parte di papà e mia madre sono molto legate nonostante tutto» annuisco.
«Dai riposati un po', ti vedo stanco... molto stanco» sorrido mordendomi il labbro mentre lo obbligo a stendersi, mi metto sopra di lui e lo bacio in bocca.
Poi, senza dire una parola gli bacio il collo, scendo verso il petto e continuo così fino ad arrivare al bordo della sua cintura ancora allacciata.
Lo guardo e fa un ghigno eccitato sulla faccia, gli slaccio la cintura, tiro giù la cerniera dei pantaloni e i pantaloni, e lo vedo già duro senza aver fatto nulla.
«Ti piaccio così tanto?» senza dargli tempo di rispondere lo prendo tutto in bocca, emette un gemito e avvolge i miei capelli in un pugno.
«Va più giù» mi spinge sempre più in giù ma mi tiro in fuori velocemente mentre tossisco e ride.
«Mi strozzi così» poso una mano sul mio collo e subito dopo prende la mia testa e la butta vicino al suo cazzo e continuo a fare quello che facevo prima.
«Cazzo si continua così» lo guardo e chiude gli occhi mentre tira la testa all'indietro per il piacere.
«Guagliune è pronta 'a-» entra nella stanza sua nonna e si blocca appena vede la scena, mi tolgo immediatamente da lì e spalanco gli occhi, invece Alessandro si mette un cuscino nelle parti basse.
«Vi aspetto di là» si gira lentamente di spalle e va in cucina. Appena chiude la porta mi giro verso il ricciolino e lo vedo ridere con la mano in faccia.
«Che figura di merda, dobbiamo imparare a chiudere a chiave la porta» sospiro alzandomi.
«E invece gli altri a bussare» sbuffa e molto scocciato si rimette le mutande e i pantaloni che poco tempo prima gli avevo tolto di dosso.
Andiamo in cucina sotto lo sguardo di tutti che hanno già preso posto e mi metto in mezzo al mio ragazzo e a suo fratello maggiore.
«Ragazzi io capisco che voi vogliate fare le vostre coserelle, ma nun nel mi'letto per piacere» a quelle parole dette dalla nonna muoio di imbarazzo.
«Dai nonna su» la rimprovera Alessandro e si mette a tacere. La cena continua e improvvisamente sento una mano sfiorarmi volutamente la coscia.
Guardo Antonio e lo vedo con un ghigno sulla faccia mentre fa finta di nulla subito dopo distolgo lo sguardo e lo poso sull'altro fratello che non ha notato niente, continua a mangiare guardando davanti a se.
Mi mordo il labbro e appena sento la sua mano avvicinarsi alla mia intimità mi alzo subito da tavola.
«V-vado in bagno» balbetto e mi dirigo verso la stanza appena detta, sospiro e inizio a fare su e giù per il bagno fino a quando non vengo interrotta.
Senza dire nulla esco e mi trovo davanti Alessandro.
«Oh scusami non ti avevo visto» gli sorrido e faccio per sorpassarlo ma mi blocca prendendomi per il polso e con una colpo mi trovo davanti a lui.
«Va tutto bene?» domanda e annuisco.
Ritorniamo a tavola e dopo aver dato un ultimo sguardo ad Antonio comincio a mangiare.
STAI LEGGENDO
Incapable of Loving
Romance«Perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.» Elizabeth Bianchi. Il ragazzo che viene considerato il puttaniere per eccellenza, e la ragazza che viene considerata perfetta agli occhi di molti. Entrambi notte, ma lei le st...
