Rientro in casa e vado in bagno a struccarmi.
Appoggio le mani sui lati del lavandino e inizio a pensare al casino che è successo stasera.
Alessandro si era picchiato per difendermi?
Scuoto la testa e elimino ogni pensiero del genere continuando a fare quello che stavo facendo prima.
Arrivo in camera e mi addormento appena tocco il letto; ma dopo un po' una chiamata interrompe il mio sonno.
Guardo il telefono e vedo trenta messaggi da parte di Alessandro e due chiamate perse.
Leggo l'ora e sono le tre.
Ma è impazzito o cosa?
Sono le tre del mattino è ovvio che non gli rispondo.
Rispondo alla videochiamata e accendo la lucina posta sul mio comodino al lato del letto.
«Alessandro ma sei scemo? Sono le tre!» gli dico irritata, noto che è fuori dato che vedo i palazzi in secondo piano.
«Eeelizabethhh» si porta alla bocca una bottiglia di vodka e capisco tutto, è ubriaco.
Ancora mi fa effetto vedere le sue nocche spaccate e piene di sangue.
«Alessandro ma che ci fai in giro a quest'ora? Per di più ubriaco!» cerco di capire dove si trovasse.
«Sono a divertirmi! Non mi rompere!» barcolla un po' e questa cosa fa muovere il cellulare e vedo che è completamente da solo.
«Dove sei?!» mi alzo in piedi e vado a mettermi le scarpe, fa girare il telefono e capisco subito il luogo dove si trovasse.
Sbuffo ed esco di casa per andare a prenderlo.
Non volevo lasciarlo lì da solo ubriaco fradicio, chissà cosa gli poteva succedere. Attacco la chiamata e lo raggiungo nel posto in cui si trova.
Lo vedo a sedere nel ponte e preoccupata corro verso di lui.
«Alessandro ma sei pazzo?! Scendi subito da lì!» lo incito a scendere dal muretto.
È duro già da sobrio, figurati da ubriaco.
Salgo anche io nel muretto e mi siedo accanto a lui, mi guarda e vedo il sangue colato anche nel collo.
«Non sei tornato a casa per medicarti?» domando seria e lui scuote la testa.
«Mia mamma non mi può vedere così» risponde accendendosi una sigaretta.
«E tu? Perché sei venuta?» chiede prolungando le parole.
«Perché ti preoccupi per me» annuisce ridendo per poi tirarmi una spallata giocosa.
«No» rispondo.
«Si» continua e alzo gli occhi al cielo.
«Perché ti sei ridotto così?» chiedo riferendomi al suo stato in questo momento.
«Perché voglio dimenticare...» beve un altro sorso dalla bottiglia e glielo tolgo di mano portandola alla mia bocca.
«Dimenticare cosa?» gli chiedo buttando giù il liquido.
«Dimenticare te» lo guardo e lui fa lo stesso.
«Sei sempre nella mia testa e io odio questa cosa» alzo le sopracciglia stupita.
«E so che tu ormai mi odi e sei felice con un altro.» muovo i piedi avanti e indietro.
«Cazzo è imbarazzante... menomale che domani non ricorderò più nulla» si stropiccia gli occhi, poi si alza in piedi e barcolla rischiando di cadere.
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Incapable of Loving
Romansa«Perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.» Elizabeth Bianchi. Il ragazzo che viene considerato il puttaniere per eccellenza, e la ragazza che viene considerata perfetta agli occhi di molti. Entrambi notte, ma lei le st...
