È letteralmente tutta la serata che sto piangendo come una fontana, il mio istinto mi dice che fra Giuliana e Alessandro c'è ancora qualcosa, e questa cosa mi fa molto male.
E questa cosa non succedeva dalla morte di papà...
Alessandro mi sta continuando a mandare messaggi spam che io ovviamente ignoro.
Sento una notifica con un suono diverso, e fra le lacrime clicco su di essa e vedo che cosa mi aveva mandato un'amico di Alessandro.
Il messaggio è una foto del ricciolino con una birra in mano che sembrava stesse parlando con Rahim.
E come descrizione c'è scritto "Non fa altro che parlare di te, ed è da due ore che lo fa. Vienitelo a riprendere non ce la faccio più".
Faccio un sorrisino e le mie lacrime smettano di scendere, videochiamo Rahim che mi risponde subito e davanti allo schermo comprare Alessandro ubriaco.
«Amoreeee perdonami per favoree!» mi guarda.
«Rahim portalo a casa mia, se ritorna così sua mamma lo uccide. Ti mando l'indirizzo» annuisce per poi staccare la chiamata e mandargli l'indirizzo.
«Non lo portare tardi» gli scrivo.
Dopo mezz'ora neanche sento suonare il campanello, vado ad aprire e vedo Rahim che tiene Alessandro davanti alla porta.
«Grazie, faccio io» sbadiglio per poi reggere il ricciolo ubriaco marcio davanti a me.
«Buonanotte» dico al suo amico che sorride.
«Piccola ho sete» appena sento il nomignolo con cui mi ha chiamata mi fermo e sento una sensazione piacevole nello stomaco.
«Aspettami in camera, ti porto un bicchiere d'acqua io» annuisce e barcollando va in camera.
Gli prendo un bicchiere d'acqua e lo raggiungo nella mia stanza dove lo trovo sdraiato a peso morto nel letto, con indosso ancora le scarpe.
«Tieni, alzati per bere però» lo tiro su e beve.
«Hai pianto?» domanda curioso vedendo i miei occhi molto gonfi e rossi.
«No no. Buonanotte» gli accarezzo i capelli e mi stendo, poco dopo lui fa lo stesso e circonda i miei fianchi con le sue mani.
«Mi fai impazzire Elizabeth» e dopo aver detto ciò, si addormenta.
-
La mattina dopo mi sveglio per colpa della luce del sole che mi era andata in faccia.
Controllo l'orologio e mi alzo di scatto non appena vedo l'ora che segnavano le lancette, erano le due e mezza del pomeriggio.
«Ale! Ale alzati. Sono le due e mezza!» lo sveglio mentre mi tolgo il pigiama.
«Lasciami dormire» si gira dalla parte opposta.
«No devi andare. Alle tre e mezza vengono mia mamma e mio fratello!» esclamo facendolo alzare.
Mia madre era a dormire dal suo fidanzato, mentre Hardin era andato da un suo amico stretto per festeggiare il compleanno di questo ragazzo.
«Dove vai?» chiede ancora assonnato mentre vedeva che mi stavo vestendo.
«Da Madison. Me ne sono completamente scordata» tiro i capelli all'indietro mentre cercavo il reggiseno tra i cassetti.
«Ale passami il reggiseno» gli dico non appena vedo il reggiseno piegato nel comodino, e dopo aver detto ciò mi tolgo la maglietta.
Ma lui rimane impalato a guardare la mia parte nuda, alche sorrido ripetendogli la frase di prima.
«No, preferisco vederti così» fa spallucce mentre non distaccava lo sguardo dal mio seno neanche per un secondo.
«Allora la gente mi vedrà senza reggiseno» vado verso l'armadio per prendere qualche top ma lo sento sbuffare e mi ritrovo il reggiseno in faccia.
«Grazie» sorrido per poi mettermelo addosso.
Indosso dei pantaloni della tuta grigio chiaro con sopra un top bianco abbastanza scollato.
«Dove vai con questo top?» mi guarda dall'alto verso il basso soffermandosi sul punto della scollatura e sul mio fondoschiena.
«Da Madison. Te l'ho già detto» dico ovvia mentre sbuffavo e mi sistemavo il top.
«Non mi piace come vai a giro Elizabeth, sei troppo scollata» mi avvicino a lui e appena salita sul letto gattono verso la sua figura.
«E a me non me ne frega un cazzo» gli do un bacino sulla guancia per poi rialzarmi e mettermi le scarpe.
Vado in bagno e lo sento seguirmi.
«Ce l'hai uno spazzolino in più per me?» domanda.
«Uhm si. Dovrei avere... questo!» tiro fuori da un mobile uno spazzolino di cars.
«Bello cars. Grazie» scherza per poi iniziare a lavarsi i denti come già stavo facendo io.
«Ma perché hai uno spazzolino del genere?» appiccica la molla che aveva sotto al mobile del bagno e scoppio a ridere.
«Ogni anno viene qua per una settimana il figlio di un amico di mamma perché loro vanno in vacanza da soli.» rispondo.
«Non è usato» scuoto la testa non appena vedo la faccia schifata di Alessandro.
Appena ho finito di prepararmi vado in cucina per bere un bicchiere d'acqua, apro il frigo e prendo l'acqua per poi prendere anche un oki.
«Ti fa male la testa?» gli domando e annuisce mentre la massaggiava.
«Tieni.» butto la polverina dentro il bicchiere d'acqua, e appena si dissolve dentro di essa beve.
«Dai andiamo» prendo le chiavi di casa e del motorino ed esco prima di lui.
«Mi porti a casa?» domanda Alessandro mentre scendeva le scale di fretta, proprio come stavo facendo io.
«Eh va bene» accetto aprendo la sella del motorino per prendere il casco.
Saliamo sul motorino e lo porto fino a casa sua.
«Ciao grazie» mi da un bacio a stampo per poi aprire il portone di casa sua ed entrarci.
Guido fino a casa di Madison e appena vi entro vedo tutte le mie amiche stese sul divano a fumare, ma mancava una... Celine.
«Ma Celine non si è ancora fatta viva?» domando buttandomi sul divano.
«Aveva detto che veniva... però sai come è fatta, probabilmente se lo sarà dimenticato» fa una risatina Madison.
«Ragazze vi devo dire una cosa» richiamo l'attenzione di tutte quante.
«Dicci tutto» si mette comoda Tessa.
«Io e Alessandro ci siamo fidanzati... o almeno da quanto ho capito io» spalancano tutte la bocca e gli occhi stupite di quello che avevo detto.
«Merda Elizabeth, ma lo sai come è fatto! Proprio lui?!» esclama Noemi.
«Mi fido di lui.» dico leggermente irritata.
«Fai come ti pare, poi però se ti mette le corna dopo una settimana non dirmi che avevo ragione» continua Camilla e fa spallucce, stringo i pugni.
«E senti, tu con Jonathan? È uguale ad Alessandro, però piaceva a te quindi andava bene no?» sbuffo.
«Rilassati Elizabeth. Non c'è bisogno di alterarsi» evita la mia domanda accendendosi una sigaretta.
Scuoto la testa e cambio discorso.
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Incapable of Loving
Roman d'amour«Perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.» Elizabeth Bianchi. Il ragazzo che viene considerato il puttaniere per eccellenza, e la ragazza che viene considerata perfetta agli occhi di molti. Entrambi notte, ma lei le st...
