Capitolo 110

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«Hey Beth, stavo pensando... prossima settimana mia mamma compie gli anni e fa un festa con molti miei amici e di Anto. Vuoi venire?».

Mi domanda il ricciolino mentre mi tocca i capelli, lo guardo e sospiro sorridendo.

«Certo! Però Ale... voglio aspettare prima di dire a tutti che ci siamo messi insieme di nuovo» a quelle parole si alza di scatto dal letto e sobbalzo.

«Ci vediamo» faccio una faccia stranita e lo seguo mentre esce di camera mia per uscire di casa.

«Ma oh! Mi dici che cazzo ti è preso?» gli metto la mano nel braccio e lo faccio girare verso di me.

«Perché non vuoi dire a tutti che stiamo insieme? Hai un altro Elizabeth?!» scoppio a ridere.

«Stai scherzando vero?...» cesso la risata quando capisco che è più che serio: «Ma vaffanculo, va via» annuisce e se ne va di casa, fisso il vuoto.

Mi scende una lacrima e l'asciugo subito.

-

Nonostante l'ultima discussione avuta tra me e Alessandro, e il fatto che da allora nessuno dei due abbia provato a chiarire. Mi sto preparando per andare al compleanno di sua madre.

Ci siamo scritti solamente per le informazioni di questa "festa" e ha specificato il fatto che se mi ha messaggiato è solo per fare un favore alla madre.

Dopo essermi ritoccata la combo labbra, entro dentro il locale dove si sta svolgendo la festa.

«Hey ciao! Tanti auguri, ti ho portato un regalino!» vado ad abbracciare Maddalena e lei con un bicchiere di spumante in mano mi saluta.

«Grazie mille cara, più tardi lo apro insieme a tutti gli altri!» mi da un bacio sulla guancia per poi allontanarsi da me per andare dal compagno.

«Cami ci sei pure tu» corro verso la mia amica.

«Menomale Beth sei venuta, pensavo di morire. Tra questi vecchi e quei maranza non avrei resistito se non fossi venuta» scoppio a ridere.

«Comunque a parti di scherzi. Perché sei venuta?
Non avevi chiuso con l'Arrigoni?» domanda.

«È complicato. Non ho voglia di parlarne qua, ora voglio bere e sbronzarmi! Sei con me?» le porgo la mano e lei annuisce scoppiando a ridere.

Ci avviciniamo verso un tavolo colmo di alcolici, verso il vino all'interno dei due calici e dopo aver fatto l'occhiolino alla mia amica, beviamo.

La musica è molto anni novanta, ma devo dire che non mi dispiace, nonostante non sia il mio genere io e Camilla ci stiamo divertendo molto.

Balliamo, ridiamo e beviamo ancora.

Fino a quando, in mezzo alle persone, non vedo dei capelli riccioli che riconoscerei anche tra un miliardo di persone... quelli di Alessandro.

Incrocio il suo sguardo e sento una fitta allo stomaco. Ad un certo punto si avvicina sempre di più, fino ad arrivarmi davanti, si morde il labbro.

«Vogliamo chiarire?» dice serio.

«Ehm... no vaffanculo! Sei sempre uno stronzo con me!» lo spingo e traballo. I calici di vino iniziano a fare il suo effetto, sono un po' ubriaca.

«Sul serio cazzo?! Ti ubriachi alla festa di mia mamma?» afferra il mio braccio e ci fa pressione.

«Guardati attorno Alessandro, sono tutti come me se non peggio. Anche tua madre, divertiti ogni tanto al posto di essere così serio» sbuffo.

«Fottiti» se ne va bruscamente.

Roteo gli occhi e la mia attenzione si sposta su Camilla che mi guarda stupita. «Poi ti spiegherò» annuisco e lei fa lo stesso, sono arrabbiata.

La serata continua, tra chiacchiere con Antonio e altri suoi amici e molti sorsi di vino e di super alcolici. Mi ritrovo davanti a Maddalena.

Siamo entrambe ubriache, lei meno di me ovviamente. Iniziamo a parlare del ricciolo e senza neanche accorgermene, inizio a dirle tutto.

«Mi ha tradita ben due? Tre? Non mi ricordo, per farti capire! Però lo amo con tutto il mio cuore, io darei la vita per lui» esclamo e lei fa un sospiro.

Ad un certo punto, sento Alessandro prendermi  per i fianchi, e in pochi secondi ci ritroviamo in una stanza completamente vuota.

«La fai finita cazzo? Tu stai comportando come una bambina te ne rendi conto?» sbotta e io lo guardo con un sorrisetto sulle labbra, si altera.

«Sono serio Elizabeth! Mi stai facendo fare delle figure di merda» alza la voce e divento seria.

«Vaffanculo, non sto facendo niente di male. Mi diverto, ballo e dico tutta la verità su quello che mi hai fatto a tua mamma» mi avvicino di più.

«Ah perché tu sei santa? Glielo hai raccontato di come mi hai messo le corna con mio fratello? O solo di me le hai parlato?» alza un sopracciglio.

«Ti odio cazzo» scuoto la testa.

«Se mi odi allora perché sei ancora qui?» fa un tiro dalla sigaretta accesa sul momento. Ride e lo guardo male. «Fottiti» faccio per andarmene.

Mi afferra per il braccio e mi tira a sé.

«Dai, lasciamoci tutto alle spalle. Basta litigare» e dopo aver detto ciò, mette una mano sul mio viso e mi avvicina al suo, mi bacia e io ricambio.

Aggiunge la lingua, il bacio diventa più passionale. Mi prende in braccio e mi fa sedere su un mobile di legno, butta per terra tutto quanto.

Ridacchio e continuiamo a baciarci.

Sento la sua mano scendere sempre di più, lo fermo guardandomi intorno: «Lo vogliamo fare proprio qui? Potrebbero sentirci» sussurro.

«Non mi interessa un cazzo Elizabeth. Ti voglio, adesso» e dopo aver detto ciò, sfila il mio intimo.

Ma prima di arrivare all'atto, sentiamo la porta spalancarsi, due amiche della madre entrano nella stanza e ci osservano per un po' di tempo.

«Che cazzo guardate?» risponde scorbutico.

«Ale! Dai, ritorniamo di là» scendo da quel mobile e mi sistemo il più possibile. Gli porgo la mano e lui la afferra standomi dietro, usciamo.

«Devi stare più calmo, sono amiche di tua mamma, chissà cosa penseranno» lo rimprovero.

«Non mi interessa cosa penseranno, mi hanno rovinato una scopata con te. Questo vuol dire, che me ne devi una» mi fermo e lo guardo seria.

«Mh non penso proprio.» scuoto la testa.

«Io credo proprio di sì, seguimi» usciamo dall'edificio e mi porta su un parco lì vicino.

«Romantico» ironizzo.

«Ti ricordo che lo abbiamo già fatto in un posto come questo... e hai voluto iniziare tu. Forse te lo sei dimenticato, capodanno» gli tiro una spinta.

«Zitto» si mette a sedere su una panchina e mi metto sopra di lui. Ci continuiamo a baciare.

«Non sono così tanto ubriaca da farmi scopare qua dove qualsiasi persona potrebbe farci un video e pubblicarlo» scrollo le spalle e sbuffa.

Le sue mani sono strette nel mio fondoschiena.

«Ah no? Neanche se faccio così?» sento le sue dita sfiorarmi l'intimità. Schiocco la lingua e lui fa un ghigno fastidioso. «Che effetto mi fai» dico.

Capisce al volo e si abbassa la lampo dei pantaloni mantenendo lo sguardo fisso su di me.

«A volte ti ucciderei...» scende sul mio collo e mi ci lascia dei baci umidi. Tiro la testa all'indietro.

«Ma ucciderei chiunque ti toccasse» conclude.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Aug 22, 2025 ⏰

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