La mattina dopo mi sveglio e noto che Alessandro non c'è, né sul letto né nella stanza.Mi alzo e vado verso la cucina, dove lo trovo a tavola mentre parlava con sua mamma e il suo fratellino.
«Oh ciao cara» Maddalena distoglie lo sguardo dal figlio e lo posa su di me sorridendomi.
«Buongiorno» mi dirigo verso il tavolo.
«Stavo giusto preparando la colazione. Latte e biscotti giusto?» chiede prendendo il latte e i biscotti dalla dispensa.
Annuisco e mi metto accanto ad Alessandro che si limita a darmi uno sguardo.
«Come sta Hardin?» domanda sua mamma mettendosi a tavola con noi.
«Si si sta bene. Ora è un po' in crisi perché si è lasciato con la ragazza, però sta bene» rispondo inzuppando un biscotto dentro la tazza.
Appena finiamo la colazione, sia io che il ricciolino ci dirigiamo verso il bagno.
«Hai uno spazzolino da darmi?» gli chiedo guardandomi intorno in cerca di uno spazzolino per me.
«Si, è lì» indica un cassetto, lo apro e al suo interno trovo uno spazzolino completamente rosa.
Dopo esserci lavati i denti, andiamo in camera.
«Tua mamma è molto carina sai?» mi butto sul letto accanto a lui.
«Le piaci molto» prende una sigaretta e la accende.
«Sei la prima che piace a mia mamma» picchietta la sigaretta nel posacenere.
«Onorata» sorrido e gli tolgo la sigaretta di mano.
«Elizabeth ti ho detto che non devi fumare» si alza dopo avermi vista fare un tiro.
«Facciamo una scommessa» vado verso di lui e salgo sopra le sue gambe mettendo le mie mani dietro la sua testa.
«E quale sarebbe?» fa un ultimo tiro della sigaretta per poi mettere le sue mani nei miei fianchi.
«Il primo che fuma di nuovo, deve fare una cosa a piacimento dell'altro» lo guardo negli occhi e nel suo viso si fa strada un ghigno divertito.
«Sai che perderai?» alza le sopracciglia.
«Non ci sperare tanto ricciolino, so resistere a lungo» arricciolo un suo capello nel mio dito.
«Immaginati già in ginocchio, davanti a me, in pubblico» sussurra al mio orecchio e mi fa l'occhiolino, scuoto la testa facendo una risatina.
«Ti ripeto, non sperarci tanto» gli sussurro a mia volta all'orecchio per poi lasciargli vari baci sul collo.
Mi sposto sulle sue labbra e il bacio diventa aggressivo, le mie mani erano sui suoi capelli mentre le sue stavano stringendo il mio fondoschiena.
«Che cosa volete per-» entra sua mamma nella stanza e spalanco gli occhi togliendomi da sopra di lui, Alessandro invece, sembrava tranquillo.
«Oh scusatemi» fa una risatina sua mamma per poi uscire dalla porta.
«Che figura di merda» mi metto le mani in faccia e sento una risatina provenire da lui, alche lo guardo male.
«Come fai a non sentirti in imbarazzo?» gli chiedo.
«È successo tante di quelle volte che ormai ci sono abituato» fa spallucce e sento la gelosia salire.
«Ah perché hai portato altre ragazze qua?» sputo fuori con la gelosia a mille, si accorge di questo e fa una risata.
«Sapessi quante» inizia a provocarmi.
«E quante sono meglio di me?» lentamente mi rimetto sopra di lui e inizio a provocarlo anche io.
«Scommetto nessuna. Sai, tuo fratello me l'ha detto che parli sempre di me, sei così tanto ossessionato?» dico con voce bassa mentre mi muovevo un po' sopra di lui.
«Cazzate, non parlo mai di te» si mette sulla difensiva mentre guardava ogni mio movimento.
«Non mentirmi Alessandro, capisco quando lo fai» lo obbligo a guardarmi negli occhi tirandogli la testa in su verso di me.
«Sta zitta» sbuffa.
«Stasera andiamo al Flenxy nuovamente, vieni?» cambia discorso.
«Non cambiare discorso» sorrido mettendomi i capelli dietro le orecchie.
«Vieni o no?» chiede nuovamente.
«Ma tu sei con i tuoi amici, io rimarrei da sola perché le mie amiche sono tutte con i fidanzati o non possono uscire stasera» affermo.
«Fai venire quella che sta sotto a Jonathan, non mi ricordo come si chiama... ci sarà anche lui» dice.
«Ma chi Camilla? É fuori con i suoi genitori» sbuffo e lui fa spallucce.
«E allora vieni solo tu» lo guardo.
«Ma figurati, non ho voglia di restare da sola» scuoto la testa e mi guarda male.
«I miei amici sono bravi, ti integreranno come farò io» cerca di convincermi.
«I tuoi amici bravi?» mi faccio scappare una risata.
«Dai vieni» insiste e sbuffo per poi accettare, prende il telefono e scrive qualcosa nel gruppo dei suoi amici.
«Non metterti vestiti troppo corti» dice mentre rispondeva ai suoi amici.
«Dopo ciò che mi hai detto mi metterò il vestito più corto che ho nell'armadio» guardo prima i suoi occhi e poi la sua bocca.
«Vale a dire che mi farò cacciare anche da questa discoteca» afferma.
«Che scemo» rido e scuoto la testa, ma solo dopo capisco che è più che serio.
«Non fare cazzate» lo guardo.
«Dipende tutto da te e dalla gente» fa spallucce mentre guardava il mio seno un po' scoperto.
Gli metto una mano in faccia coprendogli gli occhi e mi tolgo da sopra di lui ridendo. Mi alzo e mi tolgo la felpa restando senza nulla girata di schiena.
E solo ora mi viene in mente ieri sera... quando suo fratello mi disse di quella ragazza.
Chi diavolo era?Lo sento avvicinarsi a me e prendermi per i fianchi mentre mi baciava il collo.
«Chi è Giuliana?» a quel nome sento la sua espressione cambiare rapidamente e si allontana dalla mia figura lentamente.
«Chi cazzo ti ha detto di lei?» risponde ad alta voce.
«Ale stai calmo, non ti ho detto nulla di che» faccio spallucce e mi rimetto il top.
«Elizabeth. Rispondimi» lo guardo dal riflesso dello specchio e la sua faccia è serissima, fin troppo per i miei gusti.
«Oh ma che hai?» mi giro verso di lui.
«Mi vuoi rispondere cazzo!» sbotta picchiando una mano contro il muro facendomi sobbalzare, non mi aspettavo che la prendesse così.
«Ma tu sei pazzo. Ciao» prendo le mie cose ed esco di camera sbattendo la porta.
«Ciao Maddalena, grazie di tutto» sorrido alla mamma di Alessandro che era seduta sul divano. Ricambia il saluto ed esco di casa.
Devo sapere a tutti i costi chi sia Giuliana e sopratutto perché l'ha presa così...
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Incapable of Loving
عاطفية«Perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.» Elizabeth Bianchi. Il ragazzo che viene considerato il puttaniere per eccellenza, e la ragazza che viene considerata perfetta agli occhi di molti. Entrambi notte, ma lei le st...