Capitolo 98

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La bottiglia gira, mi guardo intorno per vedere a quale degli amici di Alessandro puntasse, ma alla fine va in mezzo a me e a Safira, che ci guardiamo.

Stiamo giocando ad obbligo o verità da non molto, e sto scoprendo (e vedendo) moltissime cose.

«Elizabeth, obbligo o verità?» mi domanda Justin, l'amico di Alessandro mentre tiene i suoi occhi verdi contro i miei color nocciola.

«Verità» alzo le sopracciglia e ghigna.

«Hai mai fatto una cosa a tre? Se sì, la rifaresti?» a quella domanda poso lo sguardo sul mio ragazzo e capisco che avesse detto di questa cosa ai suoi amici.

«Beh la risposta alla prima domanda la sai già a quanto pare, la seconda... mh sì, probabilmente la rifarei» mi mordo il labbro e guardo entrambi.

«Dai è tardi, Elizabeth prendi le tue cose. Andiamo via» il ricciolino si alza e sbuffando lo faccio pure io.

«Ma non è così tanto tardi!» lo guardo.

«Sono le due e mezza, mia mamma ci vuole a casa» fa cenno con la testa di andare e dopo aver salutato, usciamo dal fondo suo e dei suoi amici.

«Non è vero che tua mamma ci vuole a casa vero?» capisco al volo che gli stava dando noia il discorso.

«No ma mi ha dato fastidio come Justin ti faceva le domande, si vede da un miglio che ti vuole scopare» rido e gli vado incontro facendolo andare al muro.

«E se... si riprovasse, con lui?» ghigno e faccio scendere la mano verso la sua cintura.

«Cazzo Elizabeth no! Già non sopportavo quando mio fratello ti toccava, figurati un mio amico. No, tutto ma questo no» scuote la testa.

«Uffa, dai andiamo» sbuffo staccandomi da lui.

«Ma ti sei arrabbiata veramente?» scuoto la testa e chiudiamo il discorso per poi salire dietro di Ale che guida verso casa sua, dove avrei dormito.

-

«Allora, domani mi vieni a vedere alla partita?» mette un braccio intorno alle mie spalle e si avvicina.

«Certo che verrò, tua mamma e Giuseppe ci sono? Così mi fanno compagnia loro» annuisce e si porta alla bocca una sigaretta che accende poco dopo.

«A proposito, fra due giorni è il compleanno di Giuse, fa sette anni, se vieni a mangiare con noi quel giorno gli faresti un piacere enorme».

«Ci tiene che tu ci sia» sorrido e guardo in basso.

«Non posso mancare!» posa le sue labbra sulle mie e si mette sopra di me togliendosi la maglietta.

«Vuoi già fare il secondo round eh?! rido e annuisce mettendomi pancia all'ingiù e lo sento entrare poco dopo da dietro, a quel punto gemo.

«Cazzo Ale! Non smettere!» mette una mano nella mia testa e per il piacere la spinge con violenza verso il materasso, ciò mi fa eccitare il triplo.

«Cazzo Elizabeth quanto ti amo» dice non appena viene, e poco dopo vengo pure io.

-

Arriva il giorno dopo, esco da scuola e la prima cosa che faccio è andare a casa per prepararmi per poi andare velocemente al campo di calcio per vederlo.

«Menomale che sei arrivata! Non smetteva più di chiedere di te! Guarda c'è Beth!» esclama Madda e il fratellino del ricciolino si fionda ad abbracciarmi.

«Domani è il mio compleanno, tu ci sei vero?» fa gli occhietti dolci ed annuisco sorridendo.

«Oh guarda c'è tuo fratello che gioca! Guardiamolo altrimenti si incavola e ci fa la partaccia» spalanca gli occhi e si fissa sulla partita per scherzare.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora