Sento il mio telefono squillare e per colpa di ciò mi sveglio, controllo l'orario e vedo che sono solamente le cinque e mezza del mattino.
Mi stropiccio gli occhi e noto il braccio del mio migliore amico avvolto attorno ai miei fianchi.
Sorrido e delicatamente mi alzo per andare a rispondere al telefono che continuava a squillare ripetutamente... ma chi diavolo può essere?!
Guardo il cellulare e vedo che la persona che mi sta chiamando ininterrottamente è Alessandro.
Faccio un sospiro e attacco la chiamata, ma dopo neanche un secondo mi richiama, mi fermo un attimo a pensare e dopo poco rispondo.
So che era sbagliato e non dovevo farlo... ma nonostante io lo odi, sentire la sua voce mi conforta.
«Che cosa diamine vuoi Alessandro?!» vado in salotto per non farmi sentire da Nicolò.
«Sentire la tua voce» riesce solamente a dire questo, non è in casa e lo capisco per il suono di alcune macchine che passano a velocità elevata.
«Arrigoni ciao» attacco e metto in silenzioso il telefono per poi ritornare a dormire, cercando di non pensarlo... anche se molto difficile.
-
«Beth svegliati! Sono le tre del pomeriggio» vengo svegliata dal mio migliore amico che mi strattonava.
«Si ora- ora vengo» rispondo con la bocca impastata coprendomi il viso e il corpo con tutte le coperte presenti nel mio letto.
«Dai andiamo! Ti porto a mangiare al mc» mi toglie tutte le coperte di dosso e mi prende dalle caviglie per poi obbligarmi a scendere dal letto.
«No grazie, preferisco restare qua» scappo da lui e mi metto nuovamente nel letto.
«Basta Elizabeth. Da oggi tu riavrai una vita sociale» prende le mie mani e mi porta in bagno per poi chiudermici dentro.
«Ora fai tutte le tue cose, e appena sei pronta andiamo a mangiare, non voglio sentire storie» va in camera mia a prendermi dei vestiti e delle mutande.
«Tieni mettiti questi. Non fare tardi» esce dal bagno e mi lascia da sola.
Entro in doccia e controvoglia inizio a prepararmi.
Mentre l'acqua bollente mi scorre addosso penso a lui... chissà se stasera in discoteca ci sarà.
Una parte di me spera di no, perché non vuole rovinarsi la serata, ma quell'altra spera di sì, perché non ce la fa più a non vederlo.
[Alessandro pov's]
Questa pomeriggio mi sono svegliato verso le tre e mezza con un forte mal di testa, ho una canna spenta in una mano e una bottiglia di alcool nell'altra.
Sono nel fondo che ho con i miei amici, accanto a me c'è una ragazza in intimo e appena mi alzo vedo che pure io sono quasi del tutto nudo.
Mi stropiccio gli occhi ed entro nella chat mia e di Elizabeth per vedere se mi avesse risposto ad uno dei mille messaggi che le ho mandato.
Sono andato svariate volte sotto casa sua in queste settimane ma mai una volta che si è accorta di me o che mi abbia aperto.
Queste settimane senza di lei sono pessime... solo ora ho capito quanto la amavo.
Sono sempre ubriaco o fatto per dimenticarmi di lei, perché so che non mi perdonerà mai, e i nostri ricordi mi uccidono la mente.
I miei amici cercano di starmi il più accanto possibile ma essendo sempre nervoso finisco per litigare con tutti loro...
Faccio ogni giorno a botte per stupidaggini, ho bisogno di sentirmi vivo, e se prima era lei a farlo, adesso è il dolore che provo ad ogni pugno preso.
Prendo i miei vestiti e do un colpo alla tipa che era sul divano per farla svegliare.
«Esci di qua. Ora» va a prendere tutti i suoi vestiti e dopo poco esce, faccio lo stesso pure io e torno a casa dove c'è mia mamma ad aspettarmi.
A malapena la saluto e vado diritto in camera, o almeno quello era il mio intento, perché prima che possa entrare in stanza mia madre mi richiama.
«Alessandro vieni qua!» sbuffo e vado in salotto.
«Sono preoccupata per te Ale... ti vedo giù, non sei più lo stesso di prima. Hai litigato con Elizabeth?» appena sento il suo nome impazzisco.
«Non la nominare cazzo!» tiro un colpo alla fruttiera posta sul tavolo e la faccio cadere frantumandola.
«Parlamene!» si alza da tavola ma scuoto la testa per poi tirare un pugno al muro, facendola sobbalzare dallo spavento.
«No tu- tu non capisci!» corro in camera mia e chiudo la porta dietro di me a chiave.
Inizio a spaccare tutta camera, tiro ripetutamente pugni e calci all'armadio, allo specchio e alla scrivania, rompendo tutto.
Ho perso la ragazza che mi ha tirato fuori dal buio... ho perso la ragazza dei miei sogni.
«Brutta troia del cazzo!» tiro calci ad un regalo che mi ha fatto quella troia di Noemi, che ho buttato nel cestino della mia stanza.
Mi siedo sul letto e guardo tutte le mie nocche piene di sangue con la consapevolezza che questa volta non ci sarà Elizabeth a curarle...
Senza di lei sto impazzendo, e farò di tutto per riprendermela. Prima o poi sarà di nuovo mia.
Sento il mio cellulare squillare e vado velocemente a prenderlo sperando che sia Elizabeth a chiamare, ma sfortunatamente era Samir, il mio migliore amico.
«Oh bro stasera tutti noi andiamo al Disc, tu vieni?»
domanda e rispondo negativamente.
«Ho sentito Mohamed e mi ha detto che c'è anche la Bianchi. Ti rifaccio la domanda, vieni?» sospiro.
«Si vengo» annuisco per poi attaccare la chiamata.
Questa sera rivedrò il suo bellissimo viso, sentirò la sua voce e il suo profumo nuovamente e non c'è cosa che mi possa rendere più felice al momento... oltre ovviamente a vederla a novanta davanti a me.
Vado in bagno e dopo essermi fatto la doccia prendo il rasoio e mi taglio la barba e baffetti perché a lei piacevo di più senza.
Mi dirigo in camera mia per decidere che cosa avrei dovuto indossare, prendo una camicia nera e dei pantaloni di jeans ricordandomi di quando Elizabeth mi diceva che amava vedermi vestito così.
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Incapable of Loving
Romansa«Perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.» Elizabeth Bianchi. Il ragazzo che viene considerato il puttaniere per eccellenza, e la ragazza che viene considerata perfetta agli occhi di molti. Entrambi notte, ma lei le st...
