Capitolo 66

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«Dai basta piangere per persone che mi vogliono solamente far del male... ora ci andiamo a prepare, andiamo in discoteca e ci ubriachiamo fino a non restare in piedi!» mi asciugo le lacrime.

«Bell'idea Beth!» esclama Celine e tutte quante ci alziamo dal letto e andiamo in camera mia.

«Non so cosa mettermi cazzo!» sbuffo mentre frugo nel mio armadio in cerca di qualcosa da indossare, ma sfortunatamente non trovo nulla.

Improvvisamente vedo tutto rosso, scuoto la testa e cade la tutina che mi ha appena lanciato Madison.

«Questa ti starebbe da dio.» afferma poi, annuisco e me la metto per poi passare le mani lungo il mio corpo, in effetti mi stava molto bene.

Continuiamo a prepararci, e una volta fatta l'ora, usciamo di casa e con i motorini ci dirigiamo verso la discoteca in cui saremmo dovute andare.

«Hey ragazze siamo qua!» urla Mattheo per farsi sentire, gli raggiungiamo e ci mettiamo in fila.

«Oggi sono andata alla partita di Alessandro» confesso a Nicolò che appena mi sente sbuffa scuotendo lentamente la testa.

«Non capisci nulla» afferma con freddezza.

«Perché scusa? Ci teneva che io andassi, cioè sono andata ad una sua partita mica mi ci sono rimessa insieme» lo guardo male.

«Fai come ti pare, tanto non ascolti nessuno. Quando poi ti farà stare male di nuovo non dire che te lo avevo detto» entra dentro.

Sospiro e poco dopo entro pure io, e dopo non molto mi dirigo verso il bancone degli alcolici per prendere qualche drink che mi faccia divertire e dimenticare.

«Hey» sento una voce maschile sconosciuta, mi giro e vedo un ragazzo molto carino che si sta mettendo a sedere di fianco a me.

«Hey ciao» bevo un po' del cocktail dalla cannuccia.

«Piacere Julien, tu sei Elizabeth giusto?» annuisco confusa e mi sorride per poi rivolgere lo sguardo al barista che sta pulendo un bicchiere.

«Due drink per me e la ragazza affianco a me» il barman annuisce e poco dopo ci fa trovare sul tavolo due cocktail pronti.

«Come fai a conoscermi?» gli domando.

«Sono amico di un amico del tuo ex, a proposito, mi dispiace che sia finita in questo modo fra voi due, lui non sa cosa si è perso» si sistema i capelli.

«Già, tu e lui vi siete mai parlati?» lo guardo.

«Beh vedi io e lui ci siamo picchiati svariate volte, sempre per colpa sua, si incazzava per motivi stupidi e se la prendeva con tutti.» beve un sorso.

«Un giorno per sbaglio gli ho pestato il piede e da lì è successo il casino, da quel momento in poi fra noi due non scorre buon sangue.» annuisco.

«Se scopre che sto parlando con te infatti mi fa fuori» faccio una faccia stranita.

«Che vuoi dire scusa?» scuoto la testa non capendo e sospira per poi dare un altro sorso al miscuglio d'alcol che ci aveva preparato il barista.

«Ha minacciato gran parte di ragazzi di non avvicinarsi a te, e se lo avessero fatto lui gli avrebbe spaccati di botte» spalanco la bocca a quella parole.

«E visto che la maggior parte dei ragazzi non vuole avere problemi con lui perché hanno paura dei suoi amici e di lui, ti stanno alla larga» conclude.

«Io non ci credo... scusami un attimo» mi alzo dalla sedia ed esco dalla discoteca prendendo il telefono dalla mia borsetta.

Chiamo Alessandro e mi risponde dopo neanche un secondo che è partita la chiamata.

«Pronto? Dimmi» afferma con voce calma.

«Chi cazzo sei per minacciare i ragazzi di non provarci con me? Eh?!» gli urlo contro e sta per svariati secondi zitto.

«Due minuti e arrivo alla discoteca in cui sei te, parliamo e poi ti fai una tua idea. Non rimbeccare» attacca subito e dal nervoso butto il telefono in terra.

Passano un po' di minuti.

«È tutto apposto?» sento la voce di Julien da dietro e mi giro verso di lui annuendo.

«Si si è tutto apposto» gli vado incontro.

Appena vedo arrivare Alessandro mi butto fra le labbra del ragazzo davanti a me, che ricambia il bacio e poggia le sua mani nel mio fondoschiena.

Poco dopo sento stringermi con forza il braccio dal ricciolino e senza dire nulla mi allontana da Julien.

«Che cazzo fai?!» lo spingo nervosa.

«Che cazzo fai tu, prima vieni alla mia partita, mi baci e poi ti fai un altro davanti ai miei occhi.» alza la voce senza mai distogliere lo sguardo dai miei occhi.

«Per prima cosa mi hai baciato tu non io, e seconda cosa posso baciare chi voglio perché ti ricordo che tu sei stato il primo a farlo!» gli urlo addosso.

«E sto provando a farmi perdonare cazzo! Lo sto facendo davvero!» gesticola.

«Vuol dire che quello che stai facendo non è abbastanza! Io ti odio con tutto il mio cuore te lo ficchi in quella testa malata Alessandro?!» sospiro.

Rimaniamo alcuni secondi in silenzio e prendo un pacchetto di sigarette dalla mia borsa, nel mentre mi scendono delle lacrime dagli occhi.

La porto alla bocca e lui segue con lo sguardo ogni mio movimento, la accendo e cerco di smettere di piangere, ma fallisco miseramente.

«Hai perso.» afferma e spalanco gli occhi ancora più infuriata dopo aver sentito ciò.

«Scusami?!» lo guardo delusa e innervosita.

«La scommessa che abbiamo fatto sul fumare... te la ricordi? Io non l'ho infranta neanche un giorno, perciò come penitenza torna da me» fa una pausa.

«Ti prego» conclude e lo guardo scuotendo la testa.

«Io e te abbiamo chiuso. Sto imparando a conviverci con questa cosa, impara a farlo pure tu» gli do una pacca sul petto e lo sorpasso.

«Io ti aspetterò per sempre Elizabeth e farò di tutto per farmi perdonare da te. Quando sarai pronta a perdonarmi io ci sarò» sento dire alle mie spalle.

Chiudo gli occhi e diverse lacrime mi bagnano le guance, le asciugo e ritorno dentro a ballare.

Finalmente si fa l'ora di andare via e io e tutte le mie amiche andiamo a casa di Celine, posto in cui avremmo dovuto dormire questa notte.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora