Questo pomeriggio le mie amiche sono venute da me e abbiamo parlato del più e del meno con una canna in mano e delle birre nell'altra.
O almeno, loro hanno fumato, io no, proprio perché questa sera sono a mangiare da Alessandro e voglio evitare che Maddalena e gli altri li vedano fatta.
Si fa l'ora di andare e insieme alle mie amiche esco di casa, mi sono truccata leggermente e indosso una gonna di jeans con sopra un maglione nero.
Arrivo a casa sua e come sempre da oramai un paio di settimane, c'è il ricciolino ad aspettarmi di sotto.
«Ancora con questa voglia di fare il bodyguard?» sorrido ed annuisce, mi esamina da capo a piedi.
«Sei stupenda» posa un bacio sul mio collo.
Gli prendo la mano e vado avanti, salgo le scale e arrivo davanti la porta di casa sua.
Ci apre Maddalena che appena mi vede mi abbraccia e stessa cosa per il fratellino Giuseppe.
«Dai a tavola che è già tutto pronto da mangiare!» esclama la mamma; Alessandro va in bagno mentre il piccoletto di siede, ma manca uno... Antonio.
«Cara potresti andarmi a chiamare Anto? Grazie mille» annuisco e mi alzo da tavola.
Busso svariate volte alla porta ma non ho nessuna risposta, perciò apro e lo vedo a petto nudo con solo un asciugamano in vita.
Oh dio mio.
«Ehm è pronta- è pronta la cena» chiudo gli occhi.
«Mi puoi prendere le mutande nel cassetto per favore? Sono nel terzo» annuisco e vado a prenderle, ma quando gliele porgo fa cadere l'asciugamano.
Resta completamente nudo davanti a me, mi gratto il sopracciglio e balbettando esco dalla stanza.
«Sta- sta arrivando» mi siedo a tavola e dopo poco arrivano sia l'uno che l'altro. Ale si mette di fronte a me, mentre Anto di fianco a me.
Iniziamo un discorso fino a quando sento qualcosa di freddo toccarmi l'interno coscia, mi guardo a fianco e vedo che Antonio ha entrambe le mani sulla tavola, al che guardo il ricciolo e vedo un ghigno.
«Ale a te quindi come sta andando il campionato? È da un po' che non ne parliamo» lo guarda Madda.
Allargo le gambe e faccio mettere il suo piede nella mia intimità, che inizia a massaggiare con una bravura che potrebbe farmi venire subito.
«Siamo secondi sta andando bene. Ora fra poco dovremmo avere l'ultima partita che deciderà se arriveremo primi oppure secondi» afferma.
Ma nel parlare non distoglie mai lo sguardo da me.
Che nel mentre cerco di coprire in tutti i modi i gemiti che mi stanno uscendo fuori dalla bocca.
Gli tolgo il piede da sotto non appena vedo sua mamma rivolgermi lo sguardo per dirmi qualcosa, a questo gesto lo vedo ghignare.
La cena finisce e io e Alessandro andiamo in camera sua, poso la testa sul suo petto mentre guardo insieme a lui instagram dal suo telefono.
Vedo arrivare una notifica da un certo "Marco" e leggo che c'è scritto "Quando ci vediamo?" lui toglie immediatamente il messaggio e disattiva le notifiche.
Ci rifletto un po' e mi viene in mente che lui non ha amici che si chiamano in questo modo...
«Chi è Marco?» mi alzo dal letto.
«Un mio amico. Perché me lo chiedi?» scuote la testa e lo guardo; «Ah si? Allora fammi leggere le chat con questo "tuo amico» affermo.
«Ma sei seria?» corruga la fronte.
«Fammi leggere» cerco di prendergli il telefono di mano ma lo allontana, al che lo guardo schifata.
«Vaffanculo Alessandro. Pensi di pigliare me per il culo? Non esiste nessun Marco!» esclamo e dalla rabbia butto in terra la sedia in camera sua.
«Ma te sei scema» esco di camera sbatacchiando la porta e vedo Maddalena e Giuseppe che mi guardano straniti, forzo un sorrisetto.
«Ehm buonanotte grazie di tutto» ricambiano il saluto ed esco di casa in lacrime, ma sento aprire la porta e il ricciolino mi affianca.
«Non ti voglio vedere lo capisci?!» alzo la voce.
«Non mi interessa, voglio vedere che non ti succeda nulla» sbuffo e vado verso il mio motorino.
Tenta di baciarmi ma mi stacco e vado via.
Arrivo a casa e scoppio in lacrime, ho mille paranoie in testa che mi fanno avere ripensamenti sulla persona per cui darei la mia stessa vita...
Mi sta tradendo di nuovo?
Penso che se dovesse succedere non ce la farei ad andare avanti... io ho sbagliato moltissime volte, e mi sento una merda per questo.
Se mai mi dovesse tradire penso proprio che me lo sono meritata. Sono sempre stata io la prima ad andare con altri... sempre io.
Elimino tutti questi brutti pensieri e tento di dormire, inutile dire che fatico molto a farlo.
-
Arriva giovedì ed è da due giorni che evito tutti i messaggi di Alessandro, e a scuola neanche lo saluto, sono incazzata nera con lui.
Sono qua a casa del mio amico Rayan e stiamo ridendo e scherzando, i miei amici e le mie amiche mi aiutano molto a distrarmi da questa litigata.
Vedo arrivarmi un messaggio da parte sua; "Scendi".
Entro nell'app della posizione e realmente è sotto casa di Rayan, sospiro e avverto i miei amici di questa cosa, al che si lamentano.
«Vado e torno» dico mettendomi le scarpe.
Scendo e appena esco dal portone mi viene incontro,
lo esamino bene e noto le sue nocche completamente aperte... brutto segno, molto brutto.
«Hai di nuovo tirato pugni su qualcosa?» decido di mettere da parte l'arrabbiatura e di preoccuparmi.
Annuisce e sospiro.
«Sei tu a rendermi arrabbiato... insomma è tutta la situazione. Facciamo pace e non pensiamoci più. Voglio solo te» si avvicina alla mia faccia.
«Ti odio» scuoto la testa e poso le mie labbra sulle sue, a questo gesto sorride mette una mano sopra il mio seno stringendolo.
«Vieni via con me» sussurra ad un centimetro dalla mia bocca, scuoto la testa e lo bacio nuovamente, e quando sta per staccarsi mi "tira" il labbro inferiore.
«Dai vado su. Okey? Noi ci vediamo domani» sbuffa e mi lascia andare, una volta salita in casa riprendo a parlare con i miei amici come se nulla fosse.
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Incapable of Loving
Storie d'amore«Perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.» Elizabeth Bianchi. Il ragazzo che viene considerato il puttaniere per eccellenza, e la ragazza che viene considerata perfetta agli occhi di molti. Entrambi notte, ma lei le st...
