Capitolo 100

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«Perché non esci stasera?» chiedo a Alessandro al telefono, nel mentre sono ad un bar della nostra città con i miei amici e molte altre persone.

«Lo sai che se il giorno dopo ho una partita non esco, mi devo riposare.» afferma e sospiro.

«Se vuoi, verso le dieci e mezza vieni sotto casa mia e stiamo insieme. Non ti faccio salire perché Giuse si è preso la febbre e finalmente si è addormentato».

«E se sali si fa casino e non ho voglia, va bene? Dimmi appena sei giù» gli rispondo con "ok", attacco e riprendo a parlare con tutti i miei amici.

«No, non la dovevi perdonare a quella troia. Hai presente che cazzo ha fatto?!» si innervosisce Said e alzo le spalle guardando altrove.

«Non voglio vivere con il rancore, l'ho perdonata ma questo non vuol dire che ci sono di nuovo amica» mi porto alla bocca la sigaretta presa dal pacchetto.

«Va be fai come ti pare» sbuffa il mio amico.

Si fanno le dieci e mezza e saluto tutti i miei amici, vado al mio motorino e guido fino a casa di Ale, che dista pochi minuti dal luogo in cui sono.

Appena arrivata mando un messaggio al ricciolino e dopo poco lo vedo scendere, è così bello anche con il pigiama e pronto per andare a dormire.

Ci salutiamo.

«Domani mi vieni a vedere? Gioco la mattina» si mette davanti a me, io sono seduta sul motorino.

«Mh non credo. È domenica e mi voglio risposare, anche perché domani a pranzo vado in spiaggia, tu e gli altri venite?» annuisce e mi bacia.

Il bacio diventa più aggressivo e mette la sua mano sotto il mio giubbotto, fino poi farla passare a dentro i pantaloni, al che mi guardo intorno.

«Me lo vuoi fare qui?» sussurro.

«Ti ricordo che mi hai scopato e fatto un pompino su un parco la sera di capodanno e anche in quella piazza a Napoli... che sarà mai» ghigna e mette due dita dentro di me.

«Cazzo...» metto la testa nell'incavo fra il suo collo e la sua spalla e gemo nel suo collo, questa cosa sembra farlo eccitare visto che aumenta di velocità.

Dopo un po' vengo e appena lo faccio mi bacia.

«Ora dove vai? A casa?» domanda guardandomi e scuoto la testa; «Vado al fondo di un mio amico».

Sbuffa e lo guardo stranita.

«Che c'è?» sospiro.

«Niente. Divertiti, ciao ti amo» sorrido e gli do un bacio per poi andare via con il mio motorino.

Ero sicura che mi facesse scenate invece non ha detto nulla, beh alla fine meglio così.

-

Arriva lunedì, il giorno peggiore in assoluto a parer mio, dove tutta la settimana inizia nuovamente.

Mi sveglio per via della sveglia impostata la sera prima; mi alzo e vado a prepararmi per andare a scuola e una volta pronta esco di casa.

Vedo Alessandro e alcuni suoi amici e gli vado incontro per salutare il mio fidanzato, ma appena mi vede toglie nervosamente il telefono di mano.

«Ciao. È tutto ok?» scuoto la testa e annuisce.

Mi da un bacio a stampo e saluto gli altri, ad un certo punto sento squillare il telefono del ricciolino e vedo che me lo passa, lo ha chiamato Hardin.

«Ha detto che ti deve dire una cosa» gli prendo il cellulare e me lo metto all'orecchio confusa.

«Non potevi chiamarmi a me?» domando.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora