Capitolo 31

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Sono passati un paio di settimane da quel giorno, e finalmente è arrivato ferragosto.

Amo questo giorno del mese di agosto, sei in spiaggia e puoi fare tutto quello che ti pare perché tanto ci sarà sempre qualcuno che farà più cazzate di te.

La mattina mi sveglio presto perché dovevo andare a casa di Alessandro.

Entro in casa e dopo aver salutato i suoi fratelli e sua mamma, lo seguo in camera sua dove mi stendo sul suo letto.

«Stasera stiamo insieme in spiaggia?» gli chiedo.

«No, ci sarà sicuramente tuo fratello e non voglio che ci veda insieme» fa spallucce e prende il telefono.

«Che palle. Per stasera la scommessa che abbiamo fatto non vale» gli comunico ma non mi da risposta.

«E non bere troppo che non mi fido di tutte quelle galline che ci provano con te» lo guardo ma non mi sta prestando attenzione.

«Mi ascolti?» gli vado incontro ma spegne subito il telefono e posa lo sguardo su di me.

«Con chi ti scrivi?» domando.

«Con nessuno, un'amica» alzo le sopracciglia e gli prendo il telefono di mano.

«Sbloccamelo» glielo metto davanti alla faccia e il Face Id riconosce il volto e me lo sblocca, inizio a leggere le chat con questa tipa.

«Perché ti manda i cuori?» alzo la voce.

«Sei troppo paranoica. Ho detto che è solo un'amica, mi devi credere» riprende il telefono.

«Non mi fido» scuoto la testa.

«Scusami ma io che dovrei dire? Tutti i tuoi amici coglioni ci provano con te dalla mattina alla sera e te gli assecondi» rigira la frittata.

«Ma cosa cazzo stai dicendo. Sei te che con tutte quelle che ti stanno appresso e ci provano con te gli dai sempre corda» alzo la voce.

«Senti vaffanculo Elizabeth. Tanto io e te non siamo nulla, se vuoi, vai a fare la puttana con i tuoi amichetti di merda» sbotta con rabbia.

Ma era serio?

«Ma che cazzo stai dicendo Alessandro?» alzo la voce a mia volta.

«Vaffanculo!» urlo per poi prendere le mie cose e uscire di camera sua sbattendo la porta, vado verso l'uscita e trovo sua madre e Giuseppe che guardavano la televisione.

«Mi dispiace cara, non è colpa tua» da quelle parole capisco che la mamma ci aveva sentito litigare.

Le sorrido e dopo aver salutato esco di casa.

«Stasera voglio bere fino a non ricordarmi neanche come mi chiamo» faccio un audio sul gruppo delle mie amiche.

«Boia non vedo l'ora che sia stasera!» esclama contenta Celine.

«I ragazzi hanno portato di tutto! Beth vai a vedere la foto sul gruppo» faccio come detto da Noemi e appena apro la foto vedo molto alcol e fumo.

Vado a casa e mi inizio a "preparare" per andare al mare.

Come costume mi metto un tanga a perizoma nero e con il sopra fatto a triangolo del medesimo colore.

Nello zaino invece ci metto una felpa bianca, una coperta e la parte dei soldi che avrei dovuto dare ai miei amici per le cose che hanno preso.

«Amore mi raccomando fai la brava» mi dice mia mamma al telefono.

«Si mamma certo, ora vado c'è la mamma di Madison sotto. Ciao ciao» le do dei baci e spengo il telefono per poi uscire di casa.

Salgo in macchina e saluto le mie amiche e la mamma di Madison.

Dopo quindici minuti di strada arriviamo, e ci avviamo in spiaggia in cerca dei nostri amici.

«Beth! Cami!» richiama la nostra attenzione Malik.

Arriviamo dove erano tutti i nostri amici, alcuni stavano montando le tende mentre altri stavano preparando le canne per stasera.

«Beth e Celine, veniteci ad aiutare, voi siete brave a farle» ci dice Mohamed e ci avviciniamo a lui.

«Ma Nicolò dove è?» chiedo non vedendolo.

«Dovrebbe arrivare fra poco» rolla la canna Rayan prima di rispondermi.

«Finito» mi alzo in piedi e mentre mi stavo pulendo le cosce che si erano sporcate di sabbia sento qualcuno prendermi a sacco di patate e portarmi verso l'acqua gelida del mare.

«Nicolò ti ammazzo!» do dei pugnetti alla schiena di lui ma era troppo tardi e mi butta in mare.

«È gelida coglione!» provo ad affogarlo.

«È tre estati che provi ad affogarmi e ancora non ci sei riuscita una volta» scherza lui.

Gli tiro un calcio sott'acqua e appena si china per il dolore gli do una spinta riuscendolo a buttare in acqua, e dopodiché lo tengo giù con tutta la forza che avevo.

«Hai barato!» esclama dopo essersi tirato su.

Gli faccio l'occhiolino ridendo ed esco dall'acqua con i brividi per quanto era fredda.

La spiaggia si stava iniziando a riempire di ragazzi più grandi e piccoli di noi.

«Torneino di beach volley?» propone Noemi.

«Ci sto! Le coppie sono come quelle degli altri anni giusto?» chiedo e tutti dicano di sì, perciò salto addosso a Said ridendo.

«Dai Beth. Facciamoli il culo come gli altri anni» mi batte il cinque e ci dirigiamo verso la rete che si trovava in spiaggia.

Iniziano a giocare le coppie e arriva finalmente il turno di me e Said, giocavamo contro Celine e Gabriel.

La mia amica batte e la partita inizia.

«Passamela!» dico per poi schiacciare verso la rete.

Faccio punto ed io e Said esclamiamo, e come sempre lui va nell'altra parte del campo ed esulta.

Rido e continuiamo a giocare.

Arriva la finale, ed eravamo noi due contro Camilla e Mattheo. Giochiamo e come tutti gli altri anni riusciamo a vincere.

Said mi prende in braccio e inizia a correre per tutta la spiaggia mentre io ridevo.

«Cazzo» inciampiamo e cadiamo a terra, e questa cosa mi fa ridere più di quanto io non lo stessi facendo già.

Ma le mie risate cessano quando davanti a noi, vedo Alessandro e Samir che ci stanno guardando.

Mi alzo di scatto in piedi e cerco di pulirmi da tutta la sabbia che avevo in corpo, faccio alzare anche Said e senza dire una parola, sbuffo e mi giro.

Ma lo sento arrivare da dietro e dare dei colpi sul mio culo per togliervici da sopra la sabbia.

«Levati» gli do una leggere spinta.

«Sei ancora arrabbiata per stamattina?» si mette davanti a me bloccandomi il passaggio.

«Si, ma noi due non siamo nulla quindi perché preoccuparsi tanto?» incrocio le braccia e sento lo sguardo di tutti i miei amici addosso.

«Non intendevo quello e lo sai pure tu» risponde, senza rispondergli lo sorpasso e faccio per ritornare dai miei amici ma mi blocca il polso.

«Elizabeth ascoltami» mi avvicina con forza.

«Non ti voglio sentire Alessandro, è ferragosto e mi voglio divertire. Fallo anche tu» lo guardo e poi mi dimeno dalla sua presa e torno dagli altri.

Vedo Celine superarmi ed andare a baciare il suo fidanzato.
E no, alla fine non lo aveva lasciato, dice che lo amava troppo per lasciarlo.

«Che ti ha detto?» chiede Nicolò ma scuoto la testa.

«Non voglio parlarne. Voglio divertirmi stasera e tu lo farai con me, si.» gli sorrido.

Incapable of LovingLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora