Capitolo 29

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Sento l'acqua a bollore cadermi addosso lasciandomi dei segni rossastri su tutto il corpo.

Nel mentre penso alla "discussione" avuta poco fa con Alessandro, nei suoi occhi c'era un misto fra rabbia e malinconia.

Scuoto la testa e smetto di pensarci.

Mi insapono tutto il corpo e i capelli, e dopodiché esco dalla doccia.

Vedo vari messaggi sul gruppo delle mie amiche in cui dicevano che oggi saremmo andate a mangiare da Celine, perciò mi metto le prime cose trovate nell'armadio e mi dirigo verso casa della mia amica.

«Ciao Celine» la saluto e mi siedo sul divano insieme alle altre, guardo Tessa che si sta accendendo la sigaretta e la voglia mi sale.

Ma no, dovevo vincere questa scommessa senza barare.

«Ma stasera alla fine siete tutte occupate e non potete uscire?» domando.

Rispondo tutte di sì e sbuffo.

«Mi sono lasciata con Giulio» comunico a tutte quante, ma loro non sono affatto sorprese della cosa.

«Eh dopo quello che hai fatto alla festa per il compleanno di Tessa ci credo» si fa scappare una risatina Celine, seguita poi da tutte le altre.

«Che cosa c'è fra te e l'Arrigoni?» va al punto Noemi.

«Non ne ho idea, ieri sera mi sono fermata a dormire da lui e vabbè l'abbiamo fatto» tutte quante spalancano gli occhi.

«Però stamattina abbiamo litigato» muovo il piede, segno che sono nervosa.

«Tieni, sei nervosa» Celine mi passa una sigaretta ma scuoto la testa.

«Perché avete litigato?» domanda curiosa Madison.

«Gli ho chiesto chi fosse una ragazza che mi aveva nominato Antonio la sera prima, e da lì si è innervosito ed ha alzato la voce» sospiro.

«Ma vedrai che non è nessuna quella ragazza» mi tranquillizza Madison e annuisco.

«Ragazze è pronta la pasta, venite!» esclama Celine e tutte quante ci avviamo verso la tavola.

«Ma Cami quando ritorna?» chiedo.

«Dovrebbe tornare domani, a regola» risponde Tessa mentre mangia.

Finito di mangiare, ci mettiamo sul divano ed iniziamo a parlare del più e del meno.

-

Ritorno a casa verso le otto e mezza, ed inizio a prepararmi per questa sera.

Decido di mettermi una tutina rossa un po' trasparente, con il davanti e i fianchi fatti a buchi e gli stivali neri.

Si fa ora di andare e dopo aver preso la borsa esco di casa per poi guidare con il motorino fino alla discoteca, che non dista molto da casa mia.

Entro dentro e la musica invade le mie orecchie.

Intravedo Alessandro con tutti i suoi amici e mi dirigo verso di loro.

«Ciao» alzo la voce per farmi sentire.

«Ciao Elizabeth» mi saluta prima uno e poi tutti gli altri, Alessandro fa finta di non avermi sentita e continua a guardare in pista.

«Ciao eh» lo guardo ma ancora un volta non mi degna di una risposta.

«Stasera è così, vieni con noi» sorride Ismael porgendomi una mano, che afferro sorridendo e vado in pista con gli altri.

«Ci conosci tutti?» domanda Ismael ballando.

«No» rispondo scuotendo la testa, e inizia a presentarmi i suoi amici uno ad uno.

«Lui è Rahim, è una testa di cazzo però se lo conosci è simpatico dai» il ragazzo mi porge la mano e gliela stringo guardandolo negli occhi.

«E infine lui è Justin, sembra carino ma è un vero figlio di puttana» scherza indicandomi quest'ultimo.

«Posso farti una domanda?» chiedo schietta.

«Certamente bambolina» sorrido al soprannome che mi ha appena dato.

«Chi è Giuliana?» a quel nome alza gli occhi al cielo.

«Una ragazza che poco fa usciva con noi, è una vera troia» risponde e mi faccio scappare una risatina, ma era serio.

«Sono serio» dice ridendo.

«Possiamo andare un attimo fuori? Non capisco molto, la musica è troppo alta!» annuisce e ci dirigiamo verso l'uscita.

«Che legame ha lei con Alessandro?» cerco di capire.

«Non sono io a doverti dare una risposta... chiedilo ad Ale» sbuffo a quelle parole.

«Dai rientriamo dentro» annuisco e sento sfiorarmi il suo braccio nella schiena.

La serata continua e mi sto divertendo molto.

«Che coglione!» scoppio a ridere dopo una cosa detta da Adama.

Ma cesso la risata nel momento in cui vedo una ragazza provarci con il ricciolino, gli si stava letteralmente strusciando addosso.

«Che puttana» mi alzo di scatto e vado verso di lei.

«Scusami... è occupato» do dei colpetti alla spalla della tipa facendola girare verso di me.

«Ah si? E perché la sua ragazza non sta ballando con lui?» capisco che mi sta pigliando per il culo e ciò mi fa incazzare a bestia.

E senza dire nulla, le tiro uno schiaffo forte in faccia.

«Ma che problemi hai?» mi tira uno spintone e vengano in soccorso tutte le sue amiche.

«Tu sei il problema» le vado addosso e la faccio cadere a terra, mi alzo e inizio a riempirla di calci, ma le sue amiche mi fermano e mi spingono.

«Che pensi di fa?!» mentre una mi bloccava l'altra mi tira uno schiaffo e in risposta le tiro un calcio nella pancia con il tacco.

«Oh basta!» si intromette Alessandro spingendo la ragazza che mi stava tenendo.

«Ti ammazzo!» urlo mentre lui mi sta portando via dalla discoteca con forza, seguito da tutti i suoi amici.

«Lasciami» urlo mentre mi dimeno.

«Smettila Elizabeth!» alza la voce lui lasciandomi andare una volta arrivati fuori.

«Ti sei deciso a parlarmi eh?! Se per parlarmi ti serviva questo lo facevo prima» lo spingo violentemente.

«Perché sai, è da quando sono arrivata che non mi degni di una cazzo di parola! È per Giuliana? Si può sapere chi cazzo è questa puttana?!» butto fuori tutta la rabbia che avevo accumulato questa sera.

«Ti ho detto che non la devi nominare» mi sbatte a muro con forza sotto lo sguardo di tutti i suoi amici che ci guardano da lontano.

«È la tua cazzo di fidanzata?!» domando e lui sembrava impassibile alla mia domanda.

«Vaffanculo!» senza dargli il tempo di rispondere lo spingo nuovamente e vado verso i suoi amici, ma mi blocca prendendomi per il polso.

Lo guardo e mi dimeno dalla sua presa, sento gli occhi bagnarsi.

Saluto i suoi amici e appena arrivo a casa scoppio a piangere, stavo già male per lui e non eravamo neanche fidanzati...

Cara Elizabeth... questo è solo l'inizio.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora