Capitolo 94

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È passata una settimana da quella sera, inutile dire che la maggior parte del tempo lo ho passato: a piangere, a scrivergli e a parlare di lui a tutti quanti.

Non lo vedo da allora e questa cosa mi spezza il cuore, però ora sono "molto" volenterosa ad andare avanti e a dimenticarmi del tutto di lui.

Anche se una parte di me spererà sempre in un nostro ritorno e mi attribuirò tutte le colpe...

In questi sette giorni non sono andata a scuola, non sarei riuscita a sopportare il fatto di vederlo sempre davanti all'entrata, perciò mi sono data malata.

«Elizabeth è pronto da mangiare» urla mia madre dalla cucina, sospiro ed esco dalla mia stanza per andare dove ci sono mio fratello, la mamma e....

«Oh Beth lei è Teresa, Teresa lei è Elizabeth, la mia sorellina» a quel nomignolo lo guardo male.

La ragazza, che presuppongo che sia quella di cui mio fratello mi parla ogni santo giorno, è molto molto bella, ha un bel viso e dei bei capelli biondi.

Ci sediamo a tavola e mia mamma inizia a fare mille domande sulla vita della fidanzata di mio fratello.

«Oh si faccio lo sportivo, mi piace molto lo sport, sia la teoria che la pratica» risponde ad una domanda.

È bella per carità, ma è una macchinetta, parla come non so cosa, mi sto veramente per addormentare.

Appoggio la mano nella tempia e mi reggo la testa così, nel mentre Teresa continua a dire che intenzioni ha dopo aver finito il liceo e bla bla bla.

All'improvviso sento suonare il campanello e la biondina finalmente smette di parlare; «Stiamo aspettando qualcuno?» chiede mia mamma.

«Beth puoi andare te ad aprire? Grazie» sbuffo e mi alzo da tavola per poi dirigermi verso la porta.

Abbasso la maniglia e apro la porta, alla vista della persona davanti a me faccio un sorriso a trentadue denti ma cerco di nasconderlo.

«Ti giuro che ci ho provato, ci ho provato a dimenticarmi di te ma più sto senza di te più sto male» entra dentro casa e... mi bacia.

Sorrido e ricambio il bacio, mette una mano sul mio collo e senza badare alle persone a tavola mi porta in camera mia velocemente.

«Ora però ti devo punire in qualche modo...» mi butta sul letto e si toglie la giacca e la felpa.

Si mette sopra di me e gli bacio il collo, mi fa mettere sopra di lui e mette una mano dietro la mia testa per poi spingerla in basso, capisco e lo lascio fare.

Lo prendo in bocca e stringe i miei capelli per poi farmi andare sempre più a fondo, così tanto che tossisco al contattato della sua intimità con la gola.

«Così mi strozzi» rido ma a lui sembra non importare visto che continua a fare la stessa cosa.

Gli lecco la punta e poi lo prendo nuovamente in bocca, continuo così fino a farlo venire, e viene proprio dentro la mia bocca.

Mi bacia e tenta di entrare dentro di me ma lo fermo,
«Andiamo a mangiare e poi continuiamo, va bene?» sbuffa e annuisce mettendosi i pantaloni.

«Pulisciti l'angolo della bocca, sei bianca» fa una risatina e vado a vedermi allo specchio per poi pulirmi nei punti in cui c'è il liquido biancastro.

Andiamo in cucina e stavano mangiando il secondo, cosa molto strana visto che abbiamo iniziato il primo circa quindici minuti fa.

«Mamma c'è rimasto qualcosina anche per me ed Ale?» domando e lei annuisce andando a prendere il pollo nella padella sopra i fornelli.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora