«Resti qua a mangiare? Mia mamma non vede l'ora di rifare una cena con te» domanda mentre mi passava un paio di suoi pantaloni della tuta.
«Si certo, è sempre un piacere sparlare di te con tua mamma» rido mentre mi mettevo i pantaloni, che mi cadono essendo troppo grandi.
«È destino che devi stare in mutande» mi giro e mentre dice ciò guarda il mio fondoschiena.
«Che scemo» vado verso di lui e mi prende per i fianchi, mi avvicino alla sua faccia e spalanco gli occhi appena vedo una cosa.
«Che è?» domanda in allerta.
«Amo ti sono cresciuti i baffetti» passo le dita sopra quella zona precisa del viso.
«E?» non capisce, lo guardo sorridendo e appena capisce quello che volevo fare scuote la testa in disaccordo, ma senza ascoltarlo vado a prendere la ceretta che usava sua mamma.
«Anche se sarebbe per le gambe va bene lo stesso, tu sdraiati e fai fare a me» taglio un pezzo di ceretta per farlo più piccolo e sbuffando si stende nel letto.
Gli vado incontro e mi metto sopra di lui per poi avvicinarmi alla sua faccia e mettergli il foglio pieno di cera sopra i baffi.
«No Elizabeth mi fai male» si lamenta.
«Che fichetta che sei Alessandro... al mio tre. Uno!» e dopo aver detto il primo numero tiro via la ceretta e fa un urletto che mi fa scoppiare a ridere.
«Sembri una femmina» continuo a ridere e lo vedo guardarmi con degli occhi che mi sciolgono...
«Ridi ridi. Tanto prima o poi sarà il mio turno di farti soffrire quanto stai facendo con me» scherza e prendo un'altra ceretta per l'altra parte del viso.
«Perché non me li posso fare con la lametta?!» sbuffa e senza preavviso gli metto il foglio appiccicoso in faccia e picchia le mani sul letto.
«Perché poi mi fai male quando ti bacio» rispondo e strappo subito.
«Finito! Ora sei perfetto» faccio per alzarmi ma le sue mani sui fianchi me lo impediscano, lo guardo e lui fa lo stesso.
«Visto che sono stato tanto bravo ho bisogno di una ricompensa» si morde il labbro e gli tocco la punta del naso con l'indice.
«Hai già ritirato il tuo premio poco fa non barare» gli do un bacio sulla guancia e mi alzo dal letto.
«Ci stavo pensando prima... hai mai infranto la nostra scommessa?» gli chiedo e mi accovaccio per prendere la ceretta che mi era caduta.
«Elizabeth però così te le cerchi proprio» lo vedo dallo specchio guardarmi il culo e passarsi le mani su tutta la faccia.
E per provocarlo faccio finta di cercare qualcosa sotto il mobile e lo vedo alzare gli occhi al cielo.
«Non hai risposto alla mia domanda» mi alzo e poso sulla scrivania il foglio con la cera che mi era caduto in terra poco fa.
«Hai perso la scommessa o no?» gli vado incontro e mi avvicino a lui a gattoni.
«No, e tu invece? Io mi ricordo di si» poggia una mano sul mio culo e la situazione si ribalta, questa volta è lui sopra di me.
«Ma non è vero... non l'ho mai infranta» faccio spallucce e fa una risatina.
«Ferragosto? Mi sa che devi iniziare a scendere principessa» fa un ghigno divertito e roteo gli occhi per poi dargli una spinta e farlo ritornare al posto dove era steso prima.
«Avevamo detto che ferragosto era un'eccezione, perciò lo è. Ed io non ci credo che non hai toccato ancora una sigaretta» mi siedo sopra di lui.
«E invece mi dispiace per te. Per quanto impazzisco ogni volta che i miei amici ne accendano una, non ti voglio dare la soddisfazione di vincere» si avvicina al mio orecchio e sussurra ciò.
«Perché sia chiaro, qualsiasi cosa che io voglia tu la fai anche senza scommessa quindi non avrebbe senso» posa la mano nelle mie tette e gliela scanso.
«Vedremo» mi avvicino alla sua faccia e poco dopo entra nella stanza sua mamma con il fratellino e mi metto composta nel letto.
«Oh ehm ciao ragazzi» le scappa una risatina e vedo il fratellino di Alessandro avvicinarsi verso di me per poi abbracciarmi.
«Beth!» sorrido.
«Dai Giuse andiamo... si mangia fra due orette, ho ordinato la pizza. Cara ti va bene?» domanda Maddalena socchiudendo la porta.
Annuisco e sorride, fa per uscire dalla stanza ma poi inizia nuovamente a parlare.
«Ale stasera ti voglio presentare il mio nuovo compagno e sua figlia... mi raccomando» questa volta esce dalla stanza veramente e vedo il ricciolino incupirsi dopo quella frase.
«Che figure di merda mi fai fare Alessandro» cerco di sdrammatizzare sbuffando per poi andare verso la finestra e lo sento ridere.
«Sei tu che mi sei salita sopra» continua a ridere.
«Beh non dovevi farmi i salire!» scuoto la testa e fa una faccia confusa che mi fa scoppiare a ridere.
«Sei felice che tua mamma abbia un nuovo compagno?» gli chiedo avvicinandomi nuovamente a lui che si era seduto sul bordo del letto.
«Si merita un uomo che la faccia star bene... ma se è un coglione faccio un casino» mi siedo accanto a lui.
«Tu con il compagno di tua mamma?» domanda a sua volta posando lo sguardo su di me.
«Non è così male, è simpatico e mi compra un sacco di cose... guarda questo!» gli indico l'anello che portavo al dito e che mi aveva regalato Armando.
«Però non sono ancora pronta a vivere insieme a lui, di vederlo al posto di mio padre...» annuisce e lo faccio a mia volta.
«Andiamo a fare la doccia?» alzo le sopracciglia alla sua domanda e lo guardo mentre si alza e si mette davanti alla mia figura.
«Vai a fare la doccia semmai» lo correggo.
Si avvicina a me e mi alza la testa con due dita, per poi arrivare a pochi centimetri e avvicinarsi al mio orecchio per sussurrarmi qualcosa:
«No, andiamo... la voglio fare con te» prende la mia mano e correndo mi porta in bagno, dove chiude a chiave la porta alle sue spalle.
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Incapable of Loving
Romance«Perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.» Elizabeth Bianchi. Il ragazzo che viene considerato il puttaniere per eccellenza, e la ragazza che viene considerata perfetta agli occhi di molti. Entrambi notte, ma lei le st...
