Capitolo 64

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Sento la sveglia suonare ed essendo già sveglia da oramai tutta la notte, la spengo dopo neanche un secondo che ha iniziato a suonare.

Sono stata tutta la notte sveglia a bere qualsiasi tipo di alcol che ho trovato dentro casa.

Più i giorni passano più sento la mancanza di Alessandro e ciò mi distrugge, perciò un modo per stare meglio lo devo trovare... l'alcol.

Mi alzo e contro voglia mi inizio a preparare per andare a scuola, non posso fare un'altra assenza, è da due settimane che non vado.

Prendo i primi vestiti che mi capitano e dopo essermi lavata esco di casa velocemente.

Arrivo davanti scuola e raggiungo tutte le mie amiche che sono sedute al bar a fare colazione, appena mi vedono fanno un sorriso.

«Siamo felici che tu sia venuta Beth» mi da una pacca sulla spalla Celine e faccio anch'io un sorriso.

«Si stavo... stavo facendo troppe assenze e non voglio bocciare» scuoto la testa e mi siedo.

«Ritornando al discorso di prima, lei è una cogliona e quell'altra più di lei» accende una sigaretta Tessa e faccio una faccia stranita non capendo.

«Di che parlate?» prendo una sigaretta dalla mia borsa e la porto alla bocca.

«Di Adele e Ludovica, l'altra sera si sono picchiate di brutto per uno e ieri sera le abbiamo viste insieme. Insieme ad altre sue amiche si sono unite al gruppo di quello per cui stavano litigando» rido.

«Ma chi so ste sceme?» picchietto la sigaretta nel posacenere e scuoto la testa.

«Sono proprio là, insieme a...» dice Madison, ma si blocca subito, alche mi giro e vedo Alessandro con il braccio nelle spalle di una ragazza.

«Si sono unite al gruppo di quel coglione dell'Arrigoni?!» esclamo infuriata.

«Non ci credo...» spalanco la bocca appena vedo che a quel gruppetto si è unita pure Noemi, mi metto la mano davanti alla bocca e mi alzo di scatto.

«Elizabeth dove vai?!» insieme a me si alzano tutte le mie amiche e mi seguano fino a dove si trova tutto il gruppo di Alessandro.

Appena arrivo davanti a loro e il ricciolino mi nota toglie il braccio e scuoto la testa, senza dire nulla, tiro uno schiaffo a Noemi e la spingo con forza.

«Non ti sei ancora rinchiusa in casa butta troia?!» la prendo per i capelli e glieli tiro.

Tanta gente inizia a raggrupparsi intorno a noi che nel mentre continuiamo a picchiarci.

«Smettila Elizabeth!» cerca di prendermi i capelli anche lei ma essendo troppo lontana non ci riesce e la faccio cadere per terra.

«Io e te eravamo amiche! Non mi hai neanche chiesto scusa» le tiro un calcio.

«La devi smettere! Prova a toccarla un'altra volta e ti facciamo vedere noi» sento prendermi per i capelli da dietro e farmi indietreggiare.

«Non la toccare Ludovica» vedo Alessandro spingere
la ragazza e vengo lasciata.

«Non ho bisogno della tua protezione coglione!» lo spingo e prima che mi possa dare risposta vengo tirata via da Madison.

«Ascolta Beth noi condividiamo il fatto che vuoi picchiare Noemi ma fallo da un'altra parte... dove c'è meno gente sopratutto» mi lascia.

«C'è rischio di denuncia per queste cose!» esclama Tessa e annuisco, nel mentre si è fatto tardi ed io, Madison e Celine entriamo nella nostra classe.

Arriva la seconda ora e appena la professoressa entra in classe tutti staccano i banchi, tirano fuori i fogli protocollo e prendono la calcolatrice.

«Che cazzo sta succedendo?!» esclamo confusa alla mia amica Celine e sospira.

«C'è il compito di matematica Beth... io e Madison te lo abbiamo scritto su whatsapp almeno cinque volte nel giro di due settimane» sbuffo.

«Bianchi e Smith silenzio!» esclama mentre ci consegna il compito e sposta il mio banco più lontano dal suo facendo molto rumore.

«Mi sposto non c'è bisogno che lo faccia lei!» dico sbuffando e mi sposto anche con la sedia.

«Iniziate, avete un'ora!» vedo tutti che iniziano a scrivere e appena metto gli occhi sul compito gli sgrano, non sapevo fare nulla di tutto ciò.

Passano alcuni minuti e mi alzo dal banco per poi andare verso la cattedra e consegnare il compito.

«Già finito Elizabeth?» gira il foglio e lo vede lasciato in bianco, alche mi guarda delusa.

«Dai provaci! Manca ancora un'ora, qualcosa ti farai venire in mente, sono cose ripetute moltissimo in classe...» me lo porge ma scuoto la testa.

«Posso uscire?» chiedo e annuisce rassegnata.

Esco dalla classe e in quella davanti alla mia vedo Alessandro che posa gli occhi su di me.

Scendo le scale e vado nel cortile della scuola per poi sedermi per terra con la schiena poggiata al muro.

Sento aprire e poi chiudere la porta che separava l'interno dal fuori della scuola, e dopo pochi secondi vedo una persona mettersi affianco a me.

Quella persona è lui...

«Quello che hai visto prima... non è- non è nulla, Barbara è una mia amica e basta» mi guarda e sbuffo per poi alzare gli occhi al cielo.

«Non me ne frega un cazzo di chi è. Io e te non stiamo insieme quindi puoi fare quel cazzo che ti pare. È chiaro?» lo vedo annuire.

«E per favore Alessandro stammi alla larga, non rendere le cose più difficili di quanto lo siano già» sbatto la testa contro il muro.

«Perché sei qui?» domanda.

«Potrei farti la stessa domanda e sono sicura che mi mentiresti anche su questo» lo guardo.

«Perché ti ho vista uscire dalla classe e sono venuto anch'io con la scusa di andare in bagno» a quella frase mi scappa una risatina che blocco subito.

«Se ti scoprono ti fanno il culo lo sai?» sorrido per poi girarmi verso di lui.

«Per te questo è altro» dice.

«Non hai risposto alla mia domanda... cosa ci fai qua?» ripone la stessa identica domanda.

«C'era il compito di matematica e non ho studiato nulla, al posto di star a perdere tempo là in classe a guardare il vuoto ho consegnato e sono scesa» dico.

«Ti ricordi tutte le nostre ripetizioni di matematica?» fa un ghigno divertito, e quella frase mi fa ricordare quei momenti...

Per farla breve le nostre "ripetizioni di matematica" sono più ripetizioni di anatomia ecco... iniziavamo con l'intento di studiare qualcosa ma andava sempre a finire nello stesso modo tutte le volte.

«Forse è meglio che vai, sennò ti metti veramente nei casini» sospiro e fa come detto.

«Venerdì alle tre e mezza ho la partita al campo qua vicino, so che mi odi ma mi farebbe molto piacere se tu venissi... è molto importante. Spero che tu venga» si morde il labbro e va via veramente.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora