Capitolo 86

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«Cioè pensa te, domani io e Alessandro facciamo otto mesi e lui ha pensato bene di andare a giocare a calcetto con i suoi amici» mi lamento con Celine.

«Che pezzo di merda» risponde la mia amica mentre si accende la canna che ha appena portato alla bocca.

«Insomma, lo sapevo che era stronzo però così tanto no» butto fuori il fumo e la passo alla mora davanti a me che ha la faccia innervosita.

«Allora tu domani scopati un altro» sorride ironica e rido per la cosa appena detta.

«Si così uccide sia me che quello» alzo le sopracciglia e fa una risatina pensando stessi scherzando, ma appena vede la mia faccia seria lo diventa anche lei.

«Lo farebbe veramente» accendo una sigaretta.

«Parli del diavolo spuntano le corna» dico appena vedo una notifica da parte sua sul telefono.

"Scendi sono sotto casa di Celine, vieni a cenare a casa mia" sbuffo appena vedo quel messaggio e mi alzo dal divano andando a prende le mie cose.

«Vado, ciao Ce grazie» le do un bacio sulla guancia ed esco di casa, appena chiudo la porta alle mie spalle lo vedo con in mano una bandana.

«Perché hai una benda in mano?» corrugo la fronte salutandolo con un veloce bacio a stampo.

«Mettitela, ti porto in un posto» sorrido e mi giro di schiena. Dopo avermi aiutato a metterla e a salire sul motorino, inizia a guidare.

Dopo non moltissimo tempo parcheggia, e sempre impedendomi di vedere, mi fa scendere.

Arriviamo dentro un luogo chiuso e dopo non molto tempo di attesa salgo alcuni scalini di fronte a me e arrivo in una stanza molto profumata.

«Ti piace?» chiede subito dopo avermi tolto la benda, alzo le sopracciglia e sorrido non appena davanti ai miei occhi vedo una camera d'hotel.

«Si, tantissimo. Ti amo» gli vado incontro e gli do tanti baci a stampo mettendo le mani dietro la nuca.

«Pensavi davvero che non ti avessi fatto niente per il nostro mesiversario?» sorrido e gli do un altro bacio aggiungendo la lingua e lo butta sul letto.

Salgo sopra di lui ma mi ferma, alche lo guardo con una faccia stranita e si alza.

«Io direi che è meglio farlo qua... non credi?» prende la mia mano e mi trascina fino al bagno, dove in mezzo alla stanza c'è una grande Jacuzzi.

«Molto meglio» affermo togliendomi tutti i vestiti.

«Prima si deve riempire, aspetta Elizabeth» sospiro e lo guardo mentre regola la temperatura dell'acqua.

«È bellissima questa stanza, ma quanto l'hai pagata?» mi guardo intorno e lo sento sbuffare.

«Sei sempre a pensare ai soldi tu... goditi questa serata che sarà indimenticabile» si mette dietro di me e lo sento sussurrarmi ciò.

«Che ne so che magari non spacci come le altre volte» chiudo gli occhi quando sento dei baci sul collo che mi fanno venire i brividi.

«Non lo farei mai» ghigna con voce rauca e si mette nell'idromassaggio dove poco tempo dopo ci vado anche io e mi metto sopra di lui.

Entra dentro di me ed inizio a muovermi lentamente provando un piacere immenso.

Lui butta la testa all'indietro e socchiude gli occhi mettendo le braccia ai bordi della vasca, mentre le mie sono posate sul suo petto.

«Mi fai impazzire Elizabeth» afferma con voce rauca.

«A-Alessandro- Ale-» continuo a gemere e passa le sue mani nel mio fondoschiena per stringerlo e per aiutarmi a fare su e giù sopra di lui.

«Cazzo...» sussulta e chiudo gli occhi.

Dopo un po' di tempo veniamo entrambi e ci mettiamo abbracciati senza dire una parola.

«Grazie» sento dire e lo guardo confusa.

«Di cosa?» mi metto in una posizione che mi consente di guardarlo bene nei suoi occhi marroni.

«Di tutto, mi fai provare delle cose che non ho mai provato fino ad ora» a quelle parole mi spunta un sorriso sulla faccia e mi avvicino a lui.

«Così però mi fai rivenire voglia...» vado sopra di lui mentre mi mordo il labbro e sogghigna.

«Promettimi che è per sempre» afferma e lo guardo negli occhi felice per la frase appena sentita.

«Te lo prometto» lo bacio e fa lo stesso.

«Pronta per il secondo round?» si avvicina alla mia bocca e rido per poi farmelo entrare dentro.

-

«Sai, ero incazzata nera che tu non avresti fatto nulla per il nostro mesiversario» gli confesso.

«Eh invece, ti ho stupita no?» si guarda allo specchio mentre si mette un asciugamano in vita e sorrido come una scema fissando i suoi addominali.

«Non ci avevo mai fatto caso a questa cicatrice» sospiro e vado verso di lui per poi toccargli il punto in basso al ventre dove ha la cicatrice.

«Oh scusa» emette un gemito di fastidio e ritiro velocemente la mano per evitare di fargli male.

«Come te la sei fatta?» gli chiedo mettendomi a sedere sul comodissimo letto alle mie spalle.

«Tu vuoi sapere troppe cose, principessa» si mette sopra di me e faccio una risatina.

«Dai scemo, come te la sei fatta?» inverto la situazione e fa di tutto per evitare il mio sguardo e appena noto ciò inarco le sopracciglia.

«Me l'ha fatta mio padre con il collo di una bottiglia» rotea gli occhi e gli do un bacio sulla guancia.

«Scusa di avertelo chiesto... non pensavo» scuote la testa e gli faccio un sorrisetto mettendo i miei capelli dietro le orecchie senza distogliere lo sguardo.

«È mezzanotte...» sorride appena sente la sveglia impostata sul suo telefono, mi mordo il labbro e lo bacio con il sorriso stampato in faccia.

«Ti amo più della mia vita Elizabeth» si stacca.

«Anche io Alessandro» gli rispondo e poi mi rifiondo sulle sue morbidissime labbra.

-

«Tre scopate nel giro di cinque ore... mai fatta una cosa del genere. E tu?» si accende una sigaretta e mi incanto a guardarlo fare questo gesto.

«Mh che io ricordi no. Comunque mi hai distrutta» fa una faccia compiaciuta e rido.

«Ci pensi? Fra quattro mesi facciamo un anno, chi lo avrebbe mai detto che io, Alessandro Arrigoni, mi sarei innamorato» spalanca gli occhi.

«Sapevo che ci sarei riuscita, e stai diventando una persona migliore grazie a me. Lo prenderò come un vanto» gli rubo la sigaretta di mano.

«Ah si?» mi provoca a annuisco.

«Domani sei veramente a giocare a calcetto?» gli domando e alza le spalle riprendendo la sigaretta.

«Chi sa, forse si, forse no» lo guardo, prendo un cuscino e glielo tiro in faccia.

«Grande errore Bianchi» scherza e prende un altro cuscino per poi fare la stessa cosa, ci iniziamo a prendere a cuscinate fino a che non siamo stanchi.

«Buonanotte Ale, ti amo» appoggio la mia testa sul suo petto mentre mi fa i grattini sulle cosce.

«Buonanotte principessa, ti amo anch'io» mi da un bacio sulla testa e chiude gli occhi.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora