Capitolo 78

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La mattina dopo mi risveglio con un forte mal di testa e su un divano su cui sono in una posizione scomodissima dato che con me ci sono altre quattro persone che stanno stesi sopra di esso.

Non mi ricordo nulla di quello che è successo ieri sera, nulla di nulla, e questo mi fa capire quanto io abbia esagerato sia con l'alcol che con il fumo.

Spero solo di non aver fatto cose di cui possa pentirmi amaramente...

Mi alzo dal divano e noto tutto il casino che abbiamo fatto ieri sera, per terra ci sono decine di bottiglie vuote e indumenti di qualunque tipo.

Sento alcune voci fuori dalla porta che mi sembrano familiari, spalanco gli occhi appena capisco di chi sono quelle voci... sono quelle dei genitori di Celine!

Corro verso la mia amica che sta stesa per terra con ancora una canna in bocca.

«Cazzo Ce ci sono i tuoi genitori!» a quelle parole spalanca gli occhi e si alza veloce come la luce.

«Ma non dovevano tornare domani?!» la guardo mettendomi le mani nei capelli e allarga le braccia.

«A regola si! Io provo a distrargli un po', tu- tu sveglia gli altri e metti apposto ti prego» e proprio quando dice quelle parole i suoi entrano in casa.

«Merda...» la guardo e fa lo stesso con me.

«Ma che diamine è successo qua?! Celine Shpresa Smith che hai fatto?!» urla sua madre buttando per terra le valige in segno di disperazione.

«Ehm ti, ti posso spiegare. Datemi tempo di mettere in ordine e vi spiegherò tutto» balbetta.

«Noi andiamo a farci un giro, tu sappi che sei in punizione, fino a quando lo decidiamo noi!» urla uscendo dalla porta di casa, sbattendola.

«Lei dice noi ma tanto sarà solo e unicamente quella stronza a deciderlo» sbuffa aprendo una busta.

«Che vuoi dire?» scuoto la testa mentre butto alcune bottiglie nel cestino appena aperto dalla mia amica.

«Decide tutto lei, mio padre non ha più diritto di parola da un po' di tempo oramai, da quando lui l'ha tradita con la sua collega» rompe una bottiglia.

«Non mi avevi mai detto nulla Ce» interrompo quello che sto facendo e la guardo dispiaciuta.

«Non ne volevo parlare e poi non è successo chissà quanto tempo fa» passa a svuotare tutti i posaceneri pieni di canne e sigarette spente.

«Tua madre lo ha perdonato?» le chiedo e ride.

«Mia madre è una persona che pensa solamente a come appare agli occhi degli altri. Non lo ha perdonato, anzi lo ricatta» la guardo confusa.

«Che vuoi dire? In che senso?».

«Da quando lo ha scoperto dice che per entrambi è meglio se continuano a stare insieme. Se i miei nonni paterni scoprissero che lui si è lasciato con mia mamma lo ripudierebbero» fa una pausa.

«E stessa cosa per i miei nonni materni, quindi è meglio per entrambi se stanno insieme. Però le cose vanno male, troppo male» guarda in basso.

«Sai a mia madre non frega tanto essere ripudiata dalla sua famiglia, lei gli odia. Ma per mio padre sarebbe un brutto colpo» si morde il labbro.

«E mia madre lo ricatta per questo motivo, e ci sta ancora insieme per avere uno schiavo che fa tutto quello che gli dice» la vado ad abbracciare.

«Mi dispiace così tanto Celine, non ne sapevo nulla» le accarezzo la schiena stringendola a me.

«Sta tranquilla, d'altronde come potevi saperlo?» si asciuga una lacrima e rimaniamo in silenzio a guardarci per svariati secondi.

«Dai svegliamo questi coglioni, così che ci possano dare una mano» accenna un sorriso finto e andiamo a svegliare tutti i nostri amici.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora