È passata una settimana da quella sera, inutile dire che la maggior parte del tempo lo ho passato: a piangere, a scrivergli e a parlare di lui a tutti quanti.
Non lo vedo da allora e questa cosa mi spezza il cuore, però ora sono "molto" volenterosa ad andare avanti e a dimenticarmi del tutto di lui.
Anche se una parte di me spererà sempre in un nostro ritorno e mi attribuirò tutte le colpe...
In questi sette giorni non sono andata a scuola, non sarei riuscita a sopportare il fatto di vederlo sempre davanti all'entrata, perciò mi sono data malata.
«Elizabeth è pronto da mangiare» urla mia madre dalla cucina, sospiro ed esco dalla mia stanza per andare dove ci sono mio fratello, la mamma e....
«Oh Beth lei è Teresa, Teresa lei è Elizabeth, la mia sorellina» a quel nomignolo lo guardo male.
La ragazza, che presuppongo che sia quella di cui mio fratello mi parla ogni santo giorno, è molto molto bella, ha un bel viso e dei bei capelli biondi.
Ci sediamo a tavola e mia mamma inizia a fare mille domande sulla vita della fidanzata di mio fratello.
«Oh si faccio lo sportivo, mi piace molto lo sport, sia la teoria che la pratica» risponde ad una domanda.
È bella per carità, ma è una macchinetta, parla come non so cosa, mi sto veramente per addormentare.
Appoggio la mano nella tempia e mi reggo la testa così, nel mentre Teresa continua a dire che intenzioni ha dopo aver finito il liceo e bla bla bla.
All'improvviso sento suonare il campanello e la biondina finalmente smette di parlare; «Stiamo aspettando qualcuno?» chiede mia mamma.
«Beth puoi andare te ad aprire? Grazie» sbuffo e mi alzo da tavola per poi dirigermi verso la porta.
Abbasso la maniglia e apro la porta, alla vista della persona davanti a me faccio un sorriso a trentadue denti ma cerco di nasconderlo.
«Ti giuro che ci ho provato, ci ho provato a dimenticarmi di te ma più sto senza di te più sto male» entra dentro casa e... mi bacia.
Sorrido e ricambio il bacio, mette una mano sul mio collo e senza badare alle persone a tavola mi porta in camera mia velocemente.
«Ora però ti devo punire in qualche modo...» mi butta sul letto e si toglie la giacca e la felpa.
Si mette sopra di me e gli bacio il collo, mi fa mettere sopra di lui e mette una mano dietro la mia testa per poi spingerla in basso, capisco e lo lascio fare.
Lo prendo in bocca e stringe i miei capelli per poi farmi andare sempre più a fondo, così tanto che tossisco al contattato della sua intimità con la gola.
«Così mi strozzi» rido ma a lui sembra non importare visto che continua a fare la stessa cosa.
Gli lecco la punta e poi lo prendo nuovamente in bocca, continuo così fino a farlo venire, e viene proprio dentro la mia bocca.
Mi bacia e tenta di entrare dentro di me ma lo fermo,
«Andiamo a mangiare e poi continuiamo, va bene?» sbuffa e annuisce mettendosi i pantaloni.
«Pulisciti l'angolo della bocca, sei bianca» fa una risatina e vado a vedermi allo specchio per poi pulirmi nei punti in cui c'è il liquido biancastro.
Andiamo in cucina e stavano mangiando il secondo, cosa molto strana visto che abbiamo iniziato il primo circa quindici minuti fa.
«Mamma c'è rimasto qualcosina anche per me ed Ale?» domando e lei annuisce andando a prendere il pollo nella padella sopra i fornelli.
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Incapable of Loving
Romansa«Perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.» Elizabeth Bianchi. Il ragazzo che viene considerato il puttaniere per eccellenza, e la ragazza che viene considerata perfetta agli occhi di molti. Entrambi notte, ma lei le st...
