Capitolo 32

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Arriva sera, la spiaggia si era riempita di adolescenti e i falò stavano iniziando ad aumentare.

«Magari non finirla tutta te!» urlo a Nicolò dato che si stava scolando tutta la birra.

«Tanto dopo altro che birra, questa la posso finire» da un morso al panino che avevamo preso dal bar qua in spiaggia.

«Hai ragione anche te.» faccio spallucce.

Vedo in lontananza Celine e il suo fidanzato che stavano avendo una discussione.

«Noe, guarda là. Samir e Celine stanno di nuovo discutendo» cammino a gattoni verso la mia amica che stava parlando con Mattheo.

«È possibile che litigano ogni minuto?» sbuffa.

«Che culetto Bianchi» sento dirmi da Mohamed e mi giro innervosita.

«Taci Mohamed o ti ammazzo» gli tiro uno sguardo assassino e si mette a ridere insieme agli altri nostri amici maschi.

«Guarda che anche te e quell'altro rincoglionito non siete meglio di loro due... anzi» interviene Tessa riferendosi a me e Alessandro.

«Scusami? Io e lui neanche siamo fidanzati» roteo gli occhi e tutte e due mi guardano incredule.

«Ancora peggio. Vi sentite e basta e già litigate ogni tre per due.» scuote la testa Noemi.

«Non litighiamo ogni tre per due» sbuffo.

«Ah no? Da quando avete iniziato a provare attrazione fra voi due, non avete fatto altro che litigare.» afferma Tessa.

«Andiamo non ti puoi fidare dell'Arrigoni, è risaputo che lui è un puttaniere e non è serio, non ci puoi avere una relazione» dice Noemi.

«Ma infatti, ti ripeto, io e lui non stiamo insieme» vado sulla difensiva, le due si guardano e poi posano lo sguardo nuovamente su di me.

«Se lo dici tu» si chiude così l'argomento e continuiamo a mangiare.

Mi risiedo accanto a Nicolò e vedo la sua fidanzata in lontananza che sculettava per farsi notare dalle persone che la circondavano.
Ridicola.

«Non vai da lei?» domando e scuote la testa.

«Abbiamo litigato e non le voglio parlare, mi ha rotto con tutta questa gelosia. Sopratutto nei tuoi confronti» confessa e annuisco.

Non trovo parole per consolarlo perciò rimango in silenzio...

-

«Giù! Giù! Giù» gridano i miei amici a me, Celine e Tessa che stavamo facendo una gara su chi riuscisse a mandare più alcol giù velocemente.

«Fatto!» butto il bicchiere di plastica in terra e mi pulisco la bocca con la mano.

«Ti sei meritata una bottiglia di Vodka unicamente per te!» si mette in ginocchio Amine ubriaco fradicio e mi porge la bottiglia di Vodka alla pesca.

«Grazie!» gliela prendo e inizio a berla da sola.

Ero fatta e ubriaca nello stesso momento ed era la sensazione migliore del mondo.

Le persone intorno a noi, anch'esse ubriache, iniziano a festeggiare.

Rido e continuo a scolarmi la mia bottiglia di Vodka andando nuovamente verso sconosciuti che si stavano fumando una canna.

«Passatemela» me la porgono e faccio un tiro.

Mi alzo rischiando di cadere e inizio a camminare nuovamente senza una meta precisa.

«Oh Alessandro!» lo vado ad abbracciare.

«Mi fai stare male però sei così bello che ti scoperei qua davanti a tutti!» gli do un bacio aggiungendo la lingua, ma si stacca.

«Elizabeth quanto cazzo hai bevuto?!» chiede.

«Solo un bicchierino» faccio segno con la mano e scoppio a ridere.

«Hai anche gli occhi rossi.» mette i pollici sotto il mio occhio e lo tira giù vedendo meglio il colore rossastro che mi aveva causato il fumo.

«Lasciami stare!» lo spingo via e vado verso di Ibra che stava camminando lungo la spiaggia e lo bacio davanti agli occhi di Alessandro.

«Ma che cazzo fai?» alza la voce staccandomi da Ibra, che stava ricambiando il bacio.

«Non ti spacco la faccia perché non ci sarebbe gusto nel farlo» tira uno spintone al mio amico e lo fa cadere, anche esso era ubriaco marcio.

«Elizabeth fermati» mi prende per il polso.

«Ti ho detto di lasciarmi stare!» urlo con tutta la voce che avevo in corpo.

Corro via da lui e raggiungo i miei amici, dopodiché inizio a vedere tutto nero e poi... il vuoto.

{Camilla pov's}

Vedo Elizabeth venire verso di noi, e rido da quanto era ubriaca. Io sono una delle poche che è rimasta sobria perché odio l'alcol, tranne in alcuni casi.

Il mio sorriso svanisce quando improvvisamente la mora cade a terra a peso morto davanti a noi.

«Cazzo Elizabeth» corro verso di lei e le tiro degli schiaffi sulla guancia, ma niente, non dava segni di vita e questa cosa mi mette ansia.

«Aiuto! Si è sentita male!» attiro l'attenzione di moltissima gente e vedo l'Arrigoni correre velocemente verso di noi.

«Elizabeth! Cazzo svegliati! Togliete il telefono tutti!» grida a delle persone che stavano facendo un video alla scena e impaurite abbassano il cellulare.

Due uomini adulti dopo che Noemi era andata a chiedere aiuto si avvicinano a noi.

«Fate spazio! Fate spazio!» urla facendo allontanare tutte le persone che si erano messe intorno a noi.

Alessandro prende il telefono e chiama l'ambulanza.

«Prendi un panno e vallo a immergere nell'acqua! Veloce cavolo!» mi ordina il signore, annuisco e faccio come imposto.

Lo mette nella fronte di Elizabeth ma niente. Le apre gli occhi a forza e vede tutti gli occhi rossi, sbuffa e inizia a tentare di svegliarla.

Alessandro prende la felpa che era nello zaino della mia amica e gliela mette addosso.

«Cosa facciamo?» domanda uno.

«Aspettiamo che arrivi l'ambulanza» risponde l'altro e annuisce.

Dopo poco sentiamo dei conati di vomito provenire da Elizabeth, «Mettiamola di un fianco su» i due la mettono girata di un fianco e la fanno vomitare.

Dopo dieci minuti sentiamo arrivare l'ambulanza che mettano in una barella Elizabeth che era ancora priva di sensi.

«Vado io con lei» mi dice Alessandro, annuisco e nervosa mi faccio da parte facendo salire sopra l'ambulanza lui.

Tutte le persone che si erano raggruppate per vedere la scena si spargono nuovamente per la spiaggia.

«Grazie mille signori» sorrido agli uomini.

«Speriamo che stia bene la signorina... buona nottata» ricambiano il sorriso e si allontanano.

Tutti i miei amici compresa me, scombussolati dalla cosa che era appena accaduta, ce ne andiamo fuori dall'ospedale per aspettare sue notizie.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora