Capitolo 25

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Mi sveglio e vedo molti messaggi da parte di Giulio, ancora addormentata mi alzo e vedo Alessandro accanto a me che dorme.

È la seconda volta che tradivo Giulio con lui, e mi sentivo così incolpa.
Ma purtroppo è così difficile resistergli.

Poco dopo si alza anche lui.

«Chi è?» dice con voce rauca mentre si sistemava i capelli a caso.

«Uhm nessuno.» mi alzo dal divano e mi rivesto.

«Dai resta qua» si stende di nuovo sul divano e picchia la mano sul divano.

«È tardi, devo andare. Ci vediamo poi» gli dico e sbuffa alzandosi anche lui.

«Non li coprire» fa riferimento ai succhiotti.

«Ciao» rido e prima di chiudere la porta mi ricordo che non avevo il motorino, avendolo lasciato a casa.

«Mi puoi portare tu? Ho lasciato a casa il motorino» lo guardo sbattendo gli occhi ripetutamente per convincerlo.

«Eh va bene» si veste del tutto e dopo essersi lavato i denti prende le chiavi di casa e quelle del motorino ed esce di casa seguito da me.

Salgo dietro di lui e si dirige verso casa mia, o almeno, doveva dirigersi verso casa mia, perché all'improvviso cambia strada.

«Guarda che casa mia è di là» indico la parte opposta a dove eravamo ora.

«Lo so... ti voglio portare in un posto» aumenta di velocità e d'istinto mi stringo a lui.

Arriviamo in un luogo dove si vedeva tutta la città e di cui io non sapevo l'esistenza, è del tutto vuoto, non c'erano persone e neanche case.

La vista è bellissima.

«È bellissimo» mi vado a sedere nel muretto e poco dopo lo sento affiancarmi.

Prendo una sigaretta dalla mia borsa e la accendo.

Ma lui me la prende di mano e la spenge senza neanche permettermi di fare un tiro.

«Non voglio che fumi» dice.

«Non sarai tu ad impedirmelo» faccio spallucce e tiro fuori il pacchetto con l'intento di prenderla un altra, ma gli tira un colpo e lo fa cadere sotto di noi.

Ma?

«Non voglio che tu faccia la mia stessa fine» afferma.

«E cioè?» scuoto la testa guardandolo senza capire che cosa intendesse.

«Lascia stare. Dai andiamo» scende dal muretto e poco dopo scendo anche io, per poi salire nuovamente dietro di lui.

Questa volta mi porta veramente a casa.

«Ciao» gli sorrido ed entro nel portone rivolgendogli un ultimo sguardo.

Entro in casa e poggio la schiena alla porta per poi cadere giù pian piano,
ma che cazzo è successo oggi?!

«Stasera si mangia da me e poi si esce. Ci siete tutte vero?» chiede Madison in un audio sul gruppo.

Rispondo di sì come le altre.

Da Madison ci sarei dovuta andare fra un ora, perciò vado a farmi la doccia e inizio a prepararmi.

Mi metto una gonna abbastanza corta e un top nero.

Dopo essermi vestita, mi vado a truccare e mi copro i succhiotti con del correttore ed esco di casa per poi dirigermi verso quella della mia amica.

Dove stranamente, arrivo in ritardo...

«Scusate il ritardo» poso la borsa sull'appendi abiti vicino alla porta e mi tolgo le dottor Martines sempre all'ingresso.

«Lo avevamo già previsto» ridacchia Tessa.

Ci sediamo a tavola tutte e iniziamo a mangiare senza dire una parola.

«Auguri Tessa» alzo la bottiglia di birra e faccio partire il brindisi per la mia migliore amica.

«Auguri Tessa!» urla Celine e tutte facciamo sbattere delicatamente le nostre bottiglie l'una contro l'altra, mi alzo dal mio posto e la vado ad abbracciare.

«Mi sono dimenticata il regalo... te lo porto domani» sorrido e lei fa lo stesso.

«Ho riniziato a scrivermi con Jonathan» dice Camilla velocemente e ci spiazza a tutte.

«Non capisci nulla» la guarda Celine.

«Vabbè, magari è cambiato» tiro un calcio sotto al tavolo a Celine e mi guarda dolorante.

«Per il momento però, siamo solo scopamici» confessa guardando tutte e cinque e nessuna dice più nulla.

Dopo aver finito di mangiare, usciamo di casa e con i motorini ci dirigiamo verso il centro città.

«Hey ciao Beth» mi affiancano Nicolò e Gabriel.

«Ciao ragazzi» sorrido ad entrambi continuando a camminare mentre parlo con i due.

Vedo Said e altri miei amici andare incontro ad un gruppo di ragazzi, e appena vedo lui in quel gruppo un sorriso spunta sul mio viso.

Mi guarda attentamente e appena nota qualcosa viene incontro a me, mi prende per il polso e mi porta dietro l'angolo per poi sbattermi sul muro dietro di me.

«Ti avevo detto di non coprirli» mi sposta i capelli dietro per vedere meglio.

«Non sono il tuo burattino. Non puoi dirmi cosa fare e cosa no» lo provoco alzandomi un po' di più la gonna, cosa che nota e ghigna.

«Ah no?» torreggia su di me.

«No.» lo guardo negli occhi, dopodiché mette una mano nella mia coscia per poi passarla sotto la gonna.

«Mh» lentamente mi sposta le mutandine e inizia a stuzzicarmi, mi mordo il labbro guardandomi intorno.

Mette due dita dentro e spalanco gli occhi.

«Lo vedi? Ho il controllo su di te» toglie la mano dalla mia intimità e la riporta lungo i fianchi.

«Fottiti» faccio per andarmene ma mi blocca.

«Quando lascerai Giulio?» chiede e la sua domanda mi spiazza alquanto.

«Perché dovrei?» evito la domanda guardandolo.

«Se non lo farai tu. Lo faccio io, a modo mio però» sussurra al mio orecchio per poi prendere una ciocca dei miei capelli e arricciolarla sul suo dito.

«Ti detesto» sbuffo e lo guardo.

«So che non mi resisti principessa» mi fa l'occhiolino e non appena vedo dei miei amici arrivare mi tolgo da lui.

«Beth?» dice interrogativo Brian mentre lo affianco.

«Che cosa?» faccio finta di nulla sistemandomi la gonna che si era alzata.

«Tu e l'Arrigoni?» lo guardo e scuoto la testa.

«Non pensare male. Mi stava solo... mi stava solo chiedendo una cosa su mio fratello» mento.

«Si come no» fa una risatina.

Camminiamo per un po' fino ad arrivare ad un posto dove c'erano altri gruppi di ragazzi.

«Io ho sete. Vado a prendere una bottiglia d'acqua qua giù al bar. Arrivo subito» comunico ai miei amici e vado al bar che non distava troppo da dove eravamo.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora