Capitolo 60

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La mattina dopo mi sveglio verso le sette e mezza per colpa della sveglia impostata la sera prima.

Mi stropiccio gli occhi e provo ad alzarmi, ma decido di tornare nuovamente a dormire e saltare scuola.

Non avevo proprio la voglia e la forza di alzarmi.

Passano le ore e mi risveglio per colpa della luce che va a finire proprio nei miei occhi.

Vado in salotto per fare colazione e nel mentre penso alla litigata che avevamo avuto ieri io ed Alessandro;
è da allora che non ci scriviamo.

I miei pensieri svaniscano appena vedo Francesco entrare anche lui nella stanza in cui sono io.

Ha ancora tutti i capelli scompigliati ed è solamente in mutande... ma come fa?! Io ho freddo ed ho tre magliette addosso.

«Oh buongiorno, non pensavo fossi a casa» posa lo sguardo su di me mettendosi una mano proprio lì...

«Buongiorno.» rispondo tossendo per via del latte che mi è andato di traverso, lo vedo ridere, imbarazzata mi alzo per poi andare in camera mia.

-

Si fa pomeriggio e io ed Alessandro ancora non ci eravamo sentiti... o meglio, io avevo provato a scrivergli ma non mi ha mai risposto.

Sbuffo e dopo avergli mandato l'ultimo messaggio; spengo il telefono, vado a preparare le cose per andare a prepararmi da Madison e guido fino ad appunto casa della mia amica.

«Ma Noemi non viene più con noi?» chiede Camilla.

«Infatti! Non la vedo più!» esclamo io, ultimamente ci siamo sentite poco perché ogni volta che le provo a scrivere taglia corto la conversazione.

«Mah non lo so... magari stasera le parliamo e capiamo meglio cosa ha in questo periodo» afferma Celine con l'appoggio di tutte.

«Sempre se esce» scherza.

Tra chiacchiere e gossip si fa l'ora di uscire, e ognuna si dirige verso ai propri motorini per poi guidare verso il punto di ritrovo con i nostri amici.

Arriviamo dai nostri amici e dopo averli salutati andiamo tutti quanti a mangiare.

Nel mentre che ci dirigiamo verso il luogo in cui avremmo cenato, vedo tutto il gruppo di Alessandro compreso il ricciolino che escono da un vicolo.

«Che figlio di...» gli vado incontro.

«Alessandro. Oh!» ripeto più volte il suo nome ma mi volta le spalle contro, perciò gli tiro una pacca sulla spalla facendolo girare verso di me.

«Che cazzo vuoi?!» alza la voce sbuffando e tutti i suoi amici si voltano verso di me.

«È da un giorno che non mi parli. Cioè ti sei arrabbiato così tanto per quella cazzata?» allargo le braccia e corrugo la fronte.

«Scusami se ti ho dato una brutta impressione ma quella di cui sei tu è una strada sbagliatissima, lui non mi piace, io ti amo veramente» metto una mano nella sua guancia e fa un piccolo sorriso.

Dopo esserci guardati negli occhi per alcuni secondi... passa una sua mano dietro la mia testa e con forza mi avvicina alla sua faccia.

«Tu sei mia e chiunque ti tocchi è morto».

Posa le sue labbra sulle mie e il bacio diventa più passionale, mette le mani nel mio fondoschiena e mi stringe a se.

Sono i miei amici ad interromperci; «Beth dai andiamo a mangiare» fa una finta tosse Haitam.

«Io vado, ci vediamo dopo?» chiedo, annuisce e mi allontano da lui dopo avergli dato un bacio a stampo.

Prendiamo la pizza da taglio e ci sediamo nei tavolini fuori dalla pizzeria, iniziamo a parlare del più e del meno e a ridere e scherzare.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora