Capitolo 27

28 0 0
                                        


«Dai dormi da me» insiste Alessandro.

«D'altronde mi devo far perdonare per stasera no?» si avvicina a me e mette le sue mani nelle mie cosce.

«Vedremo se riuscirai a farti perdonare...» scendo dal motorino e cammino davanti a lui fino al portone, lo apre e saliamo in casa.

Senza neanche darmi il tempo di togliermi le scarpe, mi sbatte alla porta di casa e inizia a baciarmi da tutte le parti.

Gli salgo in braccio e iniziamo a baciarci.

Si stende sul divano e mi metto sopra di lui togliendoli la maglietta che sta indossando e gli bacio il petto.

Ma all'improvviso, sentiamo il rumore delle chiavi girare e ci accorgiamo che qualcuno stava entrando.

«Non dovevi essere da solo cazzo?!» dico togliendomi da sopra di lui.

«A quanto pare no» risponde per poi rimettersi la maglietta che gli avevo tolto neanche due secondi prima.

La porta si apre, e dietro di essa vediamo Antonio.

«Ciao?» si ferma appena vede noi due insieme stesi sul divano che stiamo "guardando la televisione".

«Oh ciao Anto» gli sorrido facendo finta di nulla.

«Non dovevi tornare verso le due e mezza?» si schiarisce la voce il ricciolino accanto a me.

«Sono tornato prima» posa le scarpe per terra e si dirige verso camera sua lasciandoci da soli nuovamente.

«Imbarazzante» sposto un capello dietro il mio orecchio e mi alzo dal divano.

«Divertente» mi corregge alzandosi a sua volta.

«Dove eravamo rimasti?» si avvicina a me e mi prende per i fianchi per poi baciarmi il collo.

«No Ale. C'è tuo fratello di la.» lo allontano.

«Dovevo farmi perdonare no? Facciamolo ora» di scatto mi toglie la maglietta.

«No Ale non mi va di farlo con Antonio di la, possiamo divertirci facendo qualcos'altro no?» lo prendo per mano portandolo in camera sua.

«Che vorresti fare?» si butta sul letto.

«Perché tratti così le donne?» apro un discorso che mi interessava molto.

«Come scusa?» spera di aver capito male.

«So che hai capito la domanda. Rispondimi» gli impongo mettendomi davanti a lui e lo guardo in attesa di una risposta.

«Non le tratto male» cerca di scansarsi da davanti a me ma glielo impedisco.

«No? E con me cosa hai fatto? Mi hai trattata letteralmente come un oggetto» lo provoco mettendomi sopra di lui.

«Dimmi che ho ragione» gli sussurro all'orecchio per poi mordicchiargli il lobo.

«Mi sono sentita come un oggetto» sussulto slacciandogli i pantaloni e togliendomi le mutandine che portavo.

«Mi hai fatta sentire stupida» dopo aver detto questo mi sposto e scuote la testa stupito.

«Pensi di giocare al mio stesso gioco? Hai fatto una mossa brutta Elizabeth... e ora ne devi pagare le conseguenze» si avvicina pericolosamente a me e non faccio a meno che notare la sua erezione.

«Non mi importa se mio fratello ci sentirà. Anzi, meglio così, fatti sentire da tutti principessa» si fionda nelle mie labbra.

Mette le mani sul mio culo e mi sbatte contro il materasso violentemente.

Si toglie i boxer e dopo essersi infilato il preservativo entra dentro di me violentemente.

«Mi hai fatto innervosire molto stasera». mi accarezza il viso togliendoci da davanti alcuni capelli e inizia a dare spinte fortissime.

Non posso fare a meno di gemere sentendolo letteralmente ovunque dentro di me.

Mette una mano sul mio collo e chiude gli occhi, lo guardo e nella sua faccia posso vedere il piacere misto alla frustrazione.

È bellissimo anche così...

Dopo un po' vengo e poi dopo poco viene anche lui, che si stende accanto a me.

«Ti sei sfogato?» scherzo e si mette a ridere.

«Abbastanza» mette il braccio intorno alla mia spalla e mi avvicino a lui.

«Lo sento» scoppio a ridere come anche lui.

«Hai qualche vestito da darmi? Sto scomoda con la gonna» mi alzo e vado verso il suo armadio cercando qualcosa da mettermi.

«No, Elizabeth fai fare a me» inizio a frugare fra le sue felpe fino a quando non trovo una bustina piena di fumo.

Alzo le sopracciglia e prendo in mano la bustina per poi fargliela vedere.

«Merda...» si mette le mani in faccia.

«Non mi piace che fumi» gli faccio il verso e la rimetto apposto per poi prendere una felpa a caso, mi tolgo il top e la gonna, la indosso e salgo sul letto.

«Tu dici a me di non fumare, ma tu neanche devi farlo. Sopratutto quella roba» sono incoerente, lo so.

«Io lo faccio per calmarmi, tu solo perché vuoi essere furba» alzo le sopracciglia a quell'affermazione.

«Fottiti» faccio per scendere dal letto ma mi ferma.

«Sto scherzando, come sei permalosa» rotea gli occhi per poi rimettermi con forza accanto a lui.

«Buonanotte Ale» poggio le mani sul suo petto e mi metto comoda.

«Buonanotte» risponde per poi spegnere la luce.

Cambio posizione e mi metto con la schiena rivolta verso di lui e dopo poco sento le sue mani stringermi i fianchi e portarmi verso il suo corpo.

E dopo poco mi addormento.

Mi sveglio in tarda notte per il bisogno di andare in bagno, e senza svegliare Alessandro esco di camera.

Prima di andare al bagno, vado in cucina dove appena vi ci entro, vedo Antonio che sta bevendo un bicchiere di coca cola.

«Hey ciao» lo saluto e prendo l'acqua in frigo.

«Ciao» mi sorride.

«Quindi tu e mio fratello state insieme?» domanda schietto mettendosi vicino a me.

«Non ne ho idea. Però lui mi piace... ma non so se piaccio anche a lui» guardo in basso pensierosa.

«Oh è ovvio che gli piaci» fa spallucce.

«Da cosa lo dici che è ovvio?» chiedo riprendendo a guardarlo negli occhi.

«Non lo avevo mai visto così, parla spesso di te e sopratutto ti ha fatto restare a dormire qua e non ti ha cacciato dopo averti scopata» fa riferimento a prima facendomi diventare tutta rossa.

«E scommetto che ha pure riso con te» butta il bicchiere in plastica nel cestino.

«Non è una cosa così rara ridere» dico.

«Oh per lui si. Non l'ho mai visto ridere seriamente con una femmina da Giuliana» spalanca gli occhi e velocemente sorpassa la mia figura capendo di aver detto una cosa che non doveva dire.

Chi cavolo era Giuliana?!

«Chi è-» senza neanche darmi tempo di chiedere che aggiunge un'altra frase per farmi stare zitta .

«Sei quella giusta» mi fa l'occhiolino e si allontana.

Raggiungo il bagno e dopo aver fatto quello che dovevo fare, ritorno in camera.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora