Capitolo 67

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«Elizabeth cazzo spegni questo telefono, è la decima volta che suona!» impreca Celine facendo svegliare sia me che tutte le altre mi amiche.

Ancora addormentata vado a prendere il telefono e vedo che Alessandro mi ha lasciato più di nove chiamate e moltissimi messaggi.

«Sono le cinque del mattino, che cazzo vuoi?!» mi alzo dal letto e vado in un'altra stanza per non dare fastidio.

«Sentire la tua voce» sento la sua voce e capisco che è ubriaco, e anche molto.

«Sono stata abbastanza chiara sul fatto che non ti voglio più sentire e che dobbiamo andare avanti l'uno per la propria strada» affermo.

«Però mi hai risposto» ride.

«Sai come è mi hai lasciato nove chiamate perse, è ovvio che ti risp-» senza neanche darmi il tempo di rispondere ricomincia a parlare lui.

«Mi manca tutto di te, il tuo corpo, la tua risata... il tuo modo di scherzare» improvvisamente prende il telefono un suo amico e parla lui.

«Elizabeth scusa è ubriaco marcio e non sa cosa sta dicendo. È in buone mani tranquilla, buonanotte» attacca poi Ismael.

Apro la porta di camera degli ospiti di casa di Celine e vedo tutte le mie amiche intente a sentire la conversazione che stavo avendo con Alessandro.

«Oh ehm... volevamo assicurarci che tu stessi bene» si grattano la testa e faccio una risatina per poi ritornare a dormire nuovamente.

Mi sveglio verso le dieci e mezza del mattino per colpa di un brutto sogno riguardante Alessandro.

Sospiro e facendo attenzione a non svegliare le mie amiche, vado al piano di sotto con l'intento di mangiare qualcosa, dato che ho molta fame.

Sospiro e mi stropiccio gli occhi ancora un po' bagnati per via delle poche lacrime che mi sono scese durante la notte...

Giro la testa e vedo una cosa che cattura la mia attenzione, un armadietto pieno zeppo di alcolici della madre di Celine.

Vado ad aprirlo e prendo una bottiglia di Vodka per poi iniziare a scolarmela tutta mentre sento tutti gli audio che mi ha mandato Alessandro durante la notte.

Dopo poco mi vengano i conati di vomito e lo faccio proprio nel lavandino, ma scoppio a ridere appena entrano le mie amiche in stanza.

«Elizabeth sei ubriaca già di prima mattina?» sbuffa Celine correndo da me per togliermi la seconda bottiglia di Vodka che ho preso.

«Vi voglio bene!» esclamo ridendo.

«Dai portiamola a casa» sento dire da Tessa e cerco di rimbeccare ma Celine mi zittisce.

Arriviamo davanti alla porta di casa mia e ci apre mio fratello ancora assonnato, mi guarda e scuote la testa preoccupato e anche un po' deluso.

«Si può sapere perché cazzo ogni serata si riduce in questo modo? Cosa le è successo?!» esclama mentre insieme alle mie amiche mi mette sul divano.

«È difficile da spiegare... fattelo raccontare da lei che sa più cose di quello che sappiamo noi» risponde Camilla mentre mi accarezza i capelli.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora