Capitolo 45

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È il quarto caffè che bevo per cercare di colmare l'ansia e lo shock che ho in questo momento.

Sono seduta su questa sedia da oramai tutta la notte e ogni volta che tentavo di chiudere occhio mi veniva in mente la scena di Alessandro che picchiava a sangue suo fratello...

Nonostante io abbia molto bisogno di qualcuno al mio fianco che mi aiuti a calmarmi, non ho ancora dato la notizia a nessuno come ordinato da Antonio.

Arriva il medico nella stanza dove sono io, e con un fascicolo in mano dice il nome e cognome del fratello del mio ragazzo... o meglio ex ragazzo.

«Lei è sua sorella?» domanda e annuisco per farmi dare delle informazioni.

«Il paziente è stato colpito con forza e con molta violenza ma per fortuna non ha riportato dei danni altamente gravi» annuisco cercando di capire più informazioni possibili.

«Gli è stato spaccato il naso e abbiamo dovuto ricorrere ad un'operazione e ora sembrerebbe tutto apposto, inoltre abbiamo fatto uso dei punti in molte parti del viso perché all'impatto dei molteplici pugni metà parte della faccia si è aperta...» conclude.

«Quando posso vederlo?» domando mordicchiandomi le unghie per l'ansia.

«Si deve ancora riprendere, come detto precedentemente ha preso delle botte forti e con molta violenza... vada a casa a riprendersi, per il momento non può ricevere visite» sospiro e esco dall'ospedale ancora sotto shock.

Non avendo il motorino prendo un autobus che mi lascia a poca distanza da casa mia.

Abitavo in centro pieno ed avevo ancora le mani ricoperte del sangue di Antonio perciò la poca gente che c'era, essendo le sei del mattino, ha iniziato a guardarmi male.

Giro l'angolo e vedo il gruppo di Alessandro e il ricciolino purtroppo era presente.

Faccio di tutto per non farmi riconoscere ma sento lui pronunciare il mio nome e poi prendermi per il polso facendomi girare verso la sua figura.

«Alessandro lasciami in pace per favore» faccio di tutto per evitare il suo sguardo.

«Possiamo... possiamo parlare?» domanda con voce calma e cerca in tutti i modi di farmi guardare i suoi occhi scuri.

«Sono abbastanza stanca, sono stata in ospedale tutta la notte e sei l'ultima persona con cui io voglia parlare al momento» cerco di allontanarlo ma mi prende per il polso nuovamente e mi porta via da quel posto per poi iniziare a camminare senza meta.

«Basta Alessandro ti prego... lasciami» lo scongiuro ma scuote la testa, e quando arriviamo in un angolo isolato si mette davanti a me.

«Scusami Elizabeth, non so cosa cazzo mi sia preso ma quando ho capito tutto quello che avevate fatto mi è presa la rabbia perché io... io» si ferma.

«Tu cosa Alessandro?» scuoto la testa con gli occhi lucidi, ogni volta che lo guardavo mi veniva in mente quella orribile scena di ieri sera.

«Io ti amo» ogni minima espressione nel mio viso si rilassa e per un momento mi viene l'istinto di saltargli addosso e fare come se non fosse successo nulla... ma no, non posso.

«E non mi importa nulla se hai scopato con Antonio... io ti voglio al mio fianco. Io sono pronto a perdonarti e tu? Tu lo sei?» mette entrambe le mani sul mio viso e gli vedo gli occhi diventare sempre più lucidi ogni volta che diceva una parola.

«Alessandro sei praticamente un criminale... sei pieno di denunce e hai rischiato di uccidere tuo fratello, sai che se tuo fratello ti denunciasse tu finiresti in prigione?! Come posso stare con uno così?» scuoto la testa.

«Sei violento e molte volte mi fai paura» mi cadono le lacrime e anche a lui... la prima volta che lo vedevo piangere per... me(?)

«Ti prego Elizabeth dammi un'altra possibilità, non penso di riuscire a stare senza di te» si mette la mano sul viso per stropicciarsi gli occhi.

«Credimi Alessandro è meglio per entrambi...» prendo una pausa.

«Se avrai il perdono da tuo fratello ci penserò su... ma fino ad allora lasciami in pace» faccio per andare ma prima di farlo gli dico una cosa.

«Anche io ti amo... e mi farà male quanto a te questa distanza, ma forse è meglio così per entrambi» annuisco e vado via lasciandolo da solo.

«Hey Beth dove l'hai lasciato l'Arrigoni?» domanda Ismael e appena lo vedo arrivare mi asciugo le lacrime più velocemente possibile.

«Mh è là. Io ora... ora vado» lo sorpasso ma Justin mi prende per il polso e mi avvicina a lui.

«Che cosa è successo fra te e Alessandro?» domanda ma scuoto la testa e cerco in tutti i modi di fare un sorriso finto rassicurante.

«Dimmelo.» impone e gli racconto una parte della lunghissima storia.

«Ci siamo lasciati, punto. Ciao» mi libero dalla sua presa e dopo aver salutato tutti salgo in casa.

Una volta entrata mi dirigo in doccia.

E improvvisamente scoppio a piangere come se non ci fosse un domani.

Perché aveva reagito in questo modo?

Perché aveva fatto questo a suo fratello? Lo ha fatto perché mi ama davvero?...

Se continuo a pensare mi esplode la testa.

Esco dalla doccia sento tutte le emozioni di ieri sera salire...  il nervosismo, la tristezza e la delusione iniziano a invadere tutto il mio corpo.

E improvvisamente tiro un pugno allo specchio frantumandolo in mille pezzi.

Mi guardo le mani e vedo tutto il sangue uscire dalle nocche... ma oramai ero abituata a questo dolore perciò non sento praticamente più nulla.

Restando calma mi sciacquo la mano e torno in camera come se nulla fosse successo.

E sempre fra le lacrime, trovo un po' di sonno e finalmente mi addormento rimandando i pensieri a quando mi sveglierò...

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora